Le ultime dal Forum:

Si pregano i colleghi di iscriversi ed intervenire al nostro Forum allo scopo di preparare e prossime iniziative.

giovedì 25 giugno 2009

COMUNICATO STAMPA

SIT-IN PRECARI DELLA SCUOLA DAVANTI AL PARLAMENTO 15 LUGLIO ORE 10.30

La manifestazione nazionale dei precari della scuola del 15 luglio sta ricevendo ogni giorno sempre più adesioni da parte della società civile, delle organizzazioni politiche di opposizione, di tutto il popolo della scuola.

Come organizzatori siamo soddisfatti che si colga finalmente l'importanza di far sentire la voce di chi nella scuola statale lavora e investe le proprie energie, schierandosi con chiarezza contro i progetti di dismissione, privatizzazione e aziendalizzazione voluti dalla ministra Gelmini e dalla maggioranza che sostiene questo governo.

Crediamo fermamente che la lotta per la difesa della scuola pubblica statale, contro i tagli e il progetto di legge Aprea debba avere un carattere unitario e inclusivo, ma questo non si traduce in una rinuncia rispetto ai contenuti e alle parole d’ordine con cui è stata indetta la manifestazione.

Intendiamo, quindi, richiamare l’attenzione sui punti della piattaforma su cui i comitati autorganizzati dei precari hanno convocato la manifestazione, affinché ogni adesione sia coerente con le nostre rivendicazioni.

1. Chiediamo il ritiro di tutti i tagli (circa 8 miliardi di euro) disposti con la legge 133/2008. La scuola pubblica statale italiana è stata vittima di un pesante ridimensionamento negli ultimi 15 anni, ad opera di governi di centrodestra e centrosinistra indistintamente, a vantaggio delle scuole private e confessionali. Riteniamo che sia necessaria una inversione di tendenza nelle politiche di finanziamento della scuola, e in questo quadro non accettiamo mediazioni al ribasso.

Nell’immediato risulta urgente il ripristino del “modulo” e delle compresenze nella scuola primaria; il riconoscimento del pieno diritto all’integrazione per i ragazzi diversamente abili, senza nessuna riduzione alle ore di sostegno; il rispetto della normativa sulla sicurezza; un’inversione di marcia rispetto all’aumento degli alunni per classe e alla diminuzione del tempo scuola.

2. Chiediamo l'assunzione a tempo indeterminato di tutti i precari della scuola sui posti vacanti e disponibili in organico di fatto e di diritto. Non basta richiamarsi ad equivoche e generiche “stabilizzazioni”. Non basta richiamarsi al programma – mai attuato – del governo Prodi di assunzione di 150 mila insegnanti e 30.000 ATA in tre anni, che tra l’altro avrebbero coperto poco più dei pensionamenti.

Quello che chiediamo è che tutti i precari che lavorano da anni su posti vacanti, con contratti fino al 30 giugno o al 31 agosto, abbiano un contratto a tempo indeterminato.

3. Chiediamo il ritiro del disegno di legge Aprea. Non accetteremo nessuna mediazione su un progetto che comporta la fine della libertà d’insegnamento, garantita dalla Costituzione, in funzione della chiamata diretta da parte dei dirigenti scolastici; la totale aziendalizzazione dell’istruzione, attraverso la trasformazione delle scuole in fondazioni; la gerarchizzazione della classe docente, con l’introduzione di distinte figure professionali, la cui carriera sarebbe costantemente sottoposta alla ricattabilità di dirigenti e finanziatori privati.

Su questi tre punti chiari chiamiamo alla mobilitazione tutte e tutti i precari della scuola, i cittadini e le organizzazioni della società civile che vorranno essere con noi davanti al Parlamento il 15 luglio prossimo a Roma, ed alle iniziative proposte per l'autunno dall'assemblea nazionale dei precari della scuola.

Il movimento non si ferma, la Gelmini non passerà!

Il Comitato Promotore:

Comitato Precari Catania: Antonio Giuseppe Condorelli agcondorelli@yahoo.it
Comitato Precari Liguri: Paolo Fasce paolo@fasce.it
Comitato Precari Roma: Giovanna Mazzullo giomazzullo@gmail.com
Comitato Precari Scuola Ravenna: Edmondo Febbrari eddiefebbrari@hotmail.com
Coordinamento Lavoratori della scuola 3 ottobre Milano: coordinamento3ottobre@gmail.com
Coordinamento Precari Napoli: Antonella Vaccaro precarinapoli@libero.it
Coordinamento Scuola Mantova: Ilenia Argento i.condorcet@hotmail.it
Forum Precari Scuola sez. Palermo: Maria Pia Labita labita0@gmail.com
Movimento Insegnanti Precari Roma: movimentoinsegnantiprecari@gmail.com
Rete Docenti Precari Bari: Antonino Buonamico amicanto@yahoo.it
Rete Docenti Precari Marche: Melanie Segal melaniesegal@libero.it
Rete Nazionale Precari della Scuola: http://docentiprecari.forumattivo.com/
Rete precari scuola Agrigento: Emma Giannì reteprecariscuolaag@libero.it
Rete dei precari della scuola di Pisa: Daniele Ippolito precariscuola.pisa@gmail.com
Rete Organizzata Docenti e ATA Precari del Veneto: Manuel Cecchinato manuel.posadas@libero.it
Rete Precari Livorno: Marco Marmeggi stil1@hotmail.com
Rete Precari Terni: Daniela Ricci da.ricci@tiscali.it

Volantino appello sit-in 15 Luglio

APPELLO A TUTTE LE RETI, COMITATI, ASSOCIAZIONI, SINGOLI PRECARI PER CONTINUARE LE MOBILITAZIONI E LE LOTTE FINO AL RITIRO DEI TAGLI, AL RITIRO DEL PDL APREA, ALL'ASSUNZIONE DI TUTTI I PRECARI A TEMPO INDETERMINATO SU TUTTI I POSTI VACANTI E DISPONIBILI IN ORGANICO DI DIRITTO E DI FATTO.

VISTO che questo governo tramite i suoi ministri Gelmini-Tremonti-Brunetta ha confermato tutti i suoi provvedimenti a danno della scuola pubblica statale: ha mantenuto tutti i tagli, è tornato indietro di più di 20 anni nell'impianto didattico-pedagogico con il ritorno al maestro unico e l'abolizione delle compresenze e del modulo, ha diminuito il tempo scuola, ha confermato l'aumento degli alunni per classe fino a 33 per aula, in contrasto con le norme sulla sicurezza, la prevenzione incendi e gli indici minimi di funzionalità didattica,
VISTO che questo governo si appresta a rimettere nelle mani di fondazioni private la scuola pubblica statale, trasformandola in senso aziendalistico con conseguente gerarchizzazione dei docenti;
VISTO che la scuola pubblica statale uscirà da questi provvedimenti impoverita e dequalificata a tutto vantaggio dell'istruzione privata;
VISTO che il prossimo anno saranno spazzati via circa 57.000 posti di docenti ed ata;
Il personale precario della scuola, docenti, personale tecnico e ammistrativo, collaboratori riuniti in un'assemblea nazionale unitaria il 24 maggio a Roma promuovono un sit-in nazionale davanti al Parlamento per il 15 luglio.

Per dire che VOGLIAMO ESSERE ASCOLTATI.
Per ribadire che NON SI PUO' MIGLIORARE LA SCUOLA PUBBLICA STATALE TAGLIANDO MIGLIAIA DI INSEGNANTI ALLE MATERNE, ELEMENTARI, MEDIE E SUPERIORI; TAGLIANDO IL SOSTEGNO AGLI ALUNNI DIVERSAMENTE ABILI; DIMINUENDO IL TEMPO SCUOLA; AUMENTANDO IL NUMERO DEGLI ALUNNI PER CLASSE; LASCIANDO LE SCUOLE SENZA SOLDI PER LE SUPPLENZE E PER IL NORMALE FUNZIONAMENTO DELLA DIDATTICA.
Per gridare CHE NON ACCETTEREMO IL COMPLETAMENTO DEL DISEGNO DI DISTRUZIONE DELLA SCUOLA PUBBLICA STATALE PORTATO AVANTI COL PDL APREA CHE TRASFORMA LA SCUOLA IN SENSO AZIENDALISTICO-PRIVATISTICO.

Per DIFENDERE una scuola pubblica statale libera, gratuita, pluralista e laica;
per IL DIRITTO ALLO STUDIO per tutti e tutte;
per LA LIBERTA’ D’INSEGNAMENTO;
per una SCUOLA DI QUALITA’ grazie a maggiori investimenti e a serie politiche scolastiche;
per SALVARE centinaia di migliaia di POSTI DI LAVORO;

Si invitano tutti i lavoratori della scuola, precari e non e tutti i cittadini a sostenere e a partecipare attivamente a questa iniziativa.

Il Comitato Promotore:
Comitato Precari Catania: Antonio Giuseppe Condorelli agcondorelli@yahoo.it
Comitato Precari Liguri: Paolo Fasce paolo@fasce.it
Comitato Precari Roma: Giovanna Mazzullo giomazzullo@gmail.com
Comitato Precari Scuola Ravenna: Edmondo Febbrari eddiefebbrari@hotmail.com
Coordinamento Lavoratori della scuola 3 ottobre Milano: coordinamento3ottobre@gmail.com
Coordinamento Precari Napoli: Antonella Vaccaro precarinapoli@libero.it
Coordinamento Scuola Mantova: Ilenia Argento i.condorcet@hotmail.it
Forum Precari Scuola sez. Palermo: Maria Pia Labita labita0@gmail.com
Movimento Insegnanti Precari Roma: movimentoinsegnantiprecari@gmail.com
Rete Docenti Precari Bari: Antonino Buonamico amicanto@yahoo.it
Rete Docenti Precari Marche: Melanie Segal melaniesegal@libero.it
Rete Nazionale Precari della Scuola: http://docentiprecari.forumattivo.com/
Rete precari scuola Agrigento: Emma Giannì reteprecariscuolaag@libero.it
Rete dei precari della scuola di Pisa: Daniele Ippolito precariscuola.pisa@gmail.com
Rete Organizzata Docenti e ATA Precari del Veneto: Manuel Cecchinato manuel.posadas@libero.it
Rete Precari Livorno: Marco Marmeggi stil1@hotmail.com
Rete Precari Terni: Daniela Ricci da.ricci@tiscali.it

Per adesioni: precariscuola@gmail.com

mercoledì 17 dicembre 2008

Piattaforma dei precari nata dall'assemblea nazionale del 30 novembre 2008

PIATTAFORMA RETE NAZIONALE PRECARI DELLA SCUOLA

La Rete nazionale precari della scuola rifiuta ogni tentativo di ridimensionamento della gestione statale dell’istruzione pubblica, che snatura la scuola statale nella sua funzione costituzionale del superamento delle differenze di sesso, religione, lingua, condizioni psico-fisiche e sociali.

Il sistema pubblico è il solo ad essere aperto a tutti, caratterizzato dalla libertà di insegnamento e dal pluralismo; esso è il solo modello che, se ben finanziato, può rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che impediscono l'eguaglianza dei cittadini. Questa funzione di emancipazione della scuola è stata notevolmente ridimensionata dalle politiche di tagli alle risorse destinate all’istruzione pubblica negli ultimi anni, in particolare con l’ultima manovra finanziaria della legge 133 (articolo 64). La piena attuazione dell’uguaglianza sostanziale richiede che sia assicurato a tutti i cittadini il raggiungimento degli obiettivi dello sviluppo personale e della partecipazione sociale, e ha come passaggio obbligato e ineliminabile la tutela di quanti abbiano minori possibilità culturali ed economiche.

La funzione principale che la scuola è chiamata a svolgere dalla Costituzione non è semplicemente quella di valorizzare gli alunni più meritevoli, ma di rendere possibile a tutti, compresi gli alunni più svantaggiati, la partecipazione attiva alla vita della scuola e successivamente della società. Invece, operazioni quali la reintroduzione del maestro unico, figura superata da decenni, cancellano anni di sperimentazione didattica e pedagogica basati sulla condivisione di responsabilità tra docenti e sugli approfondimenti disciplinari a favore del potenziamento, del recupero e dell’integrazione degli alunni.

“La promozione di una piena concorrenza tra istituzioni scolastiche” (PDL Aprea) che vede in competizione scuole pubbliche tra loro e scuole pubbliche con scuole private è alla base di un processo di destrutturazione del sistema dell’istruzione statale, che si sta evidenziando in maniera crescente. Il ridimensionamento del corpo docenti, l’aumento degli alunni per classe, la riduzione dell’orario d’insegnamento, l’accorpamento delle classi di concorso, la proposta di nuove forme di reclutamento (chiamate dirette dei dirigenti scolastici) e il ritorno del maestro unico, il taglio degli insegnanti di sostegno, vanno di pari passo con una politica di attribuzione delle risorse modulate in funzione della capacità di ogni scuola di attrarre il maggior numero di studenti. La funzione emancipatrice della scuola viene condizionata da una logica prevalentemente mercantile dove il preside da primus inter pares, sottoposto alla volontà collettiva degli organi collegiali, diviene come dirigente scolastico un amministratore completamente assorbito dalla spasmodica ricerca di finanziamenti esterni tendenzialmente ridotti nel numero e nell’entità.
La proposta d’introduzione delle fondazioni di diritto privato all’interno del consiglio d’amministrazione delle scuole e la conseguente riduzione della rappresentanza dei docenti non è altro che una conseguenza della riduzione dei fondi pubblici e della loro diseguale distribuzione. La paventata competizione tra scuola pubblica e privata si riduce, nei fatti, in una “privatizzazione” della scuola pubblica e dei rapporti di lavoro che in essa si esplicano.
Come insegnanti precari siamo direttamente sottoposti alla mannaia dei tagli.
Qualora mantenessimo saltuariamente il nostro posto di lavoro ci troveremmo ad operare in una scuola nella quale i nostri diritti verrebbero ancor più calpestati: l’assunzione diretta da parte dei dirigenti scolastici alimenta quelle tendenze all’arbitrio ed alla mancanza di regole nell’assunzione che già oggi, in alcuni casi appaiono latenti.
Quale libertà d’insegnamento ci potrà essere in una scuola nella quale un dirigente scolastico, rafforzato nel suo potere rispetto ad organi collegiali ridimensionati, viene pesantemente condizionato dalle direttive indicate dalle fondazioni private?

La combinazione di autoritarismo all’interno e di mercantilismo e subalternità verso le fondazioni all’esterno sviliscono la qualità della didattica, la scuola come fattore di partecipazione collettiva e di elaborazione di un sapere critico e, quindi, di uno sviluppo sociale ed intersoggettivo della persona.

La modificazione dello stato giuridico del docente, accompagnato dalla riduzione del livello della contrattazione nazionale rispetto a quella regionale e d’istituto elimineranno, di fatto, una reale rappresentanza delle RSU nelle scuole. A ciò si accompagna una stratificazione gerarchica delle varie figure di docente (iniziale, ordinario, esperto) la quale fa presagire una futura condizione di cannibalismo e di progressiva erosione di diritti e la ricattabilità continua nei confronti dell’intero corpo docente. La nostra condizione di precarietà verrà, di fatto, estesa all’insieme dei lavoratori della scuola, eliminando la condizione di pariteticità e cooperazione tra insegnanti, che è la migliore garanzia di qualità ed efficienza nel sistema dell’istruzione.

Dietro le roboanti proclamazioni di meritocrazia e lotta ai fannulloni si nasconde un modello di società fondato sulla miope esaltazione dell’individuo decontestualizzato che si traduce, nei fatti, nella svalutazione delle qualità personali e nella conseguente valorizzazione del servilismo, della continua ricerca dell’ambizione individuale e del clientelismo. L’attacco che riceviamo immediatamente come insegnanti precari si connette, quindi, organicamente con l’attacco che stanno subendo gli insegnanti di ruolo, il personale ATA, gli studenti medi ed universitari e, più in generale, l’intero comparto dell’istruzione e del complessivo mondo del lavoro. L’alleanza tra noi è posta nei fatti.

La lotta in difesa della scuola pubblica e della qualità dell’insegnamento, la capacità di emancipazione sociale che la contraddistingue sono direttamente collegate con la difesa dei diritti dei lavoratori che in essa operano, con l’estensione del principio di collegialità tra le sue componenti contro ogni logica di autoritarismo. Contrastiamo radicalmente la logica che scaturisce dall’articolo 64 della legge 133, dalla legge 169 e dal PDL Aprea e, soprattutto in virtù della nostra condizione di precari, rifiutiamo l’impianto complessivo della riforma della scuola e dell’Università.
La possibilità di ottenere dei risultati passa attraverso la nostra autorganizzazione, la costruzione di un movimento unitario di insegnanti precari all’interno del più ampio movimento in difesa dell’istruzione pubblica.

Le nostre richieste più immediate, che sottoponiamo alla discussione di tutte le componenti del precariato della scuola e dell’università, sono le seguenti:

  • Abrogazione dell’ articolo 64 e 66 della legge 133 e della legge 169
  • ABROGAZIONE DEI COMMI: 411 punto d) 413, 414 dell'art.2 della L.244/07
  • Ritiro della Proposta di legge “Aprea”
  • Aumento dei fondi destinati all’istruzione statale.
  • Ripristino della pluralità docente e attuazione integrale del tempo pieno e modulare garantito nello stesso modo in tutte le regioni e finanziato dalla fiscalità generale
  • Difesa dell’organico esistente docente e personale ATA
  • Stabilizzazione dei 142.000 posti assegnati a livello nazionale dai vari CSA provinciali attraverso la trasformazione dell’organico di fatto in ruolo
  • Stabilizzazione dell’organico di fatto del personale.
  • Diminuzione degli alunni medi per classe nel rispetto dei parametri stabiliti per legge, condizionanti l’agibilità delle aule e dei laboratori scolastici, e in considerazione della presenza di alunni disabili, così come espresso nel Parere della VII Commissione cultura, scienza e istruzione della Camera dei deputati sul Piano programmatico, approvato il 27/11/2008.
  • Aumento del rapporto tra il numero degli insegnanti di sostegno e quello degli alunni diversamente abili
  • Sblocco del turn over sostituendo tutti gli insegnanti in pensionamento.
  • “Ripulitura” delle graduatorie ad esaurimento da tutti i docenti assunti in ruolo (quindi, non più precari) al fine di capire il reale numero dei precari storici;
  • Abrogazione della modifica del Titolo V della Costituzione che trasferendo le competenze dallo Stato alle regioni, province e comuni nega il principio costituzionale secondo il quale la scuola privata e confessionale è garantita senza oneri per lo Stato (nel rispetto dell’articolo 33 della costituzione).
  • Applicazione nelle scuole private e paritarie delle condizioni contrattuali e delle modalità di reclutamento vigenti per i lavoratori delle scuole statali.
  • Rafforzamento del potere degli organi collegiali all’interno della scuola e della loro funzione decisionale.
  • Parità di diritti e doveri tra personale a tempo indeterminato e personale a tempo determinato.
  • Assegnazione di tutte le cattedre intere e frazionate tramite graduatorie ad esaurimento.
  • No al ridimensionamento dei Centri Territoriali Permanenti, che comporta una riduzione delle cattedre con la conseguente congestione delle graduatorie.

Rete nazionale precari della scuola
http://retedocentiprecari.blogspot.com/

Allegati alla piattaforma.

Vengono qui raccolte le principali proposte di articolazione della piattaforma, emerse durante il dibattito dell’assemblea del 30 novembre e sostanzialmente condivise.

• l’assunzione a tempo indeterminato dei precari della scuola, come richiesta della piattaforma. Rifiutiamo qualsiasi forma di prolungamento delle durate degli incarichi a tempo determinato, come quella di triennalizzare i contratti.
• l’equiparazione tra docenti di ruolo e docenti precari del punteggio derivante da servizio effettivamente prestato e dei diritti sul luogo di lavoro;
• la revisione dei criteri di formazione e di utilizzazione delle graduatorie di circolo e di istituto, per ottenere un ampliamento del numero di scuole disponibili, secondo due possibilità: graduatoria di circolo e di istituto unica provinciale, divisa in tre fasce; oppure, secondo il modello tuttora vigente, la scelta delle scuole potrebbe essere lasciata ai docenti (ma in numero più elevato rispetto a oggi - minimo 30) e ogni istituto, una volta esaurita la propria graduatoria di prima fascia, dovrebbe essere obbligato a utilizzare le graduatorie di prima fascia di tutti i circoli e gli istituti della provincia, per poi passare, secondo le stesse modalità, alla seconda e terza fascia.
• esaurire le graduatorie di prima fascia (docenti inseriti nella graduatoria ad esaurimento provinciale) di tutti i circoli ed istituti della provincia per poi convocare i docenti inseriti nelle graduatorie di seconda (abilitati) e terza fascia (non abilitati); dunque, tutte le istituzioni scolastiche, una volta esaurita la graduatoria interna di prima fascia dovranno attingere alle stesse dei circoli e/o istituti viciniori;
• “ripulire” le graduatorie ad esaurimento di tutti i docenti assunti in ruolo, compresi i docenti delle scuole private, al fine di capire il reale numero dei precari storici;
• vietare ai docenti già di ruolo di inserirsi nelle graduatorie ad esaurimento in altre province (alternativa per loro in mancanza di trasferimento e danno per i precari).
• rispettare il numero di 20 alunni per classe laddove vi è iscritto un alunno diversamente abile.


La Rete nazionale dei precari della scuola

venerdì 17 ottobre 2008

E' solo l'inizio!

Scuola, trecentomila in piazza

"E' solo l'inizio della protesta"

di ANDREA DI NICOLA


Il corteo di roma
ROMA - "Non pagheremo noi la vostra crisi". Il copyright è degli universitari ma lo slogan rimbalza di spezzone in spezzone nel corpaccione del grande corteo in difesa dell'istruzione pubblica che ha attraversato la città sotto una pioggia scrosciante. Un corteo di studenti medi e universitari in primo luogo, e poi di professori, maestri, lavoratori della scuola e genitori. Società civile, insomma, della quale i Cobas e il sindacalismo di base hanno intercettato l'urgenza di voler esprimere il proprio no a quella che tutti chiamano "la distruzione della scuola pubblica".
Fuori la politica ufficiale, fuori i partiti a parte qualche striscione di Rifondazione però estraneo al centro della protesta. Il corteo dei trecentmila, si capisce subito, non è nato nelle loro sedi, ma nelle scuole elementari, nelle case dei promotori dei mille comitati genitori che stanno nascendo in tutta la penisola, nelle facoltà occupate.

Che sarebbe stata una manifestazione imponente lo si era capito dalla prima mattina, nello stupore generale a partire dagli organizzatori. Alle 9,30 piazza Esedra era già piena. E la cifra comune un po' a tutti, tranne ai tanti bambini delle elementari felici per questa giornata in cui possono fare confusione con l'approvazione di maestre e genitori, è la preoccupazione. Quella delle maestre in ambasce per il posto di lavoro che girano con cartelli fatti in casa con su scritto "taglia, taglia, il bambino raglia" o che,m orgogliosamente rivendicano "sono già un maestro unico". I genitori, preoccupati anche loro, perché già si vedono con i piccoli a casa ad ora di pranzo e costretti a rivedere tutta l'organizzazione familiare si sono presentati con delle magliette verdi con su scritto "il futuro dei bambini non fa rima con Gelmini". I ragazzi dei licei la loro preoccupazione la esprimono in modo diretto: "Preokkupati per il futuro", scrivono quelli della Rete degli studenti che danno anche un consiglio alla ministra "i tagli te li fai ai capelli". I precari della scuola, veramente in tanti, che temono di aver buttato anni ed anni. Gli universitari che portano in piazza il loro incubo: la precarietà del futuro. Non a caso il loro striscione è firmato "studenti precari" e in tanti girano con un cartello scritto in inglese: "Sono uno studente italiano, adottatemi". Mentre il collettivo di Scienze ha scritto sullo striscione "Tagli, privatizzazioni, precarietà. Ecco l'università spa".

Il corteo scorre lento verso piazza San Giovanni e quando la testa raggiunge l'arrivo la coda è ancora in piazza Esedra. Questo al di là delle cifre dà il senso della grandezza della manifestazione. E da un capo all'altro le star sono sempre loro: Gelmini, Brunetta, Tremonti. Berlusconi è quasi dimenticato negli slogan e negli striscioni. Il ministro della Funzione pubblica è ritratto mentre con una flebo succhia il sangue agli impiegati pubblici e quando da un camion gli dedicano "Un giudice" di De Andrè, con allusione alla statura del ministro, è un boato.

Il clima è tranquillo e sereno, d'altra parte aspettarsi che austeri professori di greco e latino si potessero trasformare in black bloc sarebbe stato arduo. E tuttavia qualche momento di tensione c'è stato quando universitari e studenti medi hanno deciso di andare a trovare la Gelmini nella sua tana, al ministero della Pubblica Istruzione, fuori dal percorso programmato. "Siamo stati ieri da Tremonti, se no la Gelmini ci rimane male", sorride un ragazzo dietro lo striscione di Roma III. I responsabili dell'ordine pubblico capiscono che non ci sono pericoli: le facce di quei ragazzi dicono che non sono degli sfasciatutto e quindi acconsentono al fuori programma.

E così mentre a San Giovanni si comincia a tornare a casa, i più giovani prolungano la protesta. Nei confronti dei poliziotti e carabinieri nessuna provocazione solo improbabili inviti a ballare e slogan per ricordare agli uomini e alle donne in divisa che "anche voi avete dei figli, stiamo lottando anche per loro". Anche per la ministra un solo coro: fuori, fuori. "Ci accusano di non voler dialogare - dice Francesco di Scienze della Sapienza - perché non viene fuori a parlare con noi?".

La Gelmini non scenderà ma loro non si scompongono: "Andremo avanti fino a che non sarà ritirata la legge 133. Da domani occupazioni a oltranza in scuole e università. Oggi è solo l'inizio". Casualmente il "ce n'est qu'un debut" del '68.
Loro forse nemmeno lo sanno e, per quanto sono distanti dai movimenti del passato, se lo sanno se ne fregano.

(17 ottobre 2008)

martedì 7 ottobre 2008

Così parlò la Gelmini

...secondo l'azzeccata imitazione di Paola Cortellesi

venerdì 12 settembre 2008

Calendario nazionale scioperi, sit-in, manifestazioni, convegni, cortei, marce...


Ultimo aggiornamento: 4.10.2008/07.50

• 6 ott. - Milano: convegno Gilda al liceo Carducci

• 6 ott. - Roma
sit in a Montecitorio dalle 14.00- Non rubateci il futuro

10 ott. - Nazionale: Mobilitazione nazionale studentesca (UDS)

10 ott. - Venezia: Corteo dal ponte delle Libertà - concentramento sotto ai Pili ore 17,00 - a piazzale Roma (sindacati confederali + varie reti e associazioni di precari)

16 ott. - Nazionale: Roma - Manifestazione Gilda

17 ott.
- Nazionale: Sciopero Cobas + Cub + Sdl
http://www.cobas-scuola.it/varie08/sciopero17ottobre.html
http://www.cobas.it/Sito/Documenti/Comunicati/080715%20comunicato%20stampa%20unitario.pdf

17 ott. - Roma: Manifestazione nazionale Cobas ore 10,00 piazza della Repubblica

17 ott. - Venezia: Assemblea pubblica venerdì 26 ottobre alle ore 17.00, al S.a.L.E. Magazzini del Sale - Punta della Dogana (Rete per L'Autoformazione Venezia Coordinamento Studenti Medi Venezia-Mestre)

18 ott. - Roma: Assemblea Nazionale indetta dall'Assemblea Cittadina Romana

31 ott.
- Nazionale: Sciopero prèsidi (Cgil-Cisl-Snals) Adnkronos

31 ott.
- Nazionale: Sciopero intero comparto scuola Cgil-Cisl-Snals ? (da confermare)
http://www.tecnicadellascuola.it/index.php?id=23647&action=view

Tutte le proteste contro la politica del governo sulla scuola da settembre 2008


• 9 sett. Palermo - ore 12.00 Marcia da piazza Croci alla Prefettura

• 9 sett. Napoli - ore 9.00 Corteo da via Ponte della Maddalena alla Prefettura Cgil

• 10 sett. Napoli - ore 10.00 piazza Carità manifestazione "Tutti a scuola" - onlus

• 10 sett. Roma - L.S. Newton ore 10.00 viene presentato il libro di Giovanni Floris "La fabbrica degli ignoranti". Interviene M. Gelmini ...
http://tg24.sky.it/tg24/politica/2008/09/10/Fischi_al_ministro_Gelmini_indentificati_i_contestatori.html

• 10 sett. Catanzaro – davanti USR ore 9.30 manifestazione contro tagli di Strumento Musicale Uil Scuola

• 10 sett. Genova - Fiera del Mare ore 17.30: manifestazione dei precari

• 11 sett. Bologna - Assemblea generale di genitori e insegnanti ore 16.30 alla scuola Guido Reni (contro maestro unico)

• 12 sett. Rende (Cosenza): ore 16.00 Assemblea Cgil presso I.T.C. Cosentino di Rende

• 12 sett. Catania: ore 11.00 manifestazione davanti USP

• 13 sett. Bari: Fiera del Levante ore 9.00 sit-in sindacati di base + CIP-Puglia + Cgil-Cisl-Uil + Snals
http://www.flcgil.it/layout/set/print/notizie/news/2008/settembre/a_bari_parte_la_mobilitazione_unitaria_sit_in_alla_72_fiera_del_levante
http://www.barilive.it/News/news.aspx?idnews=10724

• 13 sett. Venezia: ore 11.00 "FROZEN" DI PROTESTA PER LA SCUOLA in C.po S. Geremia.
http://retedocentiprecari.blogspot.
http://www.cespbo.it/testi/2008_3/Frozen.htm

• 13 sett. Trieste: ore 10,30 in piazza Borsa raccolta firme contro maestro unico (Cesp Trieste)

• 14 sett. Fossacesia (Chieti): ore 17.30 - M. Gelmini all’inaugurazione del villaggio degli studi

• 15 sett. - Potenza: ore 10,30, SIT-IN in Via Anzio (ingresso Regione Basilicata) di Cgil-Cisl-Uil. A seguire, alle ore 11,30, le OO.SS. terranno una conferenza stampa.

• 15 sett. - Macerata: Manifestazione Cgil-Cisl-Uil-Snals davanti alla scuola via Panfilo

• 15 sett. - Benevento: Ore 16.00 davanti alla Prefettura di Benevento (nei pressi della Rocca dei Rettori) Manifestazione contro la riforma Gelmini (Cgil+PrecariScuola)

• 15 sett. - Nazionale: ritardo delle lezioni - Cobas

• 15 sett. - Nazionale: un'ora di "disubbidienza civile" Partito Socialista
http://www.partitosocialista.it/Portals/PartitoSocialista/Documents/Volantinoscuola15set2008.pdf
http://precariliguria.blog.kataweb.it/2008/09/09/scuola-nencini-partito-socialista-

• 15 sett. - Milano: Lo «scuola day» del Sole 24 Ore - 0re 8.00-18.00
http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Italia/2008/09/scuola-sole-24-ore.shtml?uuid=8559d24c-7f0d-11dd-b0fe-339c6b71624c&DocRulesView=Libero

• 15 sett. - Roma: alle 15.00, “Io speriamo che me la cavo”: Studenti a confronto con M. Gelmini.

• 16 sett. - Roma: ITIS Galilei ore 17.00 - Assemblea cittadina contro maestro unico e tagli – Cobas

17 sett. - Genova: Presidio in difesa della scuola pubblica dalle ore 15.00 alle ore 18.00 al Porti Antico (Cgil, Cisl, Uil, Snals + Comitato Precari Liguria).

17 sett. - Palermo: ore 10.00 manifestazione di tutti i precari siciliani
http://bru64.altervista.org/forum/viewtopic.php?t=4827&postdays=0&postorder=asc&start=0

17 sett. - Catania: sit-in di protesta delle famiglie dei disabili dalle ore 8.00 alle ore 10.00 nell'area antistante l'IPSS "Olivetti", in Via generale Ameglio, 1.

18 sett. - San Giuliano di Puglia (Campobasso): «Jatevenne day» per l'arrivo del presidente Berlusconi e del ministro Gelmini (Rif. Comunista)

18 sett. - Pompei (Na): Raccolta di firme per la scuola pubblica (AGE Pompei)

19 sett. - Nazionale: Sciopero gen.le precari della P.A. e Scuola - RDB/CUB

19 sett. - Firenze: Forum Quali prospettive per la scuola pubblica? ore 16,30
Isis Leonardo Da Vinci, Via del Terzolle, Firenze (Coordinamento Genitori Democratici, Rete degli Studenti)


22 sett. - Roma: assemblea aperta a tutte le associazioni, movimenti e sindacati c/o ITIS Galilei ore 17,00 (Scuole in movimento)

• 23 sett. - Bologna: ore 17 assemblea aperta alla Scuola Albertazzi in Via Berretta Rossa, 13
http://www.retescuole.net/contenuto?id=20080916005051


23 sett. - Roma: Convegno CIDI "Dove va la scuola", Sala Kirner, via Ippolito Nievo, 35 ore 15,00

MARTEDI' 16 SETTEMBRE A ROMA ASSEMBLEA CITTADINA IN DIFESA DELLA SCUOLA PUBBLICA

ASSEMBLEA CITTADINA

Contro la definitiva espulsione dei precari dalla scuola
Contro l'imposizione del maestro unico alle scuole elementari
Contro il taglio indiscriminato di posti in organico del personale docente ed ATA
In difesa del diritto allo studio

martedì 16 settembre
alle ore 17- presso l'itis Galilei
via Conte verde 75 – metro A Manzoni

Gli insegnanti precari, riunitisi in assemblea il 2 settembre, dopo aver esaminato i testi di riferimento del dl 112 (convertito nella legge n 133), il disegno di legge della ministra Gelmini (dl n.137) e il disegno di legge Aprea, con i quali si tagliano indiscriminatamente almeno 160.000 posti di lavoro, si reintroduce il maestro unico alle elementari e si vuole conferire ai dirigenti il potere di nominare i supplenti per via diretta, hanno deciso di partecipare all'assemblea cittadina indetta per martedì 16 settembre in difesa della scuola pubblica e contro la definitiva espulsione dei precari dalla scuola.

Consapevoli che il pesante attacco sferrato dal governo berlusconi contro la scuola pubblica (attacco che peggiora gli interventi già previsti dalle politiche scolastiche di Berlinguer, Moratti e Fioroni), impone oggi un intervento urgente sia contro l'eliminazione dei precari sia contro l'aumento degli alunni per classe, la riduzione delle ore di lezione, l'attacco al tempo pieno e prolungato, al sostegno e all'handicap, i precari appartenenti alle organizzazioni e associazioni di base chiamano a raccolta tutti i lavoratori della scuola, genitori e alunni per lanciare una vasta e forte mobilitazione che trovi nell'assemblea cittadina del 16 settembre un primo momento di unificazione dei propri obiettivi con quelli dei docenti di ruolo, dei genitori e degli studenti.

Assemblea scuole in movimento

martedì 9 settembre 2008

Solidarietà alla scuola elementare romana IQBAL MASIH

La RETE DOCENTI PRECARI 11 LUGLIO esprime la propria solidarietà nei confronti della scuola elementare romana IQBAL MASIH (XIV distretto scolastico), impegnata in manifestazioni di protesta contro il ritorno al maestro unico.
Tale provvedimento appare deleterio per la qualità della didattica e, determinando gravosi tagli al personale docente, incide drasticamente sull'occupazione.

RETE DOCENTI PRECARI 11 LUGLIO

************************
http://www.ilmessaggero.it/articolo_app.php?id=9499&sez=HOME_INITALIA&npl=&desc_sez=

Roma: in 40 istituti drappi neri contro Gelmini


ROMA (9 settembre) - In quaranta scuole della capitale, la maggior parte elementari, l'anno scolastico lunedì 15 settembre inizierà nel segno del lutto. Drappi neri all'entrata delle scuole e fasce nere al braccio delle maestre, un tangibile segno di rivolta contro la riforma Gelmini. Capofila della protesta contro la nuova riforma scolastica, che si è estesa rapidamente agli istituti di ben dieci municipi della capitale, la dirigente scolastica del 123° circolo didattico Simonetta Salacone. Una scuola dedicata a Iqbal Masiq, il bimbo pakistano simbolo della rivolta contro il lavoro minorile.

Il ritorno al maestro unico? Per Salacone è «un arretramento spaventoso, un ritorno al passato che stravolge la scuola elementare, un ritorno ad un modello autoritario in cui decade l'integrazione dei saperi». All'unanimità sia il collegio dei docenti che il consiglio d'istituto dell'Iqbal Masiq hanno approvato un'idea forte: dal primo giorno di scuola docenti e genitori occuperanno l'istituto. Le lezioni verranno garantite, ma il pomeriggio ci saranno laboratori sulla riforma Gelmini. Altre scuole stanno già avviando una raccolta di firme da mandare al ministero, per chiedere di bloccare la riforma

martedì 2 settembre 2008

Testimonianze dirette


Riceviamo per email e pubblichiamo:

Salve,
sono un precario della A060. Ho 48 anni, sono precario da 10 ed ora mi trovo in strada. Quest'anno non si lavora, non ci sono ore, tutto è stato tagliato, comprese le ore di sostegno a cui mi rivolgevo negli anni passati.
Credo che mi adatterò a fare qualsiasi cosa mi verrà proposta dalle agenzie di collocamento dando cosi addio alla scuola...
O cambiarò Paese.

Scusate lo sfogo

Fabrizio S.

Visitor Ip: 93.150.42.239

venerdì 29 agosto 2008

Servirebbe un ministro che batta i pugni sul tavolo

di Michele Serra

da Repubblica 29-08-2008

Forse tradita dall´entusiasmo, il ministro dell´Istruzione (ex pubblica) Mariastella Gelmini guida la folta lista dei ministri super-dichiaranti, annunciando ogni giorno una novità salvifica. Ieri è stato il turno del ritorno al voto, che segue il ritorno del grembiule, il ritorno alla maestra unica, il ritorno della buona condotta e un´altra messe di ritorni, tutti implicitamente o esplicitamente motivati dalla ripulsa del famoso "spirito sessantottino" che con il suo venefico lassismo avrebbe devastato la scuola italiana nel seguente quarantennio.

Volendo, si potrebbe obiettare che tutti questi ritorni hanno qualcosa di refluo e di platealmente nostalgico, dunque poco attinente al concetto di "nuovo" e "innovativo" che riluce sulle insegne della destra trionfante. Più che alla scuola gentiliana alludono a quella deamicisiana, con i buoni e i cattivi bene incolonnati sulla lavagna (sempre che arrivino i soldi per comperare il gessetto).Un po´ come se il ministro del Lavoro volesse abolire il weekend lungo, culla della fannullaggine privata e pubblica, quello dello Spettacolo rilanciare la censura, quello degli Interni le cariche a cavallo, e via via rimpiangendo quell´Italietta finto-proba, moralista e classista che il povero Sessantotto provò in effetti a seppellire, salvo poi inciampare, nel 2008, nelle sue ossa bene aguzze.

Ma fare il ministro della scuola, in questo paese e con questa scuola depressa e impoverita, è un mestiere così difficile che non regge il cuore a infierire più di tanto. La buona volontà del ministro merita la sufficienza (un "sei politico", parlando da sessantottini incanutiti), grembiule e voti e maestra unica possono perfino trovare qualche pedagogista consenziente, e pazienza se non una delle novità annunciate è esente da un forte odore di naftalina. Per contro, non c´è genitore o docente con il sale in zucca che non avverta la necessità di irrigidire qualche regola, e rattoppare qualche falla provocata dal deficit di autorevolezza degli adulti.
Quello che però vorremmo infine sapere, da un ministro che annuncia di voler rivoltare la scuola e redimerla dei suoi peccati, è se non crede che, nel pacchetto di provvedimenti che va snocciolando un giorno sì e l´altro pure, manchino almeno due intenzioni ben più strutturali della riforma delle pagelle. La prima intenzione è restituire ai docenti dignità sociale e dunque un censo adeguato, senza il quale è puramente insensato pretendere che le persone di qualità (del Nord e del Sud) puntino alla carriera scolastica. La passione e la vocazione, da sole, non bastavano nemmeno a tenere insieme la scuoletta del Regno, dove pure il maestro e il professore godevano della venerazione di un popolo ancora semianalfabeta: figuriamoci oggi, che l´intero apparato pubblicitario-televisivo (se il ministro non ne ha mai sentito parlare, chieda al suo premier) ha inculcato in grandi e piccini l´idea che i quattrini sono tutto, e tutto il resto è appena una variabile di scarso interesse. Gli analfabeti si prostravano ai maestri, gli attuali analfabeti di ritorno li disprezzano.

La seconda intenzione sarebbe ridare alla scuola pubblica la sua vecchia, indiscussa centralità ideologica (sì, ideologica) che è tutt´uno con la sua identità, sostanzialmente immutata dal Regno al fascismo alla Repubblica: quella di cardine formativo di un popolo, di uno Stato, di una comunità di cittadini. L´idea balorda e pericolosa – sovversiva, direi, perfino più del Sessantotto… – che la scuola pubblica sia solamente una delle scuole, una delle possibilità formative, non solo ha stornato risorse altrove, ma ha parzialmente svuotato di orgoglio e di certezze l´intero ambiente: esattamente come se le Forze Armate sapessero di essere parificate a eserciti privati, a pari titolo destinatari di denaro pubblico nel nome della "libertà di scelta".

In parallelo, avanzava nel Paese l´idea che "pubblico" fosse comunque sinonimo di inerzia, parassitismo e qualità inferiore: per la prima volta nella storia d´Italia. In una comunità di consumatori e non più di cittadini, di "profili professionali" da valutare e impostare fino dalla prima infanzia e non più di giovani da formare alla cultura e alla dignità personale, come potrebbe mai rimotivarsi una scuola pubblica svilita dai suoi stessi governanti, stretta tra la cultura aziendalista e quella consumista, travolta dalla rivoluzione tecnologica senza poterla affrontare ad armi pari (che fine ha fatto la promessa proto-Berlusconiana di "un computer per ogni studente"?), insicura del suo presente economico e, quel che è peggio, del suo futuro istituzionale?

Creda, ministro Gelmini, nessuno può permettersi, con i tempi che corrono, di contrapporre pregiudizi "libertari" ai suoi pregiudizi vagamente autoritari. Ma sconcerta non sentire più, da molto tempo, un orgoglio scolastico che si fondi sull'orgoglio pubblico, sulla volontà politica (tradita anche dai governi di centrosinistra) di fare della scuola di Stato, costi quel che costi, la prima anzi la primissima delle priorità politiche e finanziarie.
Gli insegnanti si sentono soprattutto sgridati, accusati di essere impreparati, sciatti, assenteisti e magari meridionali. E il loro essere malpagati, secondo lo spirito dei tempi appare più come una colpa che come un torto subito.
Avrebbero bisogno dell'esatto contrario: di un ministro che batta i pugni sul tavolo e pretenda risorse, quattrini e rispetto in pari misura. Un ministro che sia il primo dei docenti e non la loro controparte. Come può pretendere rispetto e stima dagli studenti una scuola che non ha più il rispetto e la stima dei politici che la reggono?

giovedì 28 agosto 2008

La Gelmini avvocato in Calabria


da LASTAMPA.it


Il ministro racconta dell'esame per l'esercizio della professione svolto a Reggio Calabria


di FLAVIA AMABILE



Le biografie ufficiali di Mariastella Gelmini dicono che è avvocato, specializzata in diritto amministrativo. E poi tagliano corto e iniziano a parlare della sua carriera politica. Sul mio blog un lettore ha voluto aggiungere un dettaglio non a tutti noto: il ministro dell’Istruzione ha partecipato all’esame per diventare avvocato e lo ha superato brillantemente ma a Reggio Calabria. Non a Brescia o a Milano, dove ha sempre vissuto e lavorato.

E’ difficile non far caso alla notizia in questi giorni di dure polemiche sulle scuole del sud e del nord, in cui Mariastella Gelmini prima fa un riferimento ai docenti del sud da formare poi corregge il tiro e sostiene che il problema è il divario fra le scuole evidenziato da indagini al di sopra di ogni sospetto come i test Ocse-Pisa.

Nel caso del ministro la vicenda riguarda non la scuola ma il periodo post-universitario. Sono gli anni tra il 2001-2002: in Italia si parla molto dello scandalo di Catanzaro: l’avvocatificio lo hanno ribattezzato perché ha un tasso di abilitazioni del 94%. Proprio nel 2000, un’inchiesta fa emergere che all’esame di tre anni prima su 2301 partecipanti ben 2295 (tutti meno 6) avevano copiato.

In quell’epoca Mariastella Gelmini è già da tempo in politica nelle fila di Forza Italia, ha un diploma di maturità classica e una laurea in Giurisprudenza presa a Brescia, ma ha anche 27 anni e necessità di iniziare a guadagnare. «La mia famiglia non poteva permettersi di mantenermi troppo a lungo agli studi, mio padre era un agricoltore. Dovevo iniziare a lavorare e quindi dovevo superare l’esame per ottenere l’abilitazione alla professione».

Mariastella Gelmini è di Brescia ma in città riuscire a superare l’esame non è facile. «La sensazione era che esistesse un tetto del 30% che comprendeva i figli di avvocati ed altri pochi fortunati che riuscivano ogni anno a superare l’esame. Per gli altri, nulla. C’era una logica di casta, per fortuna poi modificata perché il sistema è stato completamente rivisto. Allora, ad esempio, anche le modalità in base alle quali veniva corretto il compito erano molto opinabili. E, allora, insieme con altri 30-40 amici molto demotivati da questa situazione, abbiamo deciso di andare a fare l’esame a Reggio Calabria».

E quindi il gruppo di 30-40 aspiranti avvocati bresciani si trasferisce. Ma perché proprio Reggio Calabria? «Si faceva così: molti ragazzi andavano lì e abbiamo deciso di farlo anche noi. Ma ho una lunga consuetudine con il Sud, una parte della mia famiglia ha parenti in Cilento. Non mi sono posta il problema di dove andare».

Andare, infatti, vuol dire trasferirsi anche da un punto di vista burocratico. Mariastella Gelmini per un anno fa praticantato in uno studio di Brescia, il secondo anno è ormai residente a Reggio Calabria e cerca uno studio per terminare il periodo di praticantato richiesto dalla legge. Come ha trovato lo studio? «Insieme agli altri ragazzi. Abbiamo poi sostenuto l’esame, ed è stato assolutamente regolare».

giovedì 21 agosto 2008

Gelmini, VERGOGNATI !


Lo scandalo. La scure del governo cancella una speranza per i più deboli

Policlinico, stop alla scuola media per i bambini ammalati di tumore

Paolo Russo
Il provveditorato: tagli ministeriali
La preside: continueremo

Hanno tolto la scuola ai bambini malati di tumore. A settembre la classe di scuola media attiva da anni nel reparto di Pediatria del Policlinico non aprirà i battenti. I tagli del ministero per la Pubblica istruzione, piovuti in provincia di Bari, si sono abbattuti sugli ultimi indifesi. A causa della decurtazione di organico subita quest´anno, il provveditorato agli studi non ha assegnato neanche un insegnate né un´ora di lezione ai piccoli pazienti del reparto di pediatria oncologica. «Da anni insegniamo nozioni di italiano e matematica a bambini che a volte sono a un passo dalla morte - accusa Felicia Positò, direttrice scolastica della scuola Media Tommaso Fiore che aveva richiesto il rinnovo della sezione Policlinico - la scuola per questi alunni costituisce spesso l´unico spiraglio di futuro. Un mezzo per aggrapparsi alla vita. Eppure chi ha operato questi tagli, evidentemente, non ha reputato il nostro un servizio importante».
La sezione unificata di pediatria ha un costo più elevato rispetto ad una classe di una scuola normale. Il rapporto tra docenti e bambini ammalati non è economicamente vantaggioso: sono molti i professori, uno per ogni materia, e i piccoli sfortunati alunni a volte faticano a raggiungere le dieci unità. A volte le loro condizioni di salute impediscono la frequenza delle lezioni. E se, per qualche giorno, arriva un compagno in più non c´è molto da esultare. E´ un altro bambino ammalato costretto in ospedale. Ma i docenti non hanno mai guardato con troppa preoccupazione a questi numeri. «In questi casi la calcolatrice non dovrebbe contare - spiega, con l´amaro in bacca, la direttrice - non è da questi poveri ragazzi che lo Stato dovrebbe cercare di risparmiare».
«Purtroppo - ammette la direttrice dell´ufficio scolastico regionale - quest´anno ci sono stati assegnati quattrocento docenti in meno e abbiamo dovuto effettuare dei tagli molto dolorosi. Ci sono decine di istituti che reclamano l´invio di più professori per affrontare l´anno scolastico e siamo stati costretti ad operare questa scelta. Ma fino alla fine dei conti proveremo a restituire la sezione media al Policlinico». Il prossimo 27 agosto il dirigente dell´ufficio scolastico regionale incontrerà i provveditori provinciali per tirare le somme: «Se potremmo risparmiare altrove riapriremo immediatamente la sezione», ha promesso la Stellacci. Ma la preside della Tommaso Fiore non intende aspettare con le mani in mano: «Naturalmente speriamo che possa risolversi tutto per il meglio. In caso contrario ci attiveremo autonomamente. Se non possiamo avere nuovi docenti per questi bambini chiederò ai professori che ci sono già di fare gli straordinari per garantire la continuità di questo servizio». Ad attendere l´esito di questa vicenda sono i tanti bambini ammalati di tumore che lo scorso anno superarono (nella classe di scuola primaria del Policlinico) l´esame di scuola elementare e, con grande orgoglio dei loro insegnanti, a settembre sarebbero approdati nella scuola media. Questa lunga estate di attesa per alcuni di loro potrebbe non finire mai. «Ho conservato una lettera di un alunno leucemico che ci ringrazia per avergli ridato la scuola e la speranza - racconta la preside - sono pronta a inviarla al ministro per metterla al corrente di cosa ha realmente tagliato per risparmiare».

Fonte: La Repubblica Bari - 21/08/08

***************

Non chiuderà la scuola per i bambini malati
Dopo la denuncia di Repubblica il ministro Gelmini interviene per trovare i fondi

Arriva una buona notizia per i bambini ammalati di tumore ricoverati al Policlinico: dopo la denuncia di Repubblica, il provveditore agli studi di Bari Fabio Scrimitore, ha comunicato che da settembre sarà riattivata la classe di scuola media dell'ospedale alla quale non era stato assegnato nessun docente.

Il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini questa mattina si è infatti messa in contatto con il direttore generale dell'Istruzione della Regione Puglia chiedendo e ottenendo i fondi necessari al funzionamento della classe.

A causa dei tagli, i piccoli ricoverati quest'anno avrebbero potuto perdere l'opportunità di andare a scuola. Il ministero dell'Istruzione ha precisato che il taglio dei fondi rientra nelle misure stabilite dal precedente Governo.

Nel frattempo però era già partita una gara di solidarietà per scongiurare questo rischio. Un gruppo di professori in pensione aveva lanciato un appello pubblico rivolto a tutti i docenti esclusi dalle graduatorie per l'insegnamento: "Lavoriamo volontariamente per garantire la regolare riapertura della classe di scuola media". Prima che fosse resa nota la marcia indietro del provveditorato erano arrivate già decine di adesioni.

Fonte: La Repubblica Bari - 22/08/08

martedì 5 agosto 2008

Il grembiulino e le verità nascoste


Il grembiulino e le verità nascoste

05 agosto 2008 - Gianfranco Pignatelli

Ci sono immagini ed azioni politicamente eloquenti. Prendete Palazzo Chigi. Nella sede istituzionale del governo, gli addetti alla comunicazione del premier hanno pensato bene di esporre un Tiepolo taroccato e manipolato.

Dov'è lo scandalo? Non nella copia: falso più, falso meno… Forse nella contraffazione che ha velato il seno? Non di certo. Nella città della Sistina oltraggiata dal bigottismo becero dell' Inquisizione un po' di restauratio moraleggiante non fa scalpore. Più, molto più eloquenti, sono la scelta dell'opera, il suo titolo ed il pittore. E chissà se non siano tutti lapsus freudiani. Nell'ordine: quel titolo, "la Verità svelata dal Tempo"; l'effimero autore, capace di destrezze ed inganni d'ogni sorta; la sua origine, guarda un po', rigorosamente del nord-est. Ancora una volta siamo di fronte ad una mera apparenza, una verità falsa e manomessa. Indicativa, poi, la sua collocazione: la sala per le conferenze stampa. Il luogo per i monologhi di comodo e dei negati contraddittori. Delle verità taroccate e manipolate, appunto. Eccone una. Un ministro a caso - e per caso -, quello dell'istruzione, presenta un ddl con delle vecchie novità: grembiule, esami di riparazione e sette in condotta. Attenzione, però. Dietro tutto questo c'è ben altro. Intanto, tutti a chiedersi se abbia un senso un bullo bello in divisa o se un alunno prepotente potrà essere fermato da un sette in condotta. Qui il falso decoro ipocrita del pudico reggiseno alla Verità del Tiepolo fa il paio, sempre più, col grembiulino. Perché la deriva è la stessa: vacua, reazionaria, cattolica. Una pezza, una toppa, un paravento. Come se un autentico nudo d'arte o una classe di piccoli in jeans e felpe variopinte fossero, solo per questo, più indecorosi ed impresentabili di una verità manipolata ed irregimentata. Passi che abbia cercato di farsi ricordare con la più banale delle rime Gelmini-grembiulini. Ma da una giovane di belle speranze si poteva anche pretendere di più. Invece, sotto il grembiule, niente. Né risorse, né progetti, né impegni. Nessuna presa di posizione contro il decreto n.112 che ha tagliato 8 miliardi di euro (un terzo dell'intera manovra statale). Nessuna opposizione al subappalto dell'istruzione preteso dal vaticano come ricompensa per l'appoggio elettorale. Non un battito di ciglia sul linciaggio del personale operato con livore dal collega della funzione pubblica. Non una presa di posizione sulla dismissione e privatizzazione della scuola di tutti e per tutti. Nulla per impedire che la scuola statale fosse piegata alle ingordigie delle lobby. Da quella clericale, che succhia l'8 per mille e pretende pure il travaso di finanziamenti dalla scuola statale, a quella confessionale. Fino ad arrivare alla casta dei dirigenti scolastici. A loro l'art.5 del ddl "grembiulini", presentato al CdM il 1° agosto, concede, in maniera surrettizia, di scegliersi i docenti, con la facoltà esclusiva di conferire incarichi annuali sottraendoli alla trasparenza della gestione degli ex provveditorati provinciali. E, come se non bastasse, attribuisce loro la facoltà di rinnovare le nomine per due anni, in pieno dispregio delle priorità acquisite con i titoli e i servizi riconosciuti dalla normativa vigente. Un altro modo per sovrapporre alla certezza dei diritti acquisiti dagli insegnanti precari, il potere dei presidi di spadroneggiare nella scuola, imponendo favoritismo, nepotismo, clientelismo. E c'è di più. Si prevede il taglio di 90.000 addetti e 2000 scuole, quelle dei piccoli centri e per l'infanzia. Proprio quegli istituti che scongiurano la dispersione scolastica nelle zone più disagiate del Paese. Anche in questo caso – statene certi - non se ne accorgerà nessuno. Ancora una volta ci propineranno una pseudoverità, una verità velata.

Vita da precari - 1


Vita da insegnante precaria

http://www.corriere.it/solferino/severgnini/08-07-16/11.spm

Caro Beppe sono un'insegnate precaria, una di quelle storiche. Amo tanto il mio lavoro nonostante il precariato. Mi piace insegnare italiano, storia, geografia, educazione civica. Mi appassiono a ciò che spiego, leggo e studio. Ogni anno nei mesi di luglio e agosto mi ritrovo senza lavoro e con 1000 incertezze per il futuro, mio e dei miei ragazzi. Anche quest'anno è così, ma c'è qualcosa di peggio: il nuovo ministro dell'Istruzione ha pensato di tagliare i posti degli insegnanti, di non fare le inmmissioni in ruolo promesse , ma solo la metà e per la mia graduatoria la metà della metà perché ha deciso di ridurre le ore di lettere da 11 a 9! Dunque meno posti, meno ore di italiano, più alunni per classe, più handicap senza insegnante di sostegno, niente tempo prolungato. Quello che mi strabilia è che nessuno dice nulla, niente o quasi sui giornali, niente del tutto alla televisione. Si parla solo delle splendide idee del ministro che vuole far tornare a scuola tanti alunni modello con grembiulino e 10 in condotta! Ma come posso insegnare seriamente italiano, storia, geografia in una classe di 28 alunni con un handicap dichiarato e altri due effettivi in 9 ore? Mi ricordo il film “Anna dei Miracoli”... amo il mio lavoro e i miei ragazzi, ma non sono capace di fare i miracoli. Nonostante tutto spero ancora di poter tornare a scuola a settembre nella mia classe.

Ps: in un articolo su una rivista scolastica si dice che il MIUR e la Banca d'Italia hanno elaborato uno studio dove si descrivono gli insegnanti come gente che tende a passare da una scuola all'altra e non ha attaccamento alla propria sede. Gli insegnanti sono spesso assenti e il loro punteggio di laurea è basso. Se avessi una scuola a cui legarmi sarei fedelissima. Sono laureata con 110 e ho ottenuto alti punteggi nei master frequentati. Non ho mai fatto un giorno di assenza se non il 13/4/07 in cui sono mancata per sostenere l'esame del Master di Storia del Novecento presso l'Università di Tor Vergata.

Paola Tizzoni, nedo.vignati@fastwebnet.it

giovedì 31 luglio 2008

Sit-in dei docenti precari


La Rinascita della Sinistra, 31 luglio 2008 pagina 14

SIT-IN DOCENTI PRECARI

250 docenti precari, in rappresentanza dei 350.000 colleghi, hanno partecipato il 23 luglio scorso al sit-in organizzato dai Cip - Comitati insegnanti precari, e dalla "Rete docenti precari 11 luglio", in piazza Montecitorio a Roma. All'iniziativa hanno aderito associazioni di categoria ma anche sindacati, partiti e organizzazioni della società civile proprio per evidenziare il punto di non ritomo al quale è giunta la scuola pubblica italiana. La proposta di sussidiarietà sottintende la dismissione della scuola di tutti, e per tutti, il subappalto agli istituti religiosi e ai "diplomifici", la revoca della libertà d'insegnamento, licenziamenti, ulteriore precarizzazione e dequalificazione dell'istruzione, con regresso sociale e di competiri-vità nazionale. Per questo i docenti precari hanno ribadito il loro no sia al piano dei tagli, previsto dal D. L. 112, sia al futuro sistema di reclutamento dei docenti, introdotto dal ddl 953 (Aprea). Questo provvedimento, basato sulla chiamata diretta dei presidi, introdurrà clientelismo e nepotismo in sostituzione delle vigenti graduatorie, basate su titoli ed esperienze didattiche acquisite negli anni dagli attuali aventi diritto.

giovedì 24 luglio 2008

Cub Scuola: Riuscito il presidio dei precari della scuola tenutosi oggi a Roma


Oggi una consistente rappresentanza di precari e precarie della scuola ha denunciato, con un riuscito sit-in, la politica scolastica del governo e, in particolare, tagli dell'organico che colpiscono contemporaneamente il diritto dei cittadini ad una scuola pubblica di qualità e quello dei colleghi e delle colleghe precari, docenti ed ata, ad un lavoro stabile.
La Cub Scuola, nel dare una valutazione positiva della mobilitazione, sta già preparando, per la metà di settembre, una grande assemblea nazionale dei precari della scuola e del pubblico impiego.
Siamo, infatti, perfettamente consapevoli che, per battere l'attacco ai diritti sociali condotto dal governo e dal padronato, è necessaria una mobilitazione ampia da parte dei colleghi e delle colleghe più colpiti, i precari, ma che tutti i lavoratori della scuola e del settore pubblico debbano scendere in campo e che la mobilitazione debba vedere coinvolto l'assieme del movimento dei lavoratori.
Già il sindacalismo di base, unitariamente, ha indetto uno sciopero generale nazionale per la giornata del 17 ottobre. Questa scadenza sarà, per evidenti motivi, preceduta ed accompagnata da iniziative di categoria.

Per la CUB Scuola
il Coordinatore Nazionale
Cosimo Scarinzi
23/07/2008

http://www2.tecnicadellascuola.it/index.php?id=23192&action=view&c

Concluso il sit-in a Montecitorio: i precari raccolgono adesioni ed alleati


di A.G.

Ai 250 manifestanti provenienti da tutta Italia si sono uniti diversi rappresentanti politici non solo dell’estrema sinistra: presenti Antonio Di Pietro, Maria Pia Garavaglia, Mariangela Bastico e diversi membri della VII Commissione Cultura. Per il presidente Cip Maristella Curreri la massiccia presenza testimonia il punto di non ritorno cui è oggi giunta la scuola pubblica.

I precari hanno ottenuto quel che volevano: il sit-in svolto in piazza Montecitorio il 23 luglio ha infatti riscosso più adesioni del previsto e grande interesse attorno al rifiuto verso la Finanziaria predisposta dal Governo. Ai 250 precari provenienti da tutta Italia, in rappresentanza del Cip e della Rete dei precari che difendono i diritti acquisiti negli anni da oltre 300.000 lavoratori della scuola non di ruolo, si sono uniti diversi rappresentanti politici facenti parte dell’opposizione.
Non solo però di Rifondazione comunista e dei Comunisti italiani, tra i primi ad aderire al sit-in. Durante la giornata hanno dato il loro sostegno ai precari della scuola anche Antonio Di Pietro (Idv), Maria Pia Garavaglia (Pd ed attuale ministro ombra dell’Istruzione), Mariangela Bastico (Pd e vice-ministro durante l’ultimo governo Prodi) ed Alba Sasso (Sd ed ex vice-presidente della commissione Cultura alla Camera). Ma anche Pierfelice Zazzera e Giuseppe Giulietti (entrambi dell’Italia dei valori), componenti della attuale VII Commissione Cultura e Istruzione della Camera.
Il Pd, in particolare, ha deciso di far scendere in piazza, oltre che il proprio ministro ombra dell’Istruzione, pure il responsabile, sempre nel governo ombra, delle Politiche giovanili, Pina Picierno, ed una serie di deputati della Commissione Cultura alla Camera: Manuela Ghizzoni, Maria Coscia, Letizia De torre, Caterina Pes, Rosa De Pasquale e Dario Ginefra.
"Per questo governo un ragazzo in meno a scuola è un problema in meno– si legge in un comunicato unitario dei deputati del Partito democratico -, perché allevia il bilancio dello stato. I tagli alla scuola sono insopportabili perché riportano il Paese indietro negli anni, senza considerare che la scuola, l'università e la ricerca sono il punto strategico su cui fare leva per far ripartire la crescita dell'economia e della società civile. La manovra economica che il governo si appresta ad approvare, con il voto contrario delle opposizioni, è una vera e propria mattanza per la scuola: si tagliano 87 mila docenti e 43 mila dipendenti amministrativi (Ata), si mette a repentaglio l'autonomia didattica e si introduce in modo del tutto surrettizio una riforma che fa un passo in dietro rispetto alle norme introdotte dal governo Prodi che, stabilendo l'innalzamento dell'obbligo di istruzione a 16 anni, danno ai ragazzi e alle ragazze l'opportunità di acquisire livelli omogenei di competenze, mentre per noi è uno sfregio al futuro".
Tutti provvedimenti e manovre contestate apertamente dai precari, attraverso una serie di slogan e striscioni rivolti in prevalenza ai componenti del Governo ed al Ministro del Miur Gelmini: un no categorico, in particolare è stato rivolto sia al piano dei tagli di risorse complessive e di posti contenuto nel dl n. 112, che prevede la riduzione delle spese pari a quasi 8 miliardi di euro.
In piazza Montecitorio si sono poi ritrovati diversi rappresentanti sindacali: oltre agli annunciati Cobas, Gilda, Cub e Cidi, all’ultimo momento hanno aderito al sit-in alcuni rappresentanti dei confederali (Flc-Cgil, Cisl Scuola e Uil Scuola).
Per Maristella Curreli, presidente dei Cip, la giornata è servita a mandare un chiaro messaggio al governo: "il fatto che alla nostra manifestazione -ha detto il leader dei Comitati italiani precari - abbiano aderito oltre che le associazioni di categoria anche diversi sindacati, organizzazioni della scuola e partiti politici evidenzia per bene il punto di non ritorno cui è oggi giunta la scuola pubblica. Da oggi possiamo dire che è chiara a tutti l’opposizione ferrea alle strategie di questo governo da parte dei lavoratori precari e di tutti coloro che hanno a cuore le sorti della scuola pubblica: la proposta di sussidiarietà della scuola statale sottintende dismissione della scuola di tutti e per tutti".
Le proteste dei precari sono indirizzate non solo al dl n. 112, ma anche al disegno di legge presentato dall’on. Aprea sulle nuove regole di formazione e reclutamento dei docenti: "se il governo dovesse votare a favore del ddl n. 953 che permetterà la chiamata diretta dei supplenti da parte dei presidi - sostiene il rappresentante dei Cip - in solo colpo si amplieranno a dismisura le trattative privatistiche in seno alla scuola pubblica e le situazioni di nepotismo. Ed allo stesso tempo si cacceranno ingiustamente dalla scuola decine e decine di migliaia di precari ultra-specializzati e vincitori di concorso".
I precari fanno intendere, quindi, che la loro battaglia andrebbe condivisa anche da altre parti in causa, ad iniziare dagli studenti e dalle rispettive famiglie: "il blocco del turno over - conclude Curreli - provocherà non solo la mancata assunzione dei tantissimi precari che anche da più di venti anni attendono il ruolo, ma anche l’innalzamento ulteriore dell’età media dei docenti che peraltro questo Governo aveva bugiardamente fatto intendere di voler ridurre proprio perchè troppo elevata".

http://www2.tecnicadellascuola.it/index.php?id=23193&action=view
23/07/2008

mercoledì 23 luglio 2008


COMUNICATO STAMPA

Resoconto del sit-in svolto il 23 luglio 2008 in p.zza Montecitorio e dell’audizione alla Camera

250 docenti precari, in rappresentanza dei 350.000 colleghi, hanno partecipato oggi al sit-in organizzato dai C.I.P., Comitati insegnanti precari, e dalla Rete docenti precari 11 luglio, in piazza Montecitorio, a Roma. 'Il fatto che alla nostra iniziativa abbiano aderito associazioni di categoria ma anche sindacati, partiti ed organizzazioni della società civile – spiega Maristella Curreli, presidente nazionale dei Cip – evidenzia il punto di non ritorno al quale è giunta la scuola pubblica italiana. La proposta di sussidiarietà sottintende la dismissione della scuola di tutti e per tutti, il subappalto agli istituti religiosi e ai diplomifici, la revoca della libertà d’insegnamento, licenziamenti, ulteriore precarizzazione e dequalificazione dell’istruzione, con regresso sociale e di competitività nazionale'. Per questo i docenti precari hanno ribadito il loro no sia al piano dei tagli (8 miliardi di €, pari a 1/3 dell’intera manovra finanziaria e 130.000 posti), previsto dal D.L.112, sia al futuro sistema di reclutamento dei docenti, introdotto dal ddl 953 (Aprea). Questo provvedimento, basato sulla chiamata diretta dei presidi, introdurrà clientelismo e nepotismo in sostituzione delle vigenti graduatorie, basate su titoli ed esperienze didattiche acquisite negli anni dagli attuali aventi diritto.
All’iniziativa hanno partecipato tutte le associazioni di categoria già presenti all’incontro dell’11 luglio ed autrici del blog Rete docenti precari, la Cub Scuola, la Gilda degli Insegnanti, i Cobas, Cgil-Cisl-Uil, il Cidi, Rifondazione Comunista, Sinistra Democratica ed il Partito dei Comunisti Italiani. In piazza anche i rappresentanti d’opposizione della VII Commissione Cultura della Camera, Antonio Di Pietro e, per il Pd, Mariangela Bastico ed il ministro dell’istruzione del governo ombra, Maria Pia Caravaglia.
Una delegazione dei Cip e della Rete docenti precari è stata ricevuta alla Camera, in VII Commissione Cultura. La presidente, Valentina Aprea - alla presenza delle onorevoli Caterina Pes, Maria Coscia e Rosa De Pasquale – ha assicurato l’adozione di norme transitorie a salvaguardia dei diritti già acquisiti dai precari ed il mantenimento – qualunque sia il futuro sistema di reclutamento - della quota del 50% in favore degli attuali iscritti nelle graduatorie ad esaurimento. I Cip attendono provvedimenti concreti e sono disponibili al confronto e ai futuri incontri auspicati dall’on. Aprea.

Roma, 23 luglio 2008
Direttivo Nazionale C.I.P. – Comitati Insegnanti Precari


Associazione riconosciuta dal Miur con Nota Ministeriale prot. n. 31653 del 30/09/1998
CIP_Associazione Nazionale - http://www.cipnazionale.it/

martedì 22 luglio 2008

Intervento sulla scuola alla Camera dell'on. Anita Di Giuseppe

Intervento alla Camera dell'on. Anita Di Giuseppe (IDV)


I Comunisti Italiani aderiscono al sit-in


PARTITO DEI COMUNISTI ITALIANI

Direzione nazionale Dipartimento Scuola

Comunicato stampa

I Comunisti Italiani sono con gli insegnanti precari che domani manifesteranno in piazza Montecitorio in difesa e per la stabilizzazione di 150.000 posti di lavoro. Essi infatti sarebbero i primi ad essere colpiti dai tagli senza precedenti alla scuola pubblica previsti dalla Finanziaria votata dalla destra di governo: 8 miliardi di euro e 100.000 insegnanti in meno in tre anni. I Comunisti italiani ringraziano gli insegnanti precari. La loro iniziativa infatti costituisce il primo importantissimo momento di una battaglia dura e difficile per la difesa di quella scuola pubblica e statale che la destra sta cercando di colpire mortalmente: nel lavoro, nella professionalità, nella libertà di insegnamento dei suoi insegnanti; privatizzandola e regionalizzandola; privandola di risorse devolute in grande abbondanza alla scuola privata; riducendo l’obbligo di istruzione. Sarà una battaglia per la scuola della Costituzione che la destra intende sovvertire. Una battaglia mai così difficile e quindi da sostenere insieme (il modo della scuola, gli insegnanti, gli studenti, i genitori, le organizzazioni sociali e sindacali, i partiti della sinistra , tutte le forze democratiche e di progresso) e che dovrà vedere finalmente scuotersi le forze parlamentari di opposizione.

Anche Cgil, Cisl e Uil appoggiano il sit-in


FLC Cgil - CISL Scuola - UIL Scuola

Comunicato

FLC CGIL, CISL SCUOLA e UIL SCUOLA, condividono le ragioni espresse da quanti manifestano in piazza Montecitorio, rivendicando adeguate risposte alle proprie legittime aspettative. Non è ulteriormente tollerabile il disagio di una precarietà che si trascina per anni e anni: anche la stabilità del lavoro va assunta come una delle condizioni necessarie per far crescere la qualità della scuola.

Incessante è l’impegno dei sindacati scuola confederali per il superamento del precariato nella scuola e per il rafforzamento del sistema nazionale di istruzione e per un sistema di reclutamento dei docenti trasparente e imparziale, messo in discussione da proposte di legge attualmente all’esame del Parlamento.

FLC Cgil, CISL Scuola e Uil Scuola, nel ribadire la volontà di sostenere in modo fermo e determinato le ragioni della scuola pubblica, fondamentale risorsa per lo sviluppo e la crescita del Paese, sono fortemente impegnate a contrastare le politiche dei tagli indiscriminati nelle scuole, nella convinzione che non è riducendo le risorse finanziarie e di organico che si dà efficienza ed efficacia alla scuola italiana.

Roma, 22 luglio 2008

On. Zazzera e On. Giulietti aderiscono al sit-in


Dal sito dell'On. Zazzera:

"Rispondo al docente precario,

caro amico ci sarò alla manifestazione del 23 luglio prossimo in difesa della scuola e per rispondere ai tagli del governo che di fatto mettono in ginocchio la scuola pubblica.
Ci sarò insieme all'on. Giulietti che con me è componente della VII Commissione Cultura e Istruzione.
Ovviamente prego qualcuno di voi di prendere contatti con la mia segreteria personale al tel. 0667608894.

cordiali saluti



http://italiadeivalori.antoniodipietro.com/eletti/pierfelice_zazzera.php

lunedì 21 luglio 2008

L'on. Alba Sasso aderisce al sit-in


L'ex parlamentare, da sempre vicina ai problemi del precariato scolastico, e presente all'incontro del 11 luglio scorso, ha inviato alla nostra rete il seguente comunicato:

Governo strabico.

Da un lato Maria Stella Gelmini invoca la continuità didattica. Dall’altro non fa l’unica cosa che la renderebbe possibile: immettere in ruolo i docenti precari. Infine si rende sempre più confuso il quadro della formazione e del reclutamento. Si bloccano le scuole di formazione mentre incombe minaccioso il disegno di legge Aprea sulla chiamata diretta degli insegnanti da parte dei dirigenti scolastici.

E fa piacere la dichiarazione di Mariangela Bastico sulla non condivisione del Pd rispetto a questa proposta. A leggere i resoconti della settima commissione della Camera dei deputati sembrava il contrario. Sarò alla manifestazione del 23 luglio indetta dalla reteprecari contro la politica dei tagli, dell’impoverimento e della strutturazione della scuola statale.

Alba Sasso

Il Cidi aderisce al sit-in


Il Cidi aderisce al sit-in indetto dai precari della scuola il prossimo 23 luglio, in piazza Montecitorio, dalle 11 alle 17.

Per contrastare la politica dei tagli agli organici e tutelare i propri diritti tutte le associazioni, i comitati, i gruppi e le organizzazioni dei precari hanno annunciato questa forma di protesta, con la quale chiederanno il ritiro degli articoli che riguardano la scuola contenuti nel d.l. n. 112. Chiederanno anche a tutte le istituzioni di individuare forme che tutelino tutti coloro che sono inseriti nelle graduatorie ad esaurimento.

Infatti, in assenza di specifiche garanzie, le possibilità di entrare in ruolo degli attuali precari si ridurranno molto soprattutto per la progressiva riduzione di posti.

La condizione di precarietà di chi insegna ne mortifica l’impegno, ne avvilisce il desiderio di riqualificazione in servizio, priva gli alunni e le famiglie di certezze e non garantisce la continuità didattica.

Roma, 18 luglio 2008

domenica 20 luglio 2008

Bastico partecipa al Sit - In


Tecnica della scuola

Bastico: "Nessun accordo bipartisan sul ddl Aprea"

di R.P.

Con un comunicato diramato nella giornata festiva, la senatrice del PD Mariangela Bastico smentisce categoricamente che sul ddl Aprea vi sia un accordo fra maggioranza e opposizione, come invece ipotizzato da un quotidiano nazionale. L'ex vice-ministro annuncia anche la propria presenza al sit-in dei precari del 23 luglio.
“Non c’è nessun accordo bipartisan sul ddl Aprea”: è questo in sintesi il commento di Mariangela Bastico - ex viceministro dell’Istruzione durante il Governo Prodi - sulla notizia diffusa nelle ultime ore da un quotidiano nazionale che ha avanzato l’ipotesi che in Commissione Istruzione della Camera si possa raggiungere una mezza intesa fra maggioranza e opposizione sul progetto di legge relativo alla riforma degli organi collegiali e al reclutamento dei docenti.
“La notizia - scrive Mariangela Bastico in una nota pubblicata in queste ore nel suo sito WEB - non corrisponde alla realtà ed è assolutamente priva di fondamento. Il Pd non concorda sull'impianto e sui contenuti specifici del progetto di legge”.
Anzi, l’ex viceministro ricorda che l'on. Letizia De Torre (PD anche lei) ha presentato un disegno di legge sugli organi collegiali e uno sulle modalità di formazione in ingresso dei docenti molto lontani nello spirito e nel testo dal ddl Aprea.
In realtà il ddl De Torre sugli organi collegiali prevede la piena autonomia statutaria delle Istituzioni scolastiche e, almeno su questo punto, non si discosta in modo significativo dal ddl della maggioranza. Lo stesso progetto prevede poi l’istituzione di consiglio territoriale di cui dovrebbero far parte i presidenti dei consigli di circolo/istituto e i dirigenti scolastici delle scuole di riferimento.
Ogni consiglio territoriale dovrebbe riferirsi ad una trentina di istituzioni scolastiche ed essere quindi composto da una sessantina di membri.
“Sul precariato e sulle modalità di reclutamento - prosegue Bastico nel suo comunicato - il PD conferma l'indirizzo e le scelte del Governo Prodi: un piano triennale di assunzioni per 150mila docenti e 30mila ATA, l'esaurimento delle graduatorie permanenti, la ridefinizione delle modalità di formazione in ingresso dei docenti attraverso un regolamento interministeriale, il reclutamento attraverso concorsi da svolgersi a cadenza biennale e con corrispondente durata della validità delle graduatorie”.
Proprio per questo motivo, sottolinea ancora Mariangela Bastico, non è più rinviabile il completamento del programma di assunzione del personale precario allo scopo di “perseguire l'obiettivo di stabilizzazione del personale della scuola, fattore essenziale per la continuità didattica e per la qualificazione della scuola stessa”.
L’ex vice-ministro, che attualmente non fa però parte della Commissione Istruzione ma si occupa dei rapporti con le Regioni, coglie anche l’occasione per ricordare che “il PD è assolutamente contrario all'emendamento che di fatto abolisce l'obbligo d'istruzione a 16 anni e reintroduce il doppio canale della Moratti, permettendo che l'obbligo si realizzi nei corsi triennali regionali di istruzione e formazione professionale”. “Sono questi i terreni prioritari su cui il Pd condurrà una dura opposizione parlamentare” conclude la Bastico che però aggiunge: “Per ottenere concreti e positivi risultati è fondamentale che l'opposizione parlamentare sia sostenuta da un impegno politico e sociale fortemente diffuso nella scuola e nel Paese”.
Un comunicato, insomma, con cui si aprono ufficialmente le ostilità.
Aprea e Gelmini sono avvertite: a settembre il PD potrebbe sostenere apertamente la protesta delle scuole, dei sindacati e dei precari.
Un primo assaggio la Bastico la proporrà già il prossimo 23 luglio: scrivendo al Forum Precariscuola ha già annunciato che parteciperà al sit-in organizzato dai precari davanti a Montecitorio.

sabato 19 luglio 2008

ADPNA e Sisa scuola aderiscono al sit-in e alla Rete


SIT – IN del 23 luglio 2008

L’ADPNA ed il Sisa scuola, sosterranno con la loro partecipazione, la protesta dei colleghi, dimostrando la volonta' di combattere anche dei docenti non abilitati.
Al grido di: " LOTTARE SEMPRE ARRENDERSI MAI!"

L’ ADPNA ed il Sisa scuola, si dichiarano favorevoli a partecipare e sostenere le iniziative della Rete docenti precari dell' 11 luglio, al fine di unire gli sforzi e gli intenti, nel tentativo di fermare il Ministero ed il Governo contro lo smembramento della scuola pubblica italiana.

Fermo restando i diversi intenti dei gruppi, si auspica una proficua collaborazione tra gli stessi al fine di combattere tutti insieme.

Firmato ADPNA (associazione docenti precari non abilitati) e SISA (sindacato indipendente scuola e ambiente.

Per informazioni:
www.adpna.it
www.sisascuola.it

La Cub Scuola aderisce al sit-in del 23 luglio

La Cub Scuola aderisce al sit-in del 23 luglio a Roma promosso dalla Rete Docenti Precari e ritiene che la scelta forte e coraggiosa di muoversi immediatamente contro la politica scolastica del governo sia una prova di determinazione e di consapevolezza della rilevanza delle questioni in gioco.
Il taglio degli organici senza precedenti che il governo ha deciso rappresenta uno scarto rispetto alle più caute, anche se altrettanto inaccettabili, politiche di smantellamento della scuola pubblica che caratterizzavano la precedente maggioranza.
È un segno evidente del convincimento maturato da parte di confindustria, governo, corporazioni dominanti che è possibile regolare i conti con i lavoratori e le lavoratrici della scuola in fretta e con effetti traumatici.
È un’operazione ben costruita, prima la campagna contro i “fannulloni del pubblico impiego” che sbocca nella Circolare Brunetta, poi un ministro dell’istruzione non più pubblica che propone forti aumenti di retribuzione agli insegnanti, infine la quadratura del cerchio: gli aumenti, riservati però solo ad una minoranza di fedeli fidati, li pagheranno i precari della scuola prime e principali vittime del taglio degli organici.
Nei fatti, il sit-in del 23 luglio è la prima risposta ed il primo momento di mobilitazione a difesa della scuola pubblica intesa come una scuola di qualità di tutti e di tutte.
Per questo la CUB Scuola sostiene l’iniziativa e si impegna a costruire, in autunno, in un percorso unitario, tutte le forme di mobilitazione necessarie a difendere i diritti delle precarie e dei precari.
Per la CUB Scuola
Cosimo Scarinzi
18 luglio 2008

giovedì 17 luglio 2008

Anche Rifondazione Comunista aderisce al Sit-in


7 in condotta

Contro la scuola di classe, il Prc aderisce alla manifestazione dei precari della scuola il 23 luglio a Roma, davanti a Montecitorio

di Gennaro Loffredo, Responsabile Nazionale Scuola e Formazione Prc
7 in condotta a chi non ubbidisce (ed il voto pesa sulla valutazione), grembiulino per tutte/i, forme di incentivazione per le/gli insegnanti che “giurano” fedeltà alla scuola magari dopo essere state/i assunte/i dal dirigente amico. Qualche battibecco con U. Bossi sulle rispettive competenze (“non sei una insegnante” – “non sei un costituzionalista”).

Di questo si sta occupando la ministra Gelmini mentre l’Aprea riforma la scuola. Il 9 luglio scorso la commissione cultura della Camera, presieduta dalla Aprea, ha deliberato in merito alla proposta di legge - depositata dalla stessa Aprea - (AC 953) che detta le regole per l’autogoverno delle scuole. Abbiamo già scritto di questo e valutato in maniera fortemente negativa i contenuti e l’idea di fondo di scuola e di società che si prospetta in antitesi completa alla nostra.

La seduta della Commissione è stata aperta da Maria L. De Torre (Pd, già sottosegretaria all’istruzione nel passato governo Prodi) che ha illustrato un’analoga proposta di legge di cui è prima firmataria (C.1226), scaturita, asserisce sapendo di mentire, dal confronto costruttivo tra tutte le forze politiche della passata maggioranza di governo e dal confronto con la Confederazione nazionale della famiglia (qui è probabile che dica il vero!).

Alla discussione si è aggiunta Rosa De Pasquale (parlamentare de Pd) che ha preannunciato un’altra proposta di legge che mira principalmente a disciplinare il governo partecipato della scuola dell’autonomia, la formazione ed il reclutamento degli insegnanti. Il sottosegretario G. Pizza, presente in commissione, ha evidenziato la disponibilità del Governo a lavorare sul testo base della Aprea riunendo un comitato ristretto a cui dare mandato. Quelle che erano preoccupazioni (motivate) si fanno via via certezze. Come sempre accade, in piena estate si fanno passare le cose peggiori.

E’ necessario cominciare a dare a questo Governo un segnale di forte disapprovazione verso il suo operato che vuole minare le basi della democrazia nel nostro paese a cominciare dal mondo della scuola. Il dipartimento nazionale scuola e formazione del Prc, da sempre vicino ai precari della scuola, aderisce alla manifestazione di protesta indetta da tutte le organizzazioni ed associazioni che tutelano il personale non di ruolo per il 23 luglio prossimo, a Roma, davanti a Montecitorio.
Roma, 16 luglio 2008

La Gilda degli Insegnanti aderisce alla Manifestazione

...organizzata dalla Rete dei Docenti precari e solidarizza con tutti i colleghi precari della scuola.

La Gilda degli Insegnanti ribadisce che:

LE IMMISSIONI IN RUOLO SONO DEL TUTTO INADEGUATE E ANCORA TROPPI I PRECARI

Le 25mila immissioni in ruolo di docenti annunciate dal ministero dell’Istruzione sono insufficienti, sia rispetto agli impegni assunti dalla Finanziaria varata dallo scorso Governo, che prevedeva l’assunzione di 150mila precari in tre anni, sia rispetto al numero di posti effettivamente vacanti.
Ancora maggiore preoccupazione poi, destano i tagli contenuti nella Finanziaria che è ora all’esame delle Camere”.
Per arginare il dilagante fenomeno del precariato, la Gilda lancia un appello a viale Trastevere affinché si proceda in tempi rapidi alla definizione di un nuovo sistema di reclutamento che eviti la riproduzione di un precariato così vasto.
La scuola italiana ha bisogno di stabilità e certezze”.

LA SCUOLA STATALE E' A RISCHIO SMANTELLAMENTO
Tagliare altri 100mila posti nel prossimo triennio significherebbe smantellare la scuola statale. Se fossero confermate le cifre previste dalla nuova Finanziaria, si tratterebbe di un ulteriore e grave colpo al nostro sistema dell’istruzione già messo in ginocchio dai 42mila posti cancellati dal precedente Governo”
Sbaglia chi attribuisce alla scuola sprechi di denaro pubblico basta vedere, per esempio, lo stato di fatiscenza in cui versa la maggior parte degli edifici scolastici, sovraffollati, a rischio sicurezza e carenti persino di banchi, sedie e gessi, e il rapporto docenti-alunni sempre più sproporzionato. Risultato: per investimenti nell’istruzione, l’Italia si trova agli ultimi posti nella classifica dei paesi sviluppati.
Questa costante politica di tagli, mortifica e demotiva i docenti, già penalizzati da retribuzioni inferiori rispetto a quelle dei colleghi europei, e peggiora ulteriormente la qualità della scuola pubblica. Perciò, se davvero la Finanziaria prevede questi tagli, la Gilda degli Insegnanti chiede al Governo di invertire la rotta di marcia e di investire nel rilancio della scuola statale che rappresenta una delle istituzioni fondamentali della Repubblica.

Roma, 17 luglio 2008

Ufficio stampa Gilda Insegnanti

mercoledì 16 luglio 2008

Comunicato COBAS - Adesione al sit-in


COMUNICATO STAMPA
PRECARI IN STATO DI AGITAZIONE
MISURE URGENTI
CONTRO IL DEGRADO DELLA SCUOLA PUBBLICA

Con l'art. 64 del Decreto Legge n. 112 del 25 giugno scorso, contenente le disposizioni in materia di organizzazione scolastica, non è più solo messo definitivamente in gioco il posto di lavoro di migliaia di precari, ma l'esistenza stessa dell'istituzione scuola. Se nessuno sembra accorgersene i precari, che vivono peraltro la totale dismissione della scuola pubblica italiana sulla propria pelle, sono ad oggi gli unici che stanno scendendo in campo per impedirne lo scempio definitivo.
Se non fosse scritto chiaramente nel testo non ci si crederebbe, invece è proprio così ( comma 1):

“Ai fini di una migliore qualificazione dei servizi scolastici e di una piena valorizzazione professionale del personale docente” si procede:

all'aumento degli alunni per classe; alla riduzione del 17% del personale ATA e alla riduzione degli organici dei docenti; all'accorpamento delle classi di concorso dei docenti per poterli spostare ad insegnare più materie possibili (alla faccia della qualificazione dell'insegnamento); alla ridefinizione degli istituti tecnici e professionali con abbassamento del quadro orario complessivo e restrizioni per la formazione delle classi; alla reintroduzione del maestro unico nelle elementari; alla trasformazione dei Centri di istruzione per gli adulti e dei corsi serali in centri provinciali ( con ulteriore taglio di personale docente ed ATA).

Per migliorare si dequalifica e per evitare l'insurrezione dei docenti, dei genitori e degli studenti si dice che il 30% dei risparmi verrà utilizzato per incrementare le risorse del Fondo dell'istituzione scolastica per la valorizzazione e lo sviluppo della carriera dei docenti ( continua cioè la cannibalizzazione della categoria: ti miglioro il docente se elimino posti e precari, e se quei pochi che rimangono vengono messi in competizione tra di loro per 'arraffare' la miseria a disposizione).

A conti fatti si tratta di un taglio di circa 150.000 precari ( compresi quello già previsto dal governo Prodi), a fronte di un esercito di quasi 250.000 persone che da anni ed anni lavorano nella scuola, assunti all’inizio dell’anno scolastico e licenziati dopo scrutini ed esami e di un risparmio di oltre 9.000 milioni di euro in un settore che dovrebbe invece riceverne altrettanti in più ( per tutti e non solo per i più meritevoli, che non si capisce peraltro chi siano). Il testo prevede, insomma, un piano di razionalizzazione che si presenta come un intervento definitivo e senza ritorno rispetto al quale l'unica soluzione possibile è lo stato di agitazione permanente dei precari ,che riesca a coinvolgere anche il personale tutto, gli studenti e i genitori, per impedire la definitiva fuoriuscita dei precari dalla scuola, ma soprattutto il peggioramento complessivo della stessa qualità della scuola pubblica. Per questo motivo i Cobas promuovono lo stato di agitazione che prevede:

- adesione al sit-in del 23 luglio a Roma promosso dalla Rete Docenti Precari
- volantinaggi nelle scuole polo per fine agosto;
- assemblee di precari in ogni provincia dal 1° settembre ;
- Convegno Nazionale CESP per fine settembre cui invitiamo sin da ora i rappresentanti di quelle
reti alternative di precari che si stanno attivando per la ripresa di una mobilitazione contro il taglio dei posti e per la difesa della scuola pubblica .

Per l’Esecutivo Nazionale

Roma, 16 luglio 2008

Anna Grazia Stammati

http://www.cobas-scuola.it/varie08/precariAgitazione.html

martedì 15 luglio 2008

CONTRO GOVERNO SIT-IN PRECARI IL 23 LUGLIO A MONTECITORIO


SCUOLA/ CONTRO GOVERNO SIT-IN PRECARI IL 23 LUGLIO A MONTECITORIO



Insolita manifestazione estiva: l'obiettivo è bloccare dl 112



Roma, 15 lug. (Apcom) -


I precari della scuola hanno programmato un sit-in in piazza Montecitorio per mercoledì 23 luglio: al centro della protesta vi saranno i tagli dei posti, di aule, personale, classi, tempo scuola, docenti di sostegno e risorse complessive. La decisione è giunta a distanza di pochi giorni dall'incontro a Roma dei delegati di tutte le associazioni che tutelano il personale non di ruolo.
In quell'occasione tutte le organizzazioni dei precari erano convenute sulla necessità di scendere il prima possibile in piazza per contrastare con forza, prima dell'approvazione delle restrizioni contenute nel dl n. 112, la politica dei tagli agli organici e tutelare i diritti di docenti vincitori di concorso in servizio da anni ma ancora precari.
Il sit-in si svolgerà a ridosso dell'obelisco in piazza Montecitorio dalle 11,00 alle 17,00: gli organizzatori speravano in una manifestazione di più lunga durata, ma la questura romana ha concesso solo sei ore. I docenti hanno però già fatto sapere che basteranno per mandare un chiaro messaggio di dissenso per la politica intrapresa dal governo nei confronti della scuola nelle ultime settimane.
Anche se la protesta si svolgerà in piena estate, un periodo insolito per le manifestazioni della scuola, si prevede infatti un'adesione importante: durante l'incontro romano del Galilei dell'11 luglio (organizzato dai Cip e dove sono giunti delegati da tutta Italia) tutte le organizzazioni e i gruppi di docenti hanno preannunciato che aderiranno compatti.
Il malcontento del resto ha raggiunto livelli alti: oltre ai preannunciati tagli di 90.000 cattedre in tre anni, tra i precari serpeggia il timore per gli sviluppi della riforma del sistema di reclutamento, attualmente in discussione presso le commissioni Cultura di Camera e Senato: se il ddl, presentato dall'on. Valentina Aprea (Fi) dovesse infatti andare in porto non ci sarebbe più molto spazio per i circa 300.000 precari vincitori di concorso attualmente in lista d'attesa.
"Questo Governo - spiega Maristella Curreli, presidente dei Cip - dimentica che la scuola pubblica deve essere di tutti e per tutti, che l'istruzione non è merce da vendere e acquistare ma è investimento e non spesa, promozione civile e non addottrinamento". A proposito del ddl sul nuovo reclutamento, che prevederebbe anche la chiamata diretta dei presidi, il leader dei 'Comitati italiani precari' è convinto che sottrarrebbe la "libertà di pensiero espropriando i diritti legittimi maturati nel tempo dai docenti precarizzati da decenni di malgoverno dell'istruzione".

Lettera a L'Espresso


Ho appena inviato una lettera a "L'Espresso". Speriamo che la pubblichino!

Il Governo, con il Decreto Legge 112 e il DDL attualmente in discussione nelle Commissioni-Cultura di Camera e Senato, sta manifestando l’intenzione di destabilizzare, se non addirittura di smantellare, la scuola statale. Nei provvedimenti allo studio sono previsti, infatti, tagli molto pesanti all’organico, che mineranno gravemente la qualità dell\'insegnamento, colpendo soprattutto il personale precario, che da anni dà il suo fondamentale contributo per il funzionamento della scuola. Il Governo sta cercando, inoltre, di mettere a rischio i diritti acquisiti dagli insegnanti iscritti nelle graduatorie, volendo di fatto attribuire maggiori poteri ai Dirigenti scolastici attraverso la “chiamata diretta” degli insegnanti, che dovrebbe essere garanzia per una maggiore valorizzazione del “merito”, ma che di fatto rischierebbe di favorire il clientelismo e il nepotismo. Pertanto i docenti che hanno a cuore le sorti della scuola italiana, in primis le associazioni di insegnanti precari, hanno deciso di dare vita ad una serie di iniziative di mobilitazione, la prima delle quali sarà un sit-in di protesta il 23 luglio dalle ore 11.00 alle ore 17.00 a Piazza Montecitorio. I docenti chiedono: il sostegno della società civile tutta, delle associazioni di categoria, delle associazioni dei genitori, dei mass – media, delle Istituzioni, dei Sindacati affinché siano vicine alla lotta dei lavoratori della scuola a salvaguardia della qualità dell’istruzione statale e del futuro dei nostri giovani, la fine dei tagli alle risorse destinate alla scuola statale e destinazione ad essa di maggiori fondi, la cessazione dei finanziamenti indiretti alla scuola privata e reindirizzamento degli stessi alla scuola statale, almeno fino alla fine dell\'emergenza educativa in atto, una maggiore attenzione alla continuità didattica, una maggiore dignità ai lavoratori della scuola attraverso adeguamenti salariali, la recessione da ogni tentativo o tentazione di privatizzazione della Scuola di tutti, misure contro il precariato e non contro i precari attraverso l\'istituzione di un organico funzionale e immissione in ruolo su tutti i posti disponibili, stessi diritti economici e di carriera dei docenti di ruolo al personale precario.

Prof.ssa Mara Alei

Articolo Tecnica della Scuola


Precari di parola: sit-in il 23 luglio a Montecitorio



di A.G.


A soli cinque giorni dall’incontro a Roma dei delegati di tutte le organizzazioni ed associazioni che tutelano il personale non di ruolo è arrivato il primo atto di protesta ufficiale contro la politica del Governo: la manifestazione si svolgerà a Roma vicino l’obelisco di piazza Montecitorio dalle 11,00 alle 17,00. Ci saranno tutte le organizzazioni dei precari.
Avevano promesso un’esteta calda e sono stati di parola: i precari della scuola scenderanno nella piazza simbolo del Governo, a Montecitorio, il prossimo 23 luglio. A soli cinque giorni dall’incontro a Roma dei delegati di tutte le organizzazioni ed associazioni che tutelano il personale non di ruolo è così arrivato il primo atto di protesta ufficiale in difesa della scuola pubblica statale, percontrastare la politica dei tagli agli organici del governo e tutelare i diritti di docenti pluriabilitati ed ipertitolati ma ancora precari.
Il sit-in si svolgerà a Roma vicino l’obelisco di piazza Montecitorio dalle 11,00 alle 17,00: i precari avevano chiesto una spazio orario maggiore, ma la questura romana ha concesso solo sei ore di manifestazione. E così si sono dovuti accontentare. Ma assicurano che saranno comunque sufficienti per farsi sentire: tutte le associazioni, i comitati, le organizzazioni e i gruppi di docenti presenti all’incontro romano del Galilei dell’11 luglio hanno preannunciato che risponderanno compatti. E c’è da credergli, considerato il momento particolarmente delicato per la categoria.
Oltre che il ritiro degli articoli che riguardano la scuola contenuti nel dl n. 112, i precari chiederanno a gran voce dei provvedimenti da parte delle istituzioni che tutelino tutti coloro che sono inseriti nelle graduatorie ad esaurimento: una norma che mantenga in pratica in “vita” le attuali liste dei precari – dove sono inseriti circa 300.000 vincitori di concorso e abilitati Ssis – fino al loro totale svuotamento.
Se venisse infatti approvato il nuovo reclutamento presentato dall’on. Valentina Aprea, attualmente in discussione presso le commissioni Cultura di Camera e Senato, così come è strutturato oggi le possibilità di prendere il ruolo per gli attuali precari diventerebbero infatti sempre più ridotte: alla progressiva riduzione di posti vacanti disponibili si andrebbe ad aggiungere la concorrenza dei nuovi abilitati. Una infelice lotta tra generazioni diverse. Di cittadini che negli anni hanno avuto una sola “colpa”: volere fare gli insegnanti.
15/07/2008

domenica 13 luglio 2008

I video dell'incontro del 11 luglio

Primo video (gialov):




Secondo video (Precari Liguri):



Terzo video (MIDA):


Windows Live Spaces

Resoconto ufficiale della riunione del 11 luglio

RESOCONTO UFFICIALE
Incontro 11 Luglio 2008


Incontro delle Organizzazioni degli insegnanti precari indetto dal CIP (Comitati Insegnanti Precari) presso l’ITIS Galilei di Roma.

Erano presenti oltre centoventi delegati di Associazioni e Gruppi provenienti da tutta Italia.
Il moderatore dell’incontro, Francesco Casale del Direttivo Cip, ha aperto i lavori dichiarando lo scopo della riunione: rimettere in moto la macchina delle associazioni del mondo dei lavoratori precari della scuola, fare il punto della situazione e prendere iniziative comuni proponendo la nascita di una rete di associazioni.
Il primo intervento è stato quello di Maristella Curreli, Presidente Nazionale del CIP, che ha presentato il Comitato organizzatore, ha dichiarato che l’istruzione in ogni paese civile deve essere non una merce da vendere ma un investimento, ha prodotto una breve disquisizione storica sulle normative dannose per il personale precario che hanno visto l’esigenza in Italia della nascita di comitati spontanei e di come l’emergenza di oggi richieda una unità della categoria. Ha sottolineato il linciaggio mediatico al quale è sottoposto il mondo della scuola, anche da alcuni rappresentanti del governo, e di come in nessun altro ambito lavorativo l’esperienza non venga considerata importante, come invece avviene puntualmente nel comparto scuola. Riferendosi alle azioni della precedente legislatura, ha dimostrato come la tecnica del cacciavite si sia rivelata debole tanto da permettere così il ritorno della legge Moratti sotto le spoglie del DDL Aprea. Ha quindi esposto il senso dell’incontro: ricompattare le forze dei movimenti presenti sul territorio nazionale.

Sono intervenuti i seguenti delegati e rappresentanti delle Associazioni presenti: Paolo Malerba e Paolo Fasce (Comitato Precari Liguria), Brunello Arborio (Forum Precari Scuola), Andrea Raciti (Rete Precari SSIS), Francesco Cori (SSISMA), Daniela Campoli e Danila Scermino (MIDA), Stefano Rosini (Orgoglio precario), Francesco Corsini (ISP Toscana), Rosario Chiandia (Precarimobili), Vittorio Manzolillo (CIPNA), Manuel Cecchinato (Gruppo Precari Venezia) e SSIS-BAR.
In seguito sono intervenuti Alba Sasso, deputata della Sinistra democratica, sempre attenta e in prima linea riguardo le tematiche del mondo della scuola e del personale precario in particolare, e il senatore Piergiorgio Bergonzi, responsabile scuola dei Comunisti italiani. L’incontro ha visto gli interventi di Barbara Battista (CUB), Stefano Micheletti (Cobas) e la presenza della Gilda. E’ stata notata l’assenza dei sindacati (Confederali, SNALS e dell’UGL), a dimostrazione della scarsa sensibilità per i precari e per la progressiva dequalificazione della scuola pubblica statale. Il rappresentante del CIPNA ha inoltre dichiarato nel suo intervento la confluenza dei sui Comitati nel CIP nazionale.
Alla conclusione dei singoli interventi, si è aperta la discussione con le testimonianze dei precari presenti e con le proposte avanzate dalle Associazioni sulle iniziative comuni da intraprendere.
Dall’assemblea unitaria è chiaramente emersa la volontà di intraprendere sin da subito una serie di azioni condivise volte ad arginare la politica di destabilizzazione e smantellamento della scuola pubblica e statale e a contrastare i pesanti ed irragionevoli tagli programmati nei confronti del personale precario della scuola. I precari, uniti, hanno confermato la netta opposizione a qualsiasi progetto di legge o normativa che leda i diritti acquisiti e pertanto hanno annunciato lo stato di agitazione e la costituzione di un fronte comune per gestire l’emergenza e rispondere con tempestività, e nelle proporzioni di volta in volta necessarie e man mano che assumeranno rilievo, alla portata delle iniziative che si delineano contro il riconoscimento del fondamentale ruolo svolto dal personale precario della scuola. Inoltre l’assemblea nella riunione svoltasi oggi a Roma ha espresso una forte volontà di mobilitazione unitaria finalizzata alla tutela dei diritti acquisiti dagli insegnanti iscritti nelle graduatorie ad esaurimento, manifestando una intransigente contrarietà verso l’attribuzione di maggiori poteri ai Dirigenti scolastici per il reclutamento “a trattativa privata". Si è pertanto deciso che nel corso dell’estate i delegati di tutte le associazioni presenti continueranno la fase di progettazione ed azione incontrandosi sia di persona in prossime riunioni unitarie sia in rete promuovendo l’immediata creazione di un sito per un collegamento diretto ed istantaneo delle varie associazioni, programmando una urgente richiesta di incontri istituzionali, tecnici con gli esponenti del governo e con gruppi parlamentari, definendo una piattaforma di iniziative di protesta da svolgersi in concomitanza dell’inizio del nuovo anno scolastico, infine organizzando subito una prima azione visibile con un sit-in davanti a Montecitorio nella terza settimana del corrente mese, un iniziale appello forte perché si dibatta e si modifichi il testo del DDL nel corso della sua contemporanea discussione alle Camere.

Il taglio delle cattedre e lo stop al turn over bloccherà l’immissione in ruolo di migliaia di docenti. Per sempre



Il taglio delle cattedre e lo stop al turn over bloccherà l’immissione in ruolo di migliaia di docenti. Per sempre

Unità: E nella scuola il governo «crea» i precari permanenti

di Marina Boscaino/ Roma

IL PIANO TRIENNALE del governo Prodi prevedeva l’immissione in ruolo di 150 mila precari. Il decreto Tremonti - una vera e propria possibile involuzione
della scuola italiana, con un taglio di circa 100 mila docenti - va ovviamente ad incidere in maniera pesante anche su quelle previsioni; nei prossimi anni per una decina di docenti che vanno in pensione, si potrebbe verificare un’unica assunzione. Venerdì a Roma i C.I.P. - Comitati Insegnanti Precari, associazione nazionale - hanno organizzato assieme ad altre associazioni un incontro nazionale che ha posto al centro non solo la questione del precariato, ma anche la necessità di unire le forze per orientarle contro il progressivo disimpegno strategico ed economico proposto dalla maggioranza. "Precario" è un termine generico: nell’attuale anno scolastico a questo titolo -tra docenti e Ata- sono state reclutate 150.000 persone. A questi va aggiunto la schiera senza nome di docenti che ogni anno vengono chiamati per brevi periodi. Considerando il decreto economico, le 25 mila immissioni in ruolo, per cui si attende ormai solo l’atto formale, potrebbero essere le ultime, se il Governo durasse in carica 5 anni e si verificassero le condizioni di attuabilità dei tagli stabiliti. Le circa 100mila cattedre destinate a sparire in tre anni saranno in gran parte compensate dai pensionamenti. Infatti dal 2009 alcuni variabili previste -incremento del rapporto alunni-docente, modifica dell’organico della scuola primaria con il ritorno al maestro unico (ipotesi su cui la Gelmini continua a nicchiare), riduzione dell’orario settimanale nei tecnici e nei professionali, per non parlare dell’ipotizzata (e caldeggiata soprattutto da Aprea) riduzione delle discipline e delle ore relative)- causeranno un allontanamento dalla scuola pari al numero dei pensionati. Le graduatorie ministeriali saranno pertanto immobilizzate fino alla sostituzione con le nuove liste di reclutamento, mentre quelle ad esaurimento saranno usate solo per le supplenze. È probabile che agli abilitati vecchi e nuovi dal 2012 venga destinato un albo regionale, da cui le singole scuole potrebbero chiamare i docenti, con probabile assorbimento delle graduatorie preesistenti. Come rispondere a questo attacco non solo al ricambio generazionale all’interno della scuola, ma all’esigibilità dei diritti di quanti - moltissimi - hanno permesso alla scuola di funzionare, accettando situazioni di continua mobilità, sospensione degli stipendi, precariato lavorativo ed esistenziale, considerando incertezza e lentezza delle nomine? La preoccupazione è stata testimoniata dalla grande partecipazione all’incontro dei Cip. Oltre che delle disposizioni contenute nel decreto 112, si è discusso di autogoverno delle istituzioni scolastiche e stato giuridico dei docenti, di tagli alla scuola statale e finanziamenti alla privata, di graduatorie, soprattutto in vista delle novità cui si accennava. L’assemblea ha espresso una forte volontà di mobilitazione comune nella rivendicazione dei diritti acquisiti, nonché contro la proposta del centro destra di attribuire ulteriori poteri ai dirigenti scolastici nel reclutamento dei docenti. La volontà di azione comune dei pracari della scuola ribadita da Curreli, presidente del CIP, si va ad aggiungere alla promessa di un autunno caldo ribadita qualche giorno fa da Panini, segretario nazionale della Flcgil. A sottolineare l’emergenza istruzione minacciata dalla manovra di Tremonti.


venerdì 11 luglio 2008

I precari non ci stanno: contro i tagli preannunciano un fine d’estate caldo


I precari non ci stanno: contro i tagli preannunciano un fine d’estate caldo

di A.G.

La decisione giunta al termine dell'incontro delle associazioni precari dell’11 luglio a Roma: forte convergenza sulla necessità di adottare una serie di azioni a breve termine contro la politica del Governo. In ballo non solo i posti di lavoro, ma anche la qualità della scuola pubblica statale.

Ha riscosso il successo che speravano gli organizzatori, i Comitati insegnanti precari, l’incontro delle associazioni, comitati, organizzazioni e gruppi di docenti in prevalenza precari, svolto l’11 luglio a Roma: il confronto è servito ad unire le forze a salvaguardia della scuola pubblica statale e per contrastare la politica dei tagli agli organici avviata dal governo. All’ampia risposta di delegati provenienti da quasi tutte le regioni d'Italia (anche dalla lontana Sicilia, ma anche dal Veneto, dal Piemonte e dalla Liguria) ha fatto seguito una forte convergenza sulla necessità di adottare una serie di azioni a partire dalla fine dell'estate. All’incontro erano presenti anche alcuni politici, tra cui Alba Sasso (Sinistra democratica) e Piergiorgio Bergonzi (Comunisti italiani), che hanno dato il loro pieno appoggio alle proposte.
Le conclusioni della giornata sono state affidate a Maristella Curreli, la quale ha ribadito come prima ancora del lavoro dei precari, che rischiano di trovarsi disoccupati a causa della prevista eliminazione di 90.000 cattedre, la politica del Governo minacci fortemente la qualità della scuola pubblica statale.
"Se i tagli agli organici dovessero verificarsi nei termini annunciati con il dl n. 112 - ha detto il presidente del Cip – non si produrrebbe solo l’azzeramento dei diritti sacrosanti di centinaia di migliaia di docenti meritevoli vincitori di concorsi pluriabilitati e qualificati con master e specializzazioni varie. Ma si andrebbe inevitabilmente anche incontro al taglio di aule, personale, classi, tempo scuola, docenti di sostegno e risorse. Questo Governo dimentica evidentemente che la scuola pubblica deve essere di tutti e per tutti, che l'istruzione non è merce da vendere e acquistare ma è investimento e non spesa, promozione civile e non addottrinamento".
E gli insegnanti precari abilitati - che dopo le ultime abilitazioni fornite dalle scuole universitarie hanno raggiunto quota 300.000 - non se la sentono ovviamente nemmeno di cambiare lavoro per fare spazio ad quello che definiscono un "cannibalismo professionale che prevederebbe - spiega Curreli - meno insegnanti più retribuiti e l'incentivazione scriteriata degli straordinari".
Gli insegnanti in attesa del ruolo sono così determinati che non intendono aspettare l’autunno: non avrebbe senso visto che il nuovo Governo ha messo, dopo pochi giorni dal suo insediamento, subito le “carte in tavola”. Nelle prossime settimane seguiranno quindi altri incontri tra i delegati: l’obiettivo è definire a breve termine, entro la fine dell’estate, il piano da adottare. Stavolta è probabile che non si procederà a delle classiche forme di sciopero, anche perché nel mese di settembre molti docenti precari – quelli soprattutto più indietro nelle graduatorie - sono ancora in servizio. Più realistico che si svolgano allora dei sit-in o delle manifestazioni che producano particolare risonanza mediatica.
Curreli però non chiude nemmeno del tutto la porta del dialogo con le istituzioni. "Vogliamo farci sentire – spiega il presidente dei Cip – questa è l’unica cosa certa. E per questo ci siamo presi un po’ di tempo, proprio per decidere quali azioni intraprendere. In ogni caso la fine dell’estate per la scuola si prospetta molto calda. Siamo in tanti e sempre più uniti”.
Durante l’incontro il Cipna ha annunciato che nei prossimi giorni si unirà ai Cip: “significa – ha commentato sempre Curreli - che il nostro modo di intendere la scuola è lo stesso di altre associazioni e che unite abbiamo sicuramente maggiori possibilità di raggiungere gli obiettivi prefissati”.
Obiettivi che, è stato ribadito durante l’incontro all’istituto Galilei, non possono prescindere dal mantenimento in vita, fino al loro totale “svuotamento”, delle graduatorie ad esaurimento. Le associazioni hanno per la prima volta espresso anche una parziale apertura per le nuove procedure abilitative presentate dall’on. Valentina Aprea ed attualmente in discussione presso le commissioni Cultura di Camera e Senat: a patto, però, che si realizzino solo in quelle realtà territoriali e per tutte quelle discipline prive di docenti di ruolo e precari abilitati.
Consensi sono stati espressi anche a favore di eventuali licenziamenti dei docenti "fannulloni" (annunciati nei giorni scorsi dal ministro Funzione pubblica, Renato Brunetta) per dare spazio ai meritevoli ed ai "campioni in produttività". Il problema, semmai, è chi valuterà i meriti. "Le fittizie agenzie esterne di consulenza – si chiedono i precari - o gli atenei lottizzati dalla politica? I censori di partito o gli ispettori passacarte del ministero? Gli studenti o i loro genitori? Chi? E come?".
Un netto rifiuto, invece, è stato espresso per la parte del progetto di legge, sempre dell’Aprea, che vorrebbe introdurre concorsi e supplenze dei docenti gestite attraverso la chiamata diretta dei dirigenti scolastici. "Sarebbe una manovra – ha concluso Curreri – che porterebbe dritti verso clientelismo e il nepotismo, sottraendo libertà di pensiero ed espropriando i diritti legittimi (esperienza e titoli) maturati nel tempo dai docenti precarizzati da decenni di malgoverno dell’istruzione".

http://www.tecnicadellascuola.it/index.php?id=23042&action=view
11/07/2008
”Noi abbiamo combattuto per quelli che c’erano, per quelli che non c’erano e anche per chi era contro”

Arrigo Boldrini (medaglia d’oro per la Resistenza)