Le ultime dal Forum:

Si pregano i colleghi di iscriversi ed intervenire al nostro Forum allo scopo di preparare e prossime iniziative.

lunedì 16 novembre 2009

Anche per i precari sciopero e manifestazione l’11 dicembre

http://www.tecnicadellascuola.it/index.php?id=27237&action=view

Anche per i precari sciopero e manifestazione l’11 dicembre
di A.G.
Passa la linea di compattazione attorno alla data indicata dalla Cgil. E nei prossimi giorni il fronte anti-tagli e contro le nuove norme sul contratto si potrebbe allargare. Ma, ammesso che c’erano possibilità di riuscita, non sarà troppo tardi?
Sembrano convogliare verso venerdì 11 dicembre le proteste del mondo della scuola contro i tagli in Finanziaria, le nuove norme contrattuali introdotte dal ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta, e le assunzioni dei precari con il “contagocce”: alla giornata di mobilitazione di tutto il pubblico impiego, decisa alcuni giorni fa dalla Cgil, per la cui ufficialità si attende però l’esito, anche se scontato, del tentativo di obbligatorio conciliazione, aderiranno anche i precari. Ad annunciarlo è stato il “Coordinamento precari Scuola”, cui confluiscono le tante associazioni, movimenti e reti regionali moltiplicatesi negli ultimi mesi per creare uno “scudo” contro i tagli agli organici: i mass-media verranno informati nella mattinata del 16 novembre, durante una conferenza stampa organizzata a Roma in un’aula delI’Itis Galilei. Nel comunicato di presentazione della conferenza il Cps annuncia "una mobilitazione ufficiale della scuola con sciopero e manifestazione nazionale a Roma".
Le rivendicazioni sono le stesse portate in piazza dai precari il 3 ottobre, sempre nella capitale: in quell’occasione la protesta fu in parte “oscurata” dalla manifestazione, svolta in contemporanea e nello stesso luogo, a Roma, sul diritto alla libertà di stampa. Una coincidenza mai approvata da Cobas e parte degli stessi Cps, tanto che sfilarono per loro conto.
Passate alcune settimane il Cps ci riprova e torna a chiedere "che nella nuova legge Finanziaria sia previsto il ritiro dei tagli introdotti con la Legge 133 e la difesa di un sistema di istruzione pubblico, aperto a tutti e di qualità". Una richiesta, peraltro, che proviene da tutto il mondo sindacale: tanto che è probabile che Comitati di base, ma forse anche la Gilda degli insegnanti, possano unirsi all’iniziativa di protesta.
E compattare la protesta attorno ad un’unica data, sostenuta dal sindacato che in questo momento, anzi ormai da un anno, si trova in totale contrapposizione con il Governo rappresenta una possibilità in più per incorrere in consensi da parte dell’opinione pubblica. Rimane un dubbio: ammesso che c’erano possibilità di arrivare a dei risultati concreti, perché indurre il Governo a rendere meno pesanti i tagli sulla scuola all’interno della Finanziaria solo a pochi giorni dalla sua approvazione definitiva in Parlamento?
15/11/2009

domenica 15 novembre 2009

Conferenza Stampa CPS 16 Novembre


COMUNICATO STAMPA


Dal mese di agosto i lavoratori precari della scuola, sia nella componente docente che in quella del personale tecnico amministrativo, hanno dato il via ad uno stato di agitazione permanente e a decine di iniziative di protesta svoltesi in tutta Italia.

Le migliaia di lavoratori che sono stati protagonisti delle mobilitazioni denunciano gli effetti devastanti dei tagli alla scuola e a tutto il comparto dell’istruzione e della formazione chiedendo a gran voce le dimissioni del Ministro Gelmini a causa di una politica fallimentare e distruttiva sul settore della conoscenza.

L’unica risposta che il Governo ha dato fino ad oggi è stata l’elemosina del “decreto salvaprecari”, vera e propria forma di accompagnamento alla disoccupazione, che non ha alcuna incidenza positiva sulla qualità del sistema scolastico.

Chiediamo quindi con forza che nella nuova legge finanziaria sia previsto il ritiro dei tagli introdotti con la Legge 133 e rivendichiamo la difesa di un sistema di istruzione pubblico, aperto a tutti e di qualità.

Il Coordinamento Precari Scuola convoca una conferenza stampa per lunedì 16 novembre, alle ore 12, presso l’ITIS “Galileo Galilei”, in via Conte Verde 51, Roma, per illustrare la propria proposta di una mobilitazione ufficiale della scuola nel giorno 11 dicembre, con sciopero e manifestazione nazionale a Roma.



Per contatti: Massimo Gargiulo 3285312437; Daniela Amore 3398172854; Manuela Pascarella 3204341436



Il Coordinamento Precari Scuola

lunedì 2 novembre 2009

Sit-in dei precari davanti alle sedi regionali RAI


Sit-in dei precari davanti alle sedi regionali RAI
di R.P.
Il Coordinamento Precari Scuola chiede ai mezzi di informazione maggiore attenzione verso i problemi del precariato. La manifestazione è prevista per il 6 novembre.
Continuano le iniziative del CPS (Coordinamento Precari Scuola) volte a richiamare l’interesse di partiti e sindacati, ma anche della opinione pubblica, sui problemi del precariato.
Per venerdì 6 novembre il Coordinamento ha in programma un sit-in da svolgere in contemporanea davanti a tutte le sedi regionali della RAI.
Lo scopo, spiegano i precari, è quello di
“protestare contro l’oscuramento mediatico di cui siamo stati vittime”.
“Da più di un anno - si legge in un comunicato del CPS -
i precari di tutta Italia si sono mobilitati per protestare contro i tagli all’istruzione, ma la drammaticità della nostra situazione è stata taciuta dai mezzi di informazione”.
“Per rompere il muro di silenzio che per lungo tempo ha circondato le nostre mobilitazioni
- aggiungono i precari del Coordinamento -
abbiamo dovuto mettere in atto le forme più eclatanti di protesta, dalle occupazioni dei provveditorati ai presìdi permanenti, dagli incatenamenti agli scioperi della fame”.
“Certo
- sottolinea il CPS -
non sono mancate interviste, foto, riprese, ma di tutto questo materiale ben poco è stato effettivamente mandato in onda dalle televisioni o pubblicato sui giornali”.
E poi un appello alle reti televisive e alla stampa: “Se i mezzi d’informazione si occupassero di come la scuola primaria sta vivendo il primo anno con il maestro unico e di quali scenari si prospettano con i nuovi licei e i nuovi istituti tecnici e professionali, con inchieste ed analisi precise, raccontando ciò che veramente sta accadendo, dietro i grembiulini, il voto in condotta e il “salvaprecari”, non avremmo bisogno di salire sui tetti o di metterci in mutande davanti ai provveditorati”.
E, per concludere:
“Chiediamo, dunque, alla stampa e ai mezzi d’informazione di raccontare il paese reale, non quello delle “escort” e dei festini, ma quello delle lotte sociali e delle mobilitazioni dei lavoratori”.
Dare spazio alla voce dei precari, è questa insomma la richiesta che il CPS sta rivolgendo al mondo dell’informazione.
Per quanto ci riguarda non abbiamo motivo di sottrarci alla richiesta, dal momento che fin dalla manifestazione nazionale del luglio 2008 continuiamo a seguire con attenzione i problemi del precariato con notizie, articoli, servizi e interviste, sia sul sito internet sia sul nostro quindicinale.

02/11/2009

COMUNICATO STAMPA DEL SIT-IN CPS DEL 6 NOVEMBRE DAVANTI ALLE SEDI REGIONALI RAI


Il CPS Coordinamento Precari Scuola indice per venerdì 6 novembre un sit-in contemporaneo in tutta Italia davanti alle sedi regionali della RAI per protestare contro l’oscuramento mediatico di cui siamo stati vittime.
Da più di un anno, i precari di tutta Italia si sono mobilitati per protestare contro i tagli all’istruzione. In realtà, la nostra lotta per la difesa della scuola pubblica statale e del nostro posto di lavoro dura da più di un anno, da quando, cioè, si è palesato il progetto del governo di smantellare il sistema pubblico di istruzione, formazione e ricerca. Lo scempio che ora è sotto gli occhi di tutti era prevedibile fin da allora, da quando, con la Legge 133, si è ha deciso di tagliare 8 miliardi di euro alla scuola, con conseguente riduzione dell’organico di 87.000 docenti e 43.000 ATA in tre anni. Il destino di noi precari, da allora, è segnato: una parte consistente di noi verrà estromessa definitivamente dal mondo della scuola.
La drammaticità della nostra situazione, però, è stata taciuta dai mezzi di informazione. Per rompere il muro di silenzio che per lungo tempo ha circondato le nostre mobilitazioni, abbiamo dovuto mettere in atto le forme più eclatanti di protesta, dalle occupazioni dei provveditorati ai presìdi permanenti, dagli incatenamenti agli scioperi della fame. Siamo dovuti ricorrere a forme di mobilitazione ad alto impatto mediatico, per avere i riflettori puntati su di noi per qualche giorno. Ma, passati i momenti più “caldi”, è calato nuovamente il sipario sul precariato scolastico. Persino la nostra manifestazione nazionale del 3 ottobre, salvo rare eccezioni, è passata sotto silenzio ed è stata completamente oscurata proprio dalla manifestazione per la libertà d’informazione. Certo, non sono mancate interviste, foto, riprese, ma di tutto questo materiale ben poco è stato effettivamente mandato in onda dalle televisioni o pubblicato sui giornali.Se si è parlato di scuola, lo si è fatto per lo più facendo sentire una sola campana, quella del governo e del ministro dell’istruzione, che mistificano la realtà e presentano come provvidenziali provvedimenti che in realtà distruggono la scuola.
Se i mezzi d’informazione si occupassero di come la scuola primaria sta vivendo il primo anno con il maestro unico e di quali scenari si prospettano con i nuovi Licei e i nuovi istituti Tecnici e professionali, con inchieste ed analisi precise, raccontando ciò che veramente sta accadendo, dietro i grembiulini, il voto in condotta e il “salvaprecari”, non avremmo bisogno di salire sui tetti o di metterci in mutande davanti ai provveditorati.
Chiediamo, dunque, alla stampa e ai mezzi d’informazione di raccontare il paese reale, non quello delle “escort” e dei festini, ma quello delle lotte sociali e delle mobilitazioni dei lavoratori. Noi continueremo la nostra battaglia per il ritiro dei tagli, per la difesa del diritto al lavoro e del diritto allo studio sanciti dalla Costituzione, e lo faremo mettendo in campo tutte le forme di mobilitazione che riterremo opportune. Chiediamo dunque che, diversamente da quanto accaduto sino ad ora, i mezzi d’informazione diano adeguato spazio alla voce dei precari ed invitiamo ad aderire e partecipare al sit-in non solo il mondo della scuola, ma anche la società civile e tutte quelle forze che hanno a cuore la difesa della democrazia, della Costituzione e della scuola pubblica statale. La scuola pubblica statale è un patrimonio inestimabile di tutta la società e costituisce, forse, l’ultimo baluardo di democrazia nel nostro paese. La sua difesa, pertanto, è interesse di tutti, non solo dei precari, ed è per questo che i media hanno il dovere di informare.

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venerdì 30 ottobre 2009

Testo Ufficiale del Documento presentato in audizione al Senato 28 ottobre 2009


Alla c.a. della VII
Commissione Istruzione del Senato della Repubblica Italiana

Roma, 28 ottobre 2009

Il Cordinamento Precari
Scuola nazionale (CPS), analizzato il DL 134/09 presentato dal governo e approvato con emendamenti alla camera, ritiene che esso costituisca una misura assolutamente inefficace che non potrà in alcun modo incidere nella situazione di emergenza lavorativa in cui versano le lavoratrici ed i lavoratori precarie/i della scuola, se non peggiorandola. Lungi dall’essere un “salvaprecari’, il DL si rivela purtroppo come un provvedimento contrario alla tutela delle lavoratrici e dei lavoratori della scuola.

Il DL in oggetto, infatti, si basa sulla piena conferma dei tagli agli organici, previsti dall’art. 64 della legge 133/2008, e dei licenziamenti del personale docente e ATA precario, indicati nello Schema di Piano Programmatico del MIUR; eppure è proprio a causa di quei tagli che si è creata l’emergenza cui il DL vorrebbe ovviare. Lungi dal rimuovere o dall’incidere sulle cause di tale emergenza, il Ministero mostra invece di voler accentuare la precarizzazione del personale docente e avviare la regionalizzazione del sistema scolastico nazionale.

Il DL non propone nessuna forma investimento in favore delle/dei docenti precarie/i o della scuola, non prevede alcun tipo di estensione degli ammortizzatori sociali a chi ne sia attualmente escluso, né il prolungamento della loro durata o l’incremento della loro entità.

Il DL si limita a concedere i 12 punti di servizio solo ad alcuni, avvantaggiando un ristretto numero di precarie/i contro tutti gli altri, dividendo e contrapponendo ulteriormente i lavoratori e le lavoratrici della scuola. Esso inoltre istituisce un'ulteriore graduatoria (la quinta, per l’esattezza) ad anno già iniziato e cambia così in corso d'opera le modalità di assegnazione delle supplenze, dando così nuovamente adito alla creazione di ricorsi e di contenzioso.

Il DL, infine, come emerso anche nel corso della discussione alla Camera dei Deputati, sancisce col comma 1 dell’art. 1 la piena
discriminazione del personale precario della scuola nei confronti sia del personale in ruolo (prevedendo l’impossibilità di trasformazione del rapporto di lavoro a tempo determinato in rapporto di lavoro a tempo indeterminato), sia dei docenti precari di
religione, cui sono riconosciuti gli scatti di anzianità che si vogliono negare al resto del personale docente. Così facendo, esso viola diritti riconosciuti dalla Costituzione; dalla giurisprudenza nazionale; da norme e sentenze europee.

Invece di assumere a tempo indeterminato le/i docenti che quotidianamente operano nella scuola, garantendo una migliore qualità
dell’istruzione e una continuità didattica per le studentesse e gli studenti, il Governo taglia miliardi di euro dalla Scuola Pubblica Statale scaricando sulle Regioni e sull'INPS i costi dei licenziamenti delle precarie e dei precari della scuola.
Il CPS nazionale stigmatizza questo comportamento come scellerato e irresponsabile: è evidente che sarebbero più utili non solo alle precarie e ai precari, ma alla scuola, al Paese stipendi corrisposti per il servizio effettivamente svolto nelle classi: così, si contribuirebbe al bisogno di istruzione e si alleggerirebbe il contributo degli ammortizzatori sociali, così si restituirebbe all’Italia un sistema di istruzione pubblica dignitoso.

Per questi motivi ribadiamo con forza le nostre richieste:

ritiro dei tagli di cui è oggetto la Scuola Pubblica Statale

assunzione a tempo indeterminato sui tutti i posti vacanti e
disponibili

aumento degli investimenti per la scuola pubblica e statale.

Coerentemente con le richieste precedentemente esposte, il CPS si fa promotore dei seguenti emendamenti al DL 134/09:

1) ART. 1

Al comma 1,
capoverso 14-bis dopo le parole
consentire la maturazione di anzianità utile ai fini retributivi prima della immissione in ruoloaggiungere le seguenti , fermo restando quanto previsto dall'articolo 53 della legge 11 luglio 1980, n. 312, richiamata in vigenza
dall'articolo 146 del CCNL scuola 2006-2009.»

L’emendamento vuole assicurare l’applicazione di questo articolo 53 ai docenti precari, che riconosce scatti biennali di anzianità. Attualmente è applicato solo agli insegnanti di religione non di ruolo.

Il Sottosegretario Pizza in Commissione Lavoro il 13 ottobre 2009 ha detto che

«il riconoscimento al personale docente non di ruolo della maturazione dell'anzianità sulla base di scatti biennali era prevista dall'articolo 53 della legge n. 312 del 1980. (…). è da ritenere invece abrogato l'articolo 53 della legge n. 312 del 1980, in quanto, avendo l'articolo 526 disciplinato la materia, il medesimo articolo 53 si intende compreso nella disposizione dell'articolo 676 del testo unico, che dispone l'abrogazione delle disposizioni contrarie o incompatibili con il testo unico. In particolare, segnala che per i docenti di religione le norme contenute nel comma 6 dell'articolo 53 della legge n. 312 del 1980 disciplinano il trattamento economico del personale non di ruolo di religione; tale norma è tuttora in vigore (…).

Da quanto esposto sopra si deduce che la disposizione contenuta nel DL 134/09 è:

a) contraria al principio costituzionale di uguaglianza;

b) contraria al principio comunitario di non discriminazione (direttiva 1999/70/CE)

c) contraria alla sentenza della Corte di Giustizia delle Comunità europee, emessa il 13 settembre 2007 (Causa C-307/05) la quale ha confermato il principio del divieto di discriminazione dei lavoratori a tempo determinato rispetto ai lavoratori a tempo indeterminato;

d) contraria alla giurisprudenza nazionale: Tribunale di Tivoli, sentenza 11 marzo 2007, n. 2693; Tribunale di Roma, sentenza 9 luglio 2008, n. 12644, riconoscono la vigenza dell’articolo 53, comma 3, della legge n. 312/1980, e dunque anche ai
docenti con incarico annuale il diritto agli scatti biennali del 2,5% (ravvisando una disparità di trattamento contraria al principio di uguaglianza sancito dall’articolo 3 della Costituzione).



2) ART. 1

Al comma 1, aggiungere in fine le seguenti parole Le disposizioni di cui al sesto comma dell'articolo 53 della legge 11 luglio, n. 312, si applicano a tutto il personale non di ruolo del comparto scuola».

Questo articolo 53, comma 6 riconosce ai soli docenti di religione dopo quattro anni di insegnamento una progressione economica di carriera con classi di stipendio corrispondenti all'ottanta per cento di quelle attribuite ai docenti laureati di ruolo. È evidente che tale progressione deve essere riconosciuta a tutti.

3) ART. 1

Dopo il comma 1, aggiungere il seguente:

1-bis. L’articolo 53, comma 6, della legge 11 luglio 1980, n. 312, è abrogato.

3) ART. 1

Dopo il comma 1, aggiungere il seguente:

1-bis. Con decreto del Ministro dell'istruzione, dell’università e della ricerca sono adottate le misure necessarie ad assicurare la parità di trattamento dei docenti non di ruolo nell’applicazione dell’articolo 53, comma 6, della legge 11 luglio 1980, n. 312, e sono individuate le misure compensative a favore del personale non di ruolo atte a rimuovere le pregresse differenziazioni di trattamento economico con
i docenti di religione non di ruolo.

4) ART. 1

Al comma 1, sostituire le parole da : possono trasformarsi fino alla fine del periodo con le seguenti . A tutto il personale non di ruolo del comparto scuola, a decorrere dall'anno scolastico 2009-2010, viene riconosciuto, al compimento del primo quadriennio di servizio, il conseguimento della seconda classe delle rispettive carriere stipendiali.»

5) ART. 1

Al comma 1, capoverso 14-bis, aggiungere in fine il seguente periodo . L'anzianità maturata con i contratti a tempo determinato è però utile ai fini retributivi, dopo l'immissione in ruolo, in base a quanto stabilito dai contratti collettivi.

6) ART. 1

Al comma 2, sostitutire le parole da per l’anno scolastico fino a collocato a riposo (fine del comma) con le seguenti:

In deroga a quanto previsto al comma 1, il personale docente e ATA, già destinatario di contratto a tempo determinato da almeno tre anni, anche non continuativi, o che consegua tale requisito in virtù di contratti stipulati anteriormente alla data del 31 dicembre 2009 o che sia stato in servizio, con un contratto a tempo determinato, per almeno tre anni, anche non continuativi, nel quinquennio
anteriore alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, che ne faccia istanza, purché inserito nelle graduatorie provinciali ad esaurimento previste dall'articolo 1, comma 605, lettera c), della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e successive modificazioni, o nelle graduatorie permanenti di cui all'articolo 554 del testo unico delle disposizioni legislative vigenti in materia di istruzione, relative alle scuole di ogni ordine e grado, di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, ha diritto alla stabilizzazione e all'assunzione a tempo indeterminato con un piano straordinario adottato dal Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca entro il 30 aprile 2010 e da finanziare con il Fondo di cui al comma 9, dell'articolo 64 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, e con le risorse rese disponibili annualmente in relazione ai pensionamenti del personale.

domenica 25 ottobre 2009

I precari del CPS chiedono uno sciopero unitario


http://www.tecnicadellascuola.it/index.php?id=27076&action=view

I precari del CPS chiedono uno sciopero unitario

di R.P.

Intanto sullo sciopero del 23 ottobre c'è la solita battaglia dei numeri: 2,5% di adesioni secondo il Governo, 40% (almeno nelle grandi città) secondo i Cobas. Epifani conferma: a dicembre, sciopero generale del pubblico impiego.

Questa volta la “battaglia dei numeri” ha risvolti davvero inverosimili: è abbastanza normale che in occasione di uno sciopero gli organizzatori forniscano dati sulle adesioni ben superiori a quelli del Governo, ma non si era mai arrivati ad una forbice così ampia,
I Cobas dichiarano che nelle 30 principali città italiane avrebbe aderito allo sciopero del 23 ottobre non meno del 40% dei lavoratori del comparto scuola, mentre il Ministero della Funzione Pubblica parla di un 2 e mezzo per cento a livello nazionale.
Difficile fornire una spiegazione plausibile per questa differenza così significativa, ma è probabile che i Cobas facciano il calcolo riferendosi alle scuole superiori dove l’adesione ai cortei e alla manifestazioni è stata effettivamente abbastanza ampia, soprattutto da parte degli studenti.
Il dato della Funzione Pubblica dovrebbe peraltro essere tutto sommato attendibile in quanto basato sulla rilevazione telematica che tutte le scuole d’Italia sono tenute ad effettuare già nelle prime ore della giornata.
La protesta del sindacalismo di base e dei movimenti, però, non si conclude qui.
Il CPS (Coordinamento precari scuola) sta già organizzando una manifestazione nazionale per il prossimo 6 novembre, con sit-in davanti alle diverse sedi regionali della Rai (il Coordinamento accusa gli organi di informazione di riservare poco spazio al problema del precariato e vuole cercare di catturare l’attenzione dei media e soprattutto delle reti televisive).
E non basta: lo stesso CPS ha deciso di indire una giornata di mobilitazione nazionale per il 4 dicembre e chiederà a tutti i sindacati di proclamare uno sciopero unitario per quella data, in modo da consentire la partecipazione alla protesta.

Sulla effettiva risposta dei sindacati ci sono però alcuni dubbi: la Cgil – per bocca dello stesso segretario generale Guglielmo Epifani, ha annunciato qualche giorno fa che a dicembre ci sarà uno sciopero generale di tutto il pubblico impiego ed quindi probabile che la Flc “inviti” i precari ad aggregarsi alla protesta, magari offrendo uno “spazio” significativo nel programma della manifestazione nazionale che accompagnerà lo sciopero stesso.
Per ora, comunque, si tratta solo di previsioni, dicembre è ancora lontano e molte cose possono ancora cambiare.
Quello che è certo, invece, è che nei prossimi giorni il decreto 134 sul precariato passerà al Senato che dovrà decidere se accettare le modifiche apportate dalla Camera o se riaprire nuovamente la discussione.

24/10/2009

REPORT ASSEMBLEA NAZIONALE CPS 23 OTTOBRE 2009


L’assemblea viene introdotta da Francesco Locantore, referente del CPS-Roma, che osserva come la presenza in
piazza sia stata significativa, ma ben al di sotto delle forze che si possono e devono mettere in campo alla luce degli ulteriori tagli previsti dalla prossima Finanziaria. Ribadisce che c’è interesse per il problema dei precari, come hanno dimostrato tanto la audizione del CPS alla Camera, quanto la bagarre dei deputati durante la seduta di approvazione del decreto “salva precari”. Passa poi all’appello dei CPS presenti e quindi ad indicare modalità organizzative dell’assemblea; vengono scelti un presidente-moderatore (Antonella Vaccaro del CPS Napoli) e un segretario verbalizzante (Daniela Amore, CPS-Roma) e si decide che il primo giro di interventi venga fatto dai referenti di ciascun coordinamento presente.


Antonella Vaccaro dà lettura dell’ordine del giorno, così come è emerso dal forum; dei punti presenti si decide di concentrare la discussione assembleare su questi due:
1. Proposte e modalità di mobilitazione future del CPS

2. Modalità di comunicazione e confronto del CPS

In merito alle proposte di mobilitazione future del CPS c’è generale convergenza sulla proposta di Perugia di indire una data nazionale di mobilitazione del CPS autonoma da iniziative sindacali (l’autonomia reale sta nell’avere una propria piattaforma e nel farsi attivamente promotori come CPS delle iniziative). Si discute sulla possibilità di indire come CPS uno sciopero, ma non è chiaro se il CPS può farlo e, in ogni caso, i tempi tecnici, legati alla burocrazia, sembrano impedire che si possa convocare uno sciopero a breve, mentre pare chiaro che bisogna mobilitarsi in tempi rapidi, date le scadenze di approvazione della finanziaria e della riforma delle scuole superiori (Ravenna ha parlato con Vasco Errani, presidente della Conferenza Stato-Regioni, e pare che le Regioni siano orientate a firmare la riforma e che questa possa essere inserita nella finanziaria; Terni fa notare che, se approvata, la riforma delle superiori farà aumentare il numero dei perdenti posto). La data di una mobilitazione nazionale del CPS non può andare oltre la prima settimana di dicembre; se non si potrà indire lo sciopero come soggetto, si deve comunque chiamare la data e “obbligare” i sindacati a convergere su questa data e sulla nostra piattaforma. È importante che la data esca dall’assemblea, per indicarla quanto prima come data del CPS, anche alla luce del fatto che la CGIL sembra volere indire uno sciopero per i primi di dicembre. L’Abruzzo invita a convocare un tavolo di discussione sulla piattaforma aperto a sindacati e precari prima di decidere lo sciopero.

Quanto al luogo di una manifestazione nazionale, viene rilanciata la possibilità di svolgerla in una città del sud; se non quella imminente, rispetto alla quale c’è generale convergenza su Roma, altre manifestazioni di carattere nazionale potrebbero svolgersi al sud, in cui l’emergenza lavoro è più drammatica.

Le date proposte per una manifestazione nazionale sono il 27 novembre o il 4 dicembre. Essendo uscita dall’assemblea contemporanea di Viale Trastevere una proposta di assemblea dei precari per il 28 novembre, si mette ai voti la proposta di data del 4 dicembre, che passa con il voto contrario di Terni e l’astensione del Veneto.

Tutti i coordinamenti sono comunque concordi sul fatto che bisogna potenziare le iniziative locali e che bisogna
fare delle iniziative che siano nazionali, ma si svolgano sul territorio.
Approvata all’unanimità la proposta di Catania di una iniziativa nazionale da effettuare il 6 novembre alle ore 14.00 davanti alle sedi RAI regionali per protestare contro l’oscuramento mediatico. Questa modalità di mobilitazione dovrebbe essere estesa ad altre iniziative (Milano propone, ad esempio, picchetti davanti o dentro le scuole), muovendosi tutti con la stessa iniziativa e contemporaneamente sulle proprie sedi. Ciò consentirebbe di superare la difficoltà di essere presenti a forme di mobilitazione nazionale in un solo posto (non ci si può spostare sempre, anche per ragioni economiche), e di esprimere in ogni caso una forma di protesta nazionale. Alcuni comitati sostengono che anche uno sciopero nazionale del CPS dovrebbe svolgersi con manifestazioni locali.

C’è convergenza sulla necessità di coinvolgere quanti più soggetti possibili e soprattutto di coinvolgere le scuole, con i docenti di ruolo, il personale ATA, gli studenti e i genitori. Diversi coordinamenti locali hanno già avviato un lavoro in questo senso: ad esempio il Veneto con i Comitati misti all’interno delle scuole, Roma con gruppi di lavoro per elaborare una piattaforma comune insieme a comitati dei genitori, studenti e lavoratori della scuola e dell’Università. Importante anche svolgere assemblee cittadine per sensibilizzare al problema della scuola pubblica quante più persone possibili; anche queste potrebbero svolgersi contemporaneamente su tutto il territorio nazionale, con una cadenza regolare (e.g., mensilmente, come a Pisa). Tra i soggetti da coinvolgere, viene segnalata da Foggia l’opportunità di interloquire con le famiglie degli alunni diversamente abili, che pagano la crisi con tagli sul sostegno.

Emerge anche la proposta di rivedere e ampliare la piattaforma, sia nel senso di precise rivendicazioni contrattuali
(i precari svolgono lo stesso lavoro dei docenti di ruolo e devono vedersi riconosciuti gli stessi diritti), sia nel senso di ampliare la piattaforma, rendendola condivisibile da tutti i soggetti del settore scuola (importante, ad esempio, il problema della riforma delle superiori e quello dell’autonomia, approfondire il legame tra aumento del numero degli alunni per classe e i tagli etc.) e del settore della conoscenza. Viene anzi proposto una commissione di lavoro che si occupi di questo.

Come proposta di lungo periodo, si potrebbe avviare, all’interno delle scuole, un meccanismo di “non collaborazione”, rifiutandosi di coprire le supplenze, di accettare ore che superino l’orario di servizio contrattuale, attuando forme di sciopero bianco (ad esempio, presentarsi a scuola ma non fare lezione, tutti i docenti!, per una settimana); occorre far emergere la crisi per “bloccare” la scuola.

Per quanto riguarda il secondo punto discusso, tutti sono concordi che bisogna migliorare le modalità di comunicazione in modo che siano più snelle ed efficienti e che siano, soprattutto, trasparenti. Gli strumenti che ci sono possono essere sufficienti se usati in maniera adeguata, ma in ogni caso, emerge quasi unanimemente dall’assemblea la richiesta di una frequenza regolare di incontri fisici, per lo meno tra delegati delle singole realtà, perché pare a tutti evidente che il
confronto personale, pur animato, è più proficuo delle discussioni sul forum. Pur concordando sulla necessità di incontrarsi di persona e con maggiore frequenza, ci si chiede se queste assemblee possano essere deliberanti: in primo luogo, se
per esserlo, occorre che siano presenti tutti i coordinamenti, sembra che non sia possibile, in quanto non sempre tutti possono essere presenti; in secondo luogo, molti ritengono che ciascun coordinamento debba deliberare nella propria
assemblea qualsiasi proposta nazionale.

Per quanto riguarda il forum, si ribadisce che deve essere aperto a tutti, ma che deve essere regolato in maniera chiara; gli interventi spesso assumono toni offensivi e questo spinge ad allontanarsi dal forum. Il forum dei coordinatori deve essere a tutti visibile, ma possono intervenire solo i referenti indicati da ciascun coordinamento; viene proposto che ciascun referente, riportando le decisioni prese dall’assemblea del suo coordinamento, intervenga su un argomento solo una volta e attenda, prima di esprimersi nuovamente, che si siano espressi tutti. Nel caso di voto sul forum, non votare fino a che tutti i referenti non abbiano riportato le posizioni del proprio coordinamento, e, in ogni caso, esprimersi in tempi rapidi: non possono trascorrere 15 giorni tra la proposta, la discussione nelle assemblee locali, e la decisione nazionale.


Si propone che, oltre al forum, i referenti cerchino di usare in maniera regolare gli incontri su web-tv e si scambino i numeri di telefono. Quanto ai referenti, Roma indica due nuovi referenti e comunica che ha deciso, in seno al proprio coordinamento, di attuare una rotazione trimestrale degli stessi.

Viene data quindi lettura, da parte del referente del Veneto, del comunicato del CPD-Padova, come richiesto da questo coordinamento.

L’ultima parte dell’assemblea nazionale è stata dedicata a discutere della prossima assemblea nazionale del CPS. Tutti concordano che il confronto di persona sia necessario (Firenze parla di un ‘gruppo di continuità), che occorra farlo con cadenze regolari, magari mensili, quantomeno per i referenti, che sia opportuno svolgerlo in diverse città, che la prossima assemblea debba svolgersi in una città del sud. Dal sit-in di Viale Trastevere arriva l’invito per una assemblea nazionale di tutti i precari da svolgersi il 28 novembre a Catania. La proposta agita un po’ gli animi perché viene vista come l’ennesima testimonianza di una spaccatura tra i precari CPS e i precari Cobas. Per questo da più parti viene richiesto un
incontro che tenti di riportare l’unità del fronte precario, magari attuando un tavolo di discussione comune sulla piattaforma, tavolo che potrebbe coinvolgere anche tutte le sigle sindacali.

Per tentare di trovare una unità si propone che siano indicati due referenti nazionali del CPS che si occupino di contattare i promotori dell’assemblea del 28, cercando di capire, in primo luogo, se l’invito è rivolto ai precari in quanto precari o al CPS in quanto coordinamento dei precari, e in secondo luogo di proporre come luogo Napoli, anziché Catania. La partecipazione all’assemblea del 28 passa comunque per il riconoscimento del CPS come coordinamento dei precari: se saremo invitati in quanto CPS, aderiremo comunque all’assemblea, proponendo Napoli, e, nel caso in cui non passasse la proposta, inviando dei delegati dei singoli coordinamenti a Catania. Diversamente, sarebbe evidente che esiste una spaccatura, ma che questa non è stata determinata dal CPS. Si auspica, in ogni caso, che si possa arrivare a ritrovare l’unità della lotta e delle rivendicazioni. Vengono indicati come delegati del CPS a trattare la questione Antonella di Napoli e Alessandro di Catania.

La seduta è sciolta alle 18.00.

giovedì 22 ottobre 2009

Taranto: 37 presidi denunciano alla Gelmini i tagli al personale

Finalmente anche i presidi si muovono. Straordinario che la protesta parta da Taranto, in Puglia.

dal Corriere del Giorno Martedì 20 ottobre 2009, pagina 6

LA PROTESTA Trentasette dirigenti scolastici approvano un documento in cui sollecitano il ministro Gelmini

I presidi mostrano i muscoli
Gli istituti soffrono la grave situazione di difficoltà gestionale

Le scuole ioniche sono al collasso. Pochi fondi disponibili, personale ridotto, iniziative collaterali alle attività didattiche come mercatini di beneficenza realizzabili soltanto grazie all'intervento dei genitori pronti ad autotassarsi - con l'imbarazzo di quelle famiglie che, invece, non possono permettersi esborsi finanziari in più.
Una situazione difficile che 37 dirigenti scolastici hanno inteso sottoporre all'attenzione del ministro alla Pubblica istruzione, Mariastella Gelmini, attraverso un documento approvato all'unanimità nel corso del Collegio dei dirigenti scolastici tenuto nei giorni scorsi nella sede della scuola media “Leonida”.
«La grave situazione di difficoltà gestionale che si è venuta a determinare nelle scuole a causa della forte riduzione degli organici del personale docente e Ata, - sottolineano nel documento i 37 dirigenti scolastici - incide negativamente sulla funzionalità e sull'efficacia dei servizi e compromette l'attuazione dell'offerta formativa della scuola pubblica. Oltretutto, - aggiungono - la sostanziale cancellazione delle compresenze e la scomparsa nelle scuole di personale con ore a disposizione, utilizzabile anche per la sostituzione del personale assente per brevi periodi, e l'inadeguatezza delle risorse assegnate per le supplenze e delle modalità e procedure per la nomina dei supplenti, aggiungono ulteriori difficoltà nell'erogazione del servizio, oltre a produrre persino un abbassamento dei livelli di sicurezza degli alunni». Inoltre, «il mancato finanziamento nel 2009 delle spese di funzionamento», rende insopportabile l'intera situazione tanto più che a questo vanno aggiunti «l'accumularsi di crediti delle scuole nei confronti del ministero, la grave situazione di scarsa disponibilità di cassa di molte istituzioni scolastiche, che le espone a contenziosi con i fornitori di beni e servizi e con i lavoratori ai quali non sono liquidate tempestivamente spettanze contrattuali, la possibilità che anche per il 2010 non sia previsto alcun finanziamento per le spese di funzionamento».
Di qui la richiesta al ministro Gelmini a farsi urgentemente carico di tutta la problematica «dando risposte adeguate alla gravità ed alle dimensioni dei problemi, invece di assumere atteggiamenti di colpevolizzazione dei dirigenti scolastici, rei soltanto di segnalare la gravità di una situazione, nella quale, peraltro, nonostante tutto, sono responsabilmente impegnati a trovare soluzioni che garantiscano il più possibile il mantenimento della funzionalità dei servizi e dell'efficacia complessiva dell'attività didattica».

I dirigenti firmatari del documento
Questi i dirigenti scolastici che hanno approvato all'unanimità il documento sottoposto all'attenzione del ministro alla Pubblica istruzione, Gelmini.

Abrescia Giuseppe, S.M.S. Leonida - Taranto;
Alfonso Maria, 2° Circolo Marconi - Laterza;
Anzolin Preneste, 1°Cir. Giovanni XXIII -Palagiano;
Aquaro Carmela, 10° Circ. Lorenzini - Taranto;
Battafarano Marcella, S.M.S. Manzoni - Massafra;
Bucci Loredana, 1° Circ. Renato Moro - Taranto;
Capobianco Patrizia, S.M.S. Andria - Massafra;
Caroli Anna Aus., 2° Circ. Pascoli - Massafra;
Cavallo Elena, I.C. Giannone - Pulsano;
Cernò Antonio, I.C. Martellotta - Taranto;
Clemente Anna C., S.M.S. Don Sturzo - Grottaglie;
De Gennaro Carmela, I.C. Acanfora - Taranto;
Di Giuseppe Rossella, S. M. S. Aosta -Martina Fr.;
Di Lauro Patrizia, 3° Circ. Don Bosco + regg. 2° Circ. S. Elia - Taranto;
Facilla Giovanna, I. C. Pascoli - San Giorgio J.;
Fornaro Antonio, I.C. Da Vinci - Monteiasi;
Gentili Rosmunda, I. C. Salvemini - Taranto;
Iannelli Ida, 24° Circ. Tramontone - Talsano;
Lopane Francesco, 1° Circ. Diaz - Laterza;
Loparco Angela, I.C. Battaglini - Martina Fr.;
Ludovico Antonio, I.C. Surico - Castellaneta;
Matichecchia Cherubina, I.C. Alfieri - Taranto;
Pedone Piermario, 23° Circ. R. Carrieri - Taranto;
Pepe Antonio, S.M.S. Bettolo - Taranto;
Piazzolla Luigi, 7° Circ. Giusti - Taranto
Presta Michelina, I.C. Moro - Carosino;
Romandini Massimo, S.M.S. Colombo - Taranto;
Romano Vilma, 3° Circ. XXV Luglio -Taranto;
Rossetti Ruggera, 11° Circ. Vico - Taranto;
Russo Rossi Salvatore, I. C. Galilei - Taranto;
Sannelli Pasqua, S.M.S. Dante Alighieri - Laterza;
Sgobbio Anna, Sc. Elem. Mancini - Crispiano;
Sportilli Vincenzo, 2° Circ. Don Bosco - Manduria;
Statile Maria Ter., S.M.S. Da Vinci - Statte;
Stifanelli Sabrina, 2° Circ. Gigante - Sava;
Sturino Anna, S.M.S. Severi - Crispiano;
Tempesta Danila, S.M.S. Giovinazzi - Castellaneta.

venerdì 16 ottobre 2009

Documento di adesione allo sciopero generale dei sindacati di base e convocazione di un assemblea nazionale dei precari autonoma ed autorganizzata


Il coordinamento precari scuola aderisce allo sciopero nazionale del 23 ottobre condividendone i punti fondamentali di piattaforma ed invita tutti i precari della scuola ed i movimenti di studenti, genitori e lavoratori della conoscenza alla costruzione di uno spezzone unitario all’interno della manifestazione che partirà da piazza della repubblica alle ore 10,00.

In continuità con le iniziative sviluppate sino al 3 ottobre il coordinamento dei precari ha deciso di riconvocarsi per un assemblea nazionale aperta a tutti i movimenti dei precari della scuola che si terrà il 23 ottobre alle ore 14,30 in via galilei 57. (zona san giovanni-piazza vittorio). L’obiettivo dell’assemblea è quello di rilanciare un percorso unitario di mobilitazioni sul tema dell’istruzione e sulle prospettive di lotta contro i tagli e le controriforme che hanno investito l’intero mondo della scuola. Proprio in questa direzione si è mosso il tentativo di costruire un assemblea unica ed autorganizzata includente anche quelle componenti del movimento che sono legate ai sindacati di base e che non fanno direttamente riferimento al cps nazionale. Visto che da giorni circola la convocazione di un assemblea organizzata dai cobas della scuola e data l’impossibilità di raggiungere l’obiettivo di indire un assemblea unitaria ed autonoma da ogni sigla sindacale e partito abbiamo deciso di dare seguito alla convocazione dell’assemblea che già avevamo deciso di indire dopo la manifestazione del 3 ottobre. Indipendentemente da ciò auspichiamo una ricomposizione nella mobilitazione di tutte le tendenze sindacali che vogliono genuinamente sostenere la nostra lotta.

Coordinamento Precari Scuola

lunedì 12 ottobre 2009

Comunicato Ufficiale sulla manifestazione nazionale del CPS del 3 Ottobre


Si è svolta il 3 ottobre scorso la più grande manifestazione nazionale del personale precario della scuola. Decine di migliaia di docenti ed Ata precari hanno sfilato per le strade di Roma dietro le bandiere viola e gli striscioni del Coordinamento nazionale Precari della Scuola (CPS). Tantissime le adesioni di partiti e sindacati, contro la politica scolastica del governo.
Grande risalto ha ottenuto l'intervento della rappresentante del CPS dal palco allestito in piazza del popolo dalla contemporanea manifestazione della Fnsi. In sintesi, le richieste sono state: il ritiro dei tagli alla scuola pubblica previsti dalle legge 133 e di tutti i provvedimenti con cui sono stati attuati; il ritiro della legge 169/08 (maestro unico); l'immissione in ruolo dei precari su tutti i posti vacanti; l'abolizione del tetto massimo di un insegnate ogni 2 alunni diversamente abili (l.244/07); il ritiro del ddl aprea; corsi abilitanti per i docenti non abilitati in servizio; le dimissioni immediate del ministro Gelmini.
Nella serata del 3 ottobre, tutti i movimenti dei precari si sono riuniti dinanzi al Miur, in viale Trastevere, dove è stata condotta una assemblea che ha preso le seguenti decisioni:
Adesione del CPS allo sciopero indetto dai Cobas il prossimo 23 ottobre; riconvocazione dell'assemblea plenaria dei comitati dei precari della scuola proprio il 23 ottobre prossimo.
E' stato anche definito un calendario di massima delle prossime iniziative del CPS, di cui si discuterà in assemblea con i colleghi provenienti da tutta Italia.


giovedì 24 settembre 2009

Comunicato CPS percorso 3 Ottobre


Il Coordinamento Precari Scuola conferma la manifestazione del 3 ottobre.

Il percorso e' stato democraticamente deliberato dai Comitati locali e
dalle associazioni che ne fanno parte che si sono espresse in data
odierna.

Il percorso partirà alle ore 14.30 da Piazza della Repubblica (Roma) e
passerà in Piazza del Popolo dove una delegazione di insegnanti
precari sarà chiamata a parlare sul palco della manifestazione in
difesa della libertà di stampa.

Il COORDINAMENTO PRECARI SCUOLA RIPRENDERA' IL CORTEO VERSO
VIALE TRASTEVERE, DOVE CONCLUDERA' LA MANIFESTAZIONE IN DIFESA DELLA SCUOLA.


Distinti Saluti
COORDINAMENTO PRECARI SCUOLA (C.P.S.)

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IL COORDINAMENTO PRECARI SCUOLA (C.P.S.) E’ COSTITUITO DA:

Associazione Docenti Precari Non Abilitati: Grazia Bovio
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CIPNA: Domenico Aprile domenico.aprile@libero.it
Comitato Precari Ancona e Fabriano: Luca Costantini luca.cost@alice.it
Comitato Precari Cagliari: Gisa Dessì comitatoprecaricagliari@gmail.com

Coordinamento Precari Cosenza: Roberto Gabriele Mele roberto.gabriele.mel@alice.it
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Coordinamento Lavoratori della scuola 3 ottobre Milano: coordinamento3ottobre@gmail.com
Coordinamento Molisano lavoratori precari della Scuola: precariscuola.molise@gmail.com
Coordinamento Precari Napoli: Antonella Vaccaro precarinapoli@libero.it
Coordinamento Precari Scuola Ancona: Tiziana D'Amico tiziana1979@gmail.com
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Coordinamento Precari Scuola Torino: Elisabetta Primavera eprimavera@alice.it
Coordinamento Scuola Mantova: Ilenia Argento
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Forum Precari Scuola sez. Palermo: Maria Pia Labita labita0@gmail.com
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Movimento Insegnanti Precari Roma: movimentoinsegnantiprecari@gmail.com
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Rete Organizzata Docenti e ATA Precari del Veneto: Manuel Cecchinato manuel.posadas@libero.it
Rete precari scuola Agrigento: Emma Giannì reteprecariscuolaag@libero.it
Rete Precari Livorno: Marco Marmeggi stil1@hotmail.com
Rete Precari Terni: Daniela Ricci da.ricci@tiscali.it


domenica 20 settembre 2009

I precari italiani della scuola sfidano Vespa


Oggetto: I precari italiani della scuola sfidano Vespa (Comunicato Stampa)

Spettabile redazione di Porta a Porta,
e per conoscenza alle redazioni giornalistiche italiane.

Il segretario del PD Franceschini propone che la Rai, per ottemperare al suo ruolo di servizio pubblico, dedichi una puntata ai problemi della scuola facendo parlare i lavoratori precari che operano nel settore della Pubblica Istruzione.

http://www.unita.it/news/italia/88526/franceschini_su_porta_a_porta_perch_non_dare_lo_stesso_tempo_ai_precari (oppure http://tinyurl.com/precari-2porta)

Chiediamo che uno o più precari, individuati dal Coordinamento Precari Scuola, siano invitati ad una vostra prossima trasmissione accettando qualsiasi tipo di contradditorio sul tema del precariato scolastico e della qualità della scuola.

Certi della vostra indipendenza dalle pressioni politiche, della vostra correttezza, della necessità giornalistica di dare voce e visibilità alla parte più debole della società, restiamo in attesa di un vostro invito.

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Comunicato Stampa CPS sulla manifestazione FNSI


Il Coordinamento Precari Scuola smentisce la notizia secondo la quale lo spostamento della manifestazione del 3 ottobre è stato concordato con il Coordinamento stesso. Precisa che ha appreso la notizia di tale spostamento soltanto dagli organi di stampa e, in riferimento al comunicato della FNSI (che afferma che lo spostamento al 3 ottobre è stato concordato con tutte le organizzazioni aderenti), il Coordinamento Precari Scuola precisa di non essere stato interpellato. Poiché la data scelta dalla FNSI coincide con quella della manifestazione già indetta dal precariato della scuola, il Coordinamento ha incontrato la FNSI per chiedere di individuare una soluzione che consentisse di evitare la sovrapposizione di due iniziative così importanti. Tuttavia la FNSI ha deciso di mantenere la data del 3 ottobre rendendo così difficoltosa l’organizzazione e la riuscita di una iniziativa volta alla difesa del lavoro e di una scuola di qualità. Malgrado ciò il Coordinamento sta cercando soluzioni in grado di consentire il buon esito di due mobilitazioni che investono aspetti fondamentali della società civile.

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mercoledì 16 settembre 2009

Comunicato ufficiale CPS manifestazione nazionale 3 Ottobre

TUTTI ALLA MANIFESTAZIONE NAZIONALE DELLA SCUOLA!


In questi giorni abbiamo tutti davanti agli occhi gli effetti devastanti del piano di tagli, messo in atto dal ministro Gelmini: 57.000 posti in meno soltanto per l’anno 2009-10, che arriveranno a più di 150.000 entro i prossimi due anni.

Come vengono realizzati principalmente questi tagli?

o Introduzione del Maestro Unico ed eliminazione delle compresenze e del modulo.

o Aumento del numero degli alunni per classe, che spesso giungono ad essere più di 30.

o Obbligo del completamento a 18 ore di lezione e conseguente eliminazione delle ore a disposizione. L’assegnazione delle classi non viene più fatta in base a criteri di coerenza disciplinare, ma con l’unico obiettivo di riempire il monte ore settimanale del docente.

o Aumento dell’orario di lavoro per il personale docente (straordinari imposti, con cattedre che a volte giungono a 24 ore, spesso accettate per incrementare uno stipendio tra i più bassi d’Europa!)

o Riduzione dell’orario di alcune materie (per esempio, due ore in meno di italiano alle medie, trasformata in una non meglio specificata ora di “approfondimento”).

o Tagli agli organici del personale ATA e di sostegno!


E’ evidente che questo piano, privo di qualsiasi giustificazione pedagogica, è determinato da scelte di bilancio, da una concezione servile e strumentale dell’istruzione e da una deliberata volontà di smantellamento della scuola pubblica e democratica in Italia. Esso quindi danneggia la nostra dignità professionale, la qualità dell’offerta formativa e compromette seriamente due fondamentali principi della Costituzione italiana: il diritto al lavoro (art. 1) e il diritto di ciascun cittadino ad un’istruzione pubblica di qualità (artt. 9, 33, 34).


Il governo pretende di tamponare questa situazione con i contratti di disponibilità, denominati ipocritamente “salvaprecari”! Si tratta in realtà di un semplice contentino che mortifica la nostra professionalità, declassandoci a docenti di serie B, disponibili a qualsiasi tipo di chiamata e mansione, frammentati al nostro interno. I contratti di disponibilità pertanto spaccano la categoria docente e rappresentano un primo tentativo di regionalizzare il rapporto di lavoro nella scuola. E’ bene ricordare che di fronte a questa politica di tagli alla scuola pubblica si incrementa il finanziamento dello stato alla scuola privata.


Tutto questo denuncia la totale assenza di un’idea di scuola come fondamentate ed irrinunciabile luogo di costruzione della democrazia, della cittadinanza, dell’integrazione, dell’inclusione sociale e culturale.


PER OPPORCI A QUESTO PROGETTO DEVASTANTE

IL COORDINAMENTO DEI PRECARI DELLA SCUOLA C.P.S. INDICE UNA


MANIFESTAZIONE A ROMA IL 3 OTTOBRE,

ALLE ORE 15,00.


CHIEDIAMO:

1- DIMISSIONI IMMEDIATE DEL MINISTRO GELMINI.

2- IL RITIRO DEI TAGLI ALLA SCUOLA PUBBLICA PREVISTI DALLE LEGGE 133 E DI TUTTI I PROVVEDIMENTI CON CUI SONO STATI ATTUATI.

3- RITIRO DELLA LEGGE 169/08 (MAESTRO UNICO)

4- IMMISSIONE IN RUOLO DEI PRECARI SU TUTTI I POSTI VACANTI.

5- ABOLIZIONE DEL TETTO MASSIMO DI UN INSEGNATE OGNI 2 ALUNNI DIVERSAMENTE ABILI (L.244/07)

6- RITIRO DEL PDL APREA.

7- CORSI ABILITANTI PER I DOCENTI NON ABILITATI IN SERVIZIO.



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Coordinamento Precari Scuola Torino: Elisabetta Primavera eprimavera@alice.it
Coordinamento Scuola Mantova: Ilenia Argento i.condorcet@hotmail.it
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Rete Docenti Precari Marche: Melanie Segal melaniesegal@libero.it
Rete dei precari della scuola di Pisa: Daniele Ippolito precariscuola.pisa@gmail.com
Rete Organizzata Docenti e ATA Precari del Veneto: Manuel Cecchinato manuel.posadas@libero.it
Rete precari scuola Agrigento: Emma Giannì reteprecariscuolaag@libero.it
Rete Precari Livorno: Marco Marmeggi stil1@hotmail.com
Rete Precari Terni: Daniela Ricci da.ricci@tiscali.it


martedì 15 settembre 2009

Rassegna stampa sul CPS (15 Settembre)


Interessante analisi del Manifesto sul movimento dei precari CPS
http://rstampa.pubblica.istruzione.it/utility/imgrs.asp?numart=NE3M2&numpag=1&tipcod=0&tipimm=1&defimm=0&tipnav=1

Dino Bruno, del coordinamento romano, spiega la protesta nella tendopoli davanti al MIUR
http://rstampa.pubblica.istruzione.it/utility/imgrs.asp?numart=NE284&numpag=1&tipcod=0&tipimm=1&defimm=0&tipnav=1

Dichiarazioni al Manifesto di Antonella-Manimani
http://rstampa.pubblica.istruzione.it/utility/imgrs.asp?numart=NE3CW&numpag=1&tipcod=0&tipimm=1&defimm=0&tipnav=1

Dichiarazioni di Edmondo Febbrari del CPS Ravenna che ha contestato i sindacati firmatari dei contratti di disponibilità
http://corrieredibologna.corriere.it/bologna/notizie/cronaca/2009/14-settembre-2009/scuola-si-spacca-fronte-protesta-precari-contro-sindacati-fate-solo-passerella-1601767210940.shtml

Dichiarazioni della rappresentante CPS Frosinone Francesca Bucciarelli sul Tempo di Frosinone
http://rstampa.pubblica.istruzione.it/utility/imgrs.asp?numart=NE7TA&numpag=1&tipcod=0&tipimm=1&defimm=0&tipnav=1


sabato 12 settembre 2009

L'Unità sul Coordinamento Precari Scuola


Sull'Unità del 11 Settembre dichiarazioni di Antonella Vaccaro, Monja Marconi e Vincenzo Terracino
http://rstampa.pubblica.istruzione.it/utility/imgrs.asp?numart=NCVLH&numpag=1&tipcod=0&tipimm=1&defimm=0&tipnav=1
Sull'Unità del 12 Settembre dichiarazioni di Antonella Trupia, Francesco Cori, Manuela
http://rstampa.pubblica.istruzione.it/utility/imgrs.asp?numart=ND8XK&numpag=1&tipcod=0&tipimm=1&defimm=0&tipnav=1
CPS in pillole
http://rstampa.pubblica.istruzione.it/utility/imgrs.asp?numart=ND8YE&numpag=1&tipcod=0&tipimm=1&defimm=0&tipnav=1
Su Repubblica Roma No Gelmini Night
http://rstampa.pubblica.istruzione.it/utility/imgrs.asp?numart=ND9GY&numpag=1&tipcod=0&tipimm=1&defimm=0&tipnav=1


mercoledì 2 settembre 2009

Rassegna video e stampa delle proteste dei precari (1 Settembre)


Rai1 13,30
La7
Rai3 ore 19
Alcuni articoli
Unità
Il Messaggero
Il Manifesto
Il Giorno
Rainews24


giovedì 27 agosto 2009

URGENTE: A TUTTI I LAVORATORI PRECARI DELLA SCUOLA

Le proteste spontanee aumentano. Il Coordinamento Precari Scuola (CPS) vi invita a mettervi in contatto con la realtà a voi più vicina o a costituire un nuovo gruppo nella vostra città per coordinarci nelle mobilitazioni.
Il CPS comunica anche attraverso una Mailing List in cui 2 referenti a comitato si occupano essenzialmente di fare da tramite tra il proprio gruppo e gli altri.
Questa ML ristretta ha il solo scopo di stilare volantini e documenti, coordinare le varie iniziative sul territorio nazionale e discutere le proposte avanzate a livello locale dai singoli comitati.
Qualsiasi comitato di nuova costituzione che desideri coordinarsi può richiedere di entrare a far parte del CPS e della ML di organizzazione.
Le rivendicazioni del CPS sono quelle espresse dal sit-in del 15 luglio e ribadite nell'Assemblea Nazionale dello stesso giorno. Le trovate anche sul blog del CPS.


Di seguito i contatti:

COORDINAMENTO PRECARI SCUOLA (C.P.S.)

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Associazione Docenti Precari Non Abilitati: Grazia Bovio grhazi@virgilio.it
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Comitato Precari Liguri: Paolo Fasce paolo@fasce.it
Comitato Precari Roma: Giovanna Mazzullo giomazzullo@gmail.com
Comitato Precari Scuola Ravenna: Edmondo Febbrari eddiefebbrari@hotmail.com
Coordinamento Lavoratori della scuola 3 ottobre Milano: coordinamento3ottobre@gmail.com
Coordinamento Molisano lavoratori precari della Scuola: precariscuola.molise@gmail.com
Coordinamento Precari Napoli: Antonella Vaccaro precarinapoli@libero.it
Coordinamento Precari Scuola Avellino: Luigi D'Onofrio ldonofri@alice.it
Coordinamento Precari Scuola Friuli Venezia Giulia: Alessandro Sfrecola coord_istruzione@yahoo.it
Coordinamento Scuola Mantova: Ilenia Argento i.condorcet@hotmail.it
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martedì 25 agosto 2009

Comunicato CPS sui contratti di disponibilità

Il Coordinamento Precari Scuola, organizzatore della manifestazione del 15 luglio in P.zza Montecitorio, ritiene assolutamente insufficiente la proposta elaborata dal Governo d’istituire, tramite accordi specifici con le singole regioni e con le forze sindacali, i cosiddetti contratti di disponibilità.

Le motivazioni della nostra contrarietà si concentrano essenzialmente su quattro punti:

1) Siamo contrari ad una situazione nella quale, in base alle singole scelte delle regioni ed ai fondi che queste ultime decidono di investire per finanziare i suddetti contratti dipende il futuro lavorativo degli insegnanti ed ATA e la loro possibilità di lavorare o di percepire un reddito nel periodo di disoccupazione.

2) Da questi contratti verrebbero completamente tagliati fuori tutti coloro che, o per scelta o per necessità, hanno lavorato per uno o più anni nella scuola tramite le supplenze d’istituto e che ora si vedranno completamente tagliati fuori sia dalla possibilità di lavorare che dai sussidi che verrebbero erogati dalle regioni.

3) Da questi contratti è tagliato fuori tutto il personale ATA.

4) Non comprendiamo le ragioni per cui, invece di assumere a tempo indeterminato i lavoratori che quotidianamente operano nella scuola, garantendo una migliore qualità dell’istruzione e una continuità didattica per gli studenti, il Governo prima taglia miliardi di euro dalla Scuola Pubblica Statale per poi far pagare alle regioni uno stipendio mentre quello stesso lavoratore avrebbe potuto rispondere meglio al bisogno complessivo d´istruzione se avesse lavorato per tutto l´anno su quel posto che si era liberato.

Siamo assolutamente consapevoli della necessità, per la maggior parte dei nostri colleghi, di sopperire alla pesante ondata di licenziamenti nella scuola attraverso sostegni al reddito, ma siamo ugualmente convinti del fatto che la priorità per tutti noi è quella di lavorare nel contesto migliore possibile.

Per questi motivi ribadiamo con forza la centralità delle nostre richieste:

-) ritiro dei tagli di cui è stata oggetto la Scuola Pubblica Statale;

-) assunzione a tempo indeterminato sui tutti i posti vacanti e disponibili;

-) Aumento dei finanziamenti per la scuola pubblica e statale.

Coordinamento Precari Scuola (C.P.S.)

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Associazione Docenti Precari Non Abilitati: Grazia Bovio
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Comitato Precari Ancona e Fabriano: Luca Costantini luca.cost@alice.it
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Coordinamento Precari Cosenza: Roberto Gabriele Mele roberto.gabriele.mel@alice.it
Comitato Precari Liguri: Paolo Fasce paolo@fasce.it
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sabato 8 agosto 2009

Il CPS chiede alle OOSS di sostenere la piattaforma territoriale del coordinamento molisano

A tutte le OOSS nazionali
A tutte le OOSS molisane

Il Coordinamento Nazionale Precari Scuola dichiara ufficialmente di essere rappresentato, nella Regione Molise, dal Coordinamento Molisano Precari Scuola.
Il Coordinamento Nazionale Precari Scuola sollecita le OOSS a sostenere al tavolo istituzionale, concordato con l'assessore regionale all'istruzione nell'incontro del 6 Agosto, la piattaforma territoriale del coordinamento, contenente i seguenti punti:
- derogare alla norma che ha imposto la formazione di numerose pluriclassi nei comuni interni anche in presenza di 16-18 alunni;
-evitare la soppressione del tempo prolungato in classi ordinarie e nelle pluriclassi;
-scongiurare la soppressione di classi nelle scuole superiori delle zone decentrate, anche in presenza di un numero significativo di alunni;
-adottare interventi programmati e specifici che garantiscano la sopravvivenza di scuole nei comuni molisani secondo regole e criteri obiettivi e condivisi
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venerdì 7 agosto 2009

Comunicato stampa del coordinamento precari scuola sugli effetti del sit-in del 15 luglio

Nonostante il vergognoso numero di immissioni in ruolo predisposto dal Governo che si dimostra totalmente insufficiente a rispondere alle nostre richieste (assunzione a tempo indeterminato su tutti i posti vacanti e disponibili, ritiro di tutti i tagli, ritiro totale del pdl Aprea), il sit-in del 15 luglio, almeno per il momento, un risultato immediato l’ha ottenuto. Lo slittamento della discussione parlamentare sul PDL Aprea. Come coordinamento precari della scuola riteniamo inammissibile la possibilità di discutere su un progetto di legge che scaturisce interamente da una concezione rigidamente gerarchica e verticistica della scuola al suo interno ed orientata ad una concezione privatistica nei rapporti con l’esterno.
Non è possibile, inoltre, discutere di ogni possibile riforma della scuola se non verranno ritirati tutti i tagli operati dal Governo e se non verranno garantiti i diritti di chi nella scuola ci lavora, a partire dai precari.
Ugualmente insufficiente ci appare il progetto del Governo di introdurre dei contratti di disponibilità, coinvolgendo le regioni, per garantire a coloro che hanno lavorato quest’anno e non lavoreranno il prossimo, un sussidio di disoccupazione a condizione della disponibilità di lavorare ad ogni chiamata. Invece di spendere dei fondi pubblici per sostenere il reddito dell’insegnante che non lavora a causa dei tagli, perché il Governo non assume il medesimo insegnante a tempo indeterminato, ritirando i tagli, garantendo così la continuità didattica ed un numero di alunni per classe adeguato alle esigenze di un paese civile. Sicuro della assoluta legittimità delle proprie rivendicazioni e convinto del fatto che la lotta per la difesa dei propri diritti e per un rilancio della scuola pubblica è l’unico strumento che realmente paga, il coordinamento precari della scuola porterà avanti la mobilitazione sino al raggiungimento integrale dei propri obiettivi.

Coordinamento Precari Scuola (C.P.S.)
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giovedì 6 agosto 2009

IL GOVERNO REGALA SOLDI ALLA MAFIA E PRENDE PER I FONDELLI I PRECARI DELLA SCUOLA

Sono usciti i contingenti per le immissioni in ruolo, numeri veramente da fame, 8.000 docenti ed 8.000 ATA a fronte di circa 140.000 incarichi annuali e 300.000 iscritti in graduatoria. Ridicola la percentuale delle assunzioni rispetto al numero di cattedre vacanti (eccetto sostegno e scuola dell'infanzia), si parla del 10%, in molti casi anche molto meno. Delle 150.000 assunzioni previste dalla legge Finanziaria del 2006, ad oggi sono stati assunti 75.000 insegnanti e gli 8.000 previsti per le prossime settimane lasciano un vuoto di 67.000 assunzioni nel triennio che si conclude. La Gelmini dimostra tutta la sua falsità ed il suo cinismo; è stata messa al ministero senza avere alcuna competenza e capacità con un compito ben preciso: distruggere la scuola pubblica e mandare sul lastrico migliaia di famiglie. Le sue riforme non hanno nulla di valido dal punto di vista pedagogico, servono solo a giustificare i tagli del vero ministro dell'Istruzione, Tremonti, che non ha nessun interesse alla qualità della scuola pubblica visto che un popolo ignorante è più facile da tenere sotto controllo da parte dei poteri forti. Eppure i soldi per assumere ci sarebbero: il governo ha appena stanziato miliardi di euro per l'inutile e costoso Ponte sullo Stretto, e si parla di una nuova Cassa del Mezzogiorno: la mafia ringrazia, mentre i precari della scuola sono alla disperazione. Ridicole le proposte del ministro di ammortizzatori sociali per i precari che non verranno mai realizzate visto che servono a tenere buoni i colleghi più ingenui che non hanno ancora capito l'olocausto a cui verranno destinati: a settembre molti precari, oltre a non avere ottenuto l'immissione in ruolo, si troveranno senza lavoro.
Il Coordinamento Precari Scuola invita alla mobilitazione tutto il popolo della scuola, docenti, genitori e studenti per dare vita ad un autunno non caldo, ma rovente !!!

Coordinamento Precari Scuola (C.P.S.)
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mercoledì 5 agosto 2009

Il CPS aderisce al sit-in indetto dai sindacati siciliani

Il Coordinamento Nazionale Precari Scuola (C.P.S.) aderisce ai sit-in indetto da FLC-CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola e SNALS per il giorno 5 agosto 2009, dalle ore 10,00 alle ore 13,00, davanti le Prefetture siciliane, per protestare contro i pesantissimi tagli inferti agli organici della Scuola Pubblica Statale Italiana di ogni ordine e grado.

Il Coordinamento Nazionale Precari Scuola (C.P.S.), nel condividere e sostenere pienamente e totalmente la protesta del prossimo 5 agosto e forte dell'importante impatto mediatico ottenuto con il sit-in del 15 luglio 2009 a Montecitorio in Roma, indetto su questo e su altri urgenti temi riguardanti la Scuola (assunzione a T.I. dei precari su tutti i posti liberi e disponibili, ritiro ddl Aprea), ricorda ed intende rimarcare con fermezza che si trova in primissima linea nella lotta contro lo scellerato piano del Governo Berlusconi finallizzato allo smantellamento e alla svendita della Scuola Pubblica Statale Italiana.

Coordinamento Nazionale Precari Scuola (C.P.S.)

martedì 21 luglio 2009

COMUNICATO STAMPA: Nasce il Coordinamento Precari Scuola.

Grande successo della manifestazione nazionale dei precari della
scuola.

Nasce il Coordinamento Precari Scuola.


Il comitato promotore esprime soddisfazione per la riuscita del sit-in
del 15 luglio in piazza Montecitorio, in cui un migliaio di persone da
tutta Italia (da Palermo a Taranto, da Roma a Milano, da Napoli a
Ravenna, da Venezia a Genova) hanno partecipato chiedendo il ritiro dei
tagli alla scuola, disposto dalla legge 133 del 2008, l'assunzione a
tempo indeterminato di tutti i lavoratori precari su posti vacanti, il
ritiro del disegno di legge Aprea di riforma del sistema d'istruzione
pubblica. Alla manifestazione sono intervenuti esponenti politici
dell'opposizione (Antonio Di Pietro di Idv, Paolo Ferrero del Prc,
Gennaro Migliore di Sinistra e Libertà, Flavia D'Angeli di Sinistra
Critica, Dario Franceschini, Giuseppe Fioroni e Maria Coscia del Pd), Mimmo
Pantaleo della FLCGIL,
Rino di Meglio della Gilda degli insegnanti ed una delegazione della CISL
Scuola.
I presenti si sono confrontati sui tre punti di piattaforma proposti dai
precari della scuola.


Una delegazione di otto persone, rappresentativi dei comitati
autorganizzati di precari della scuola del Nord, del Centro e del Sud
Italia, è stata ricevuta dalla commissione cultura del Parlamento,
presenti esponenti del Partito Democratico e la presidente della
commissione Valentina Aprea. La delegazione ha esposto la piattaforma
rivendicativa, cui ha riposto brevemente l'On. Aprea, sostenendo un
piano di immissioni in ruolo di ventimila persone nel prossimo anno
scolastico e l'intenzione di stabilizzare i precari abilitati e non
abilitati con anni di servizio.
L'On. Aprea ha inoltre ribadito che il suo disegno di
legge è stato modificato nella parte riguardante la trasformazione
delle scuole in fondazioni. A giudizio dei precari le immissioni in
ruolo previste sono assolutamente insufficienti, non coprendo neanche i
pensionamenti, e le promesse circa l'esaurimento delle graduatorie e
l'assunzione dei precari sono impossibili da attuare di fronte alla
consistente riduzione del finanziamento per l'istruzione pubblica. Su
questo punto la Aprea non ha saputo dare alcuna risposta, scaricando le
responsabilità sul Ministero delle Finanze.

La presidente Aprea ha comunque ribadito che le nuove modalità di
reclutamento riguarderanno solo i nuovi accessi all'insegnamento, che
le graduatorie ad esaurimento non saranno eliminate e che i diritti
acquisiti dai docenti che vi sono inseriti saranno salvaguardati.

Nel pomeriggio si è riunita l'assemblea nazionale dei precari della
scuola, in cui si è costituito il Coordinamento Precari Scuola, che
unifica tutte le esperienze di autorganizzazione dei precari
sviluppatesi nel corso dell'ultimo anno scolastico. Durante l'assemblea
si è discussa la proposta governative dei contratti di disponibilità,
che è stata giudicata negativamente, in quanto va nella direzione
opposta a quella auspicata da tutti i precari, cioè l'assunzione a
tempo indeterminato sui posti vacanti. L'assemblea ha deciso di lanciare per
settembre lo stato di agitazione in tutta Italia e indire le seguenti
iniziative e mobilitazioni

-) volantinaggi in occasione delle convocazioni dei precari per le
assegnazioni del prossimo anno scolastico.
-) Assemblee, riunioni ed incontri dei precari in tutte le realtà locali
-) presidi presso gli uffici scolastici provinciali dalla prima
settimana di settembre;
-) Azioni a sorpresa di protesta ad inizio anno scolastico

L'assemblea si è dichiarata disponibile a preparare con altri soggetti
in mobilitazione nella scuola una manifestazione nazionale nel mese di
ottobre.

Il Coordinamento Precari Scuola convoca un incontro seminariale per
approfondire le strategie di mobilitazione e i contenuti programmatici
da tenersi a Napoli nel mese di settembre.

Il Coordinamento Precari Scuola

Forum ufficiale
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Per contatti:
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Il Coordinamento Precari Scuola raccoglie i promotori della
manifestazione del 15 luglio e, a breve, anche altre organizzazioni
attive sul territorio.

Comitato Precari Catania: Antonio Giuseppe Condorelli
agcondorelli@yahoo.it
Comitato Precari Liguri: Paolo Fasce paolo@fasce.it
Comitato Precari Roma: Giovanna Mazzullo giomazzullo@gmail.com
Comitato Precari Scuola Ravenna: Edmondo Febbrari
eddiefebbrari@hotmail.com
Coordinamento Lavoratori della scuola 3 ottobre Milano:
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Coordinamento Precari Napoli: Antonella Vaccaro precarinapoli@libero.it
Coordinamento Scuola Mantova: Ilenia Argentoi.condorcet@hotmail.it
Forum Precari Scuola sez. Palermo: Maria Pia Labita labita0@gmail.com
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Rete Docenti Precari Bari: Antonino Buonamico amicanto@yahoo.it
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Rete dei Precari della Scuola di Pisa: Daniele Ippolito
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Intervista Tecnica della Scuola sul sit-in del 15 Luglio


Precari: nasce il Coordinamento nazionale

di R.P.

La decisione presa dall'assemblea svoltasi al termine della manifestazione dello scorso 15 luglio. Ne parliamo con Brunello Arborio, uno dei promotori dell'iniziativa.

Il buon successo della manifestazione promossa dalla Rete nazionale dei precari sta facendo fare passi in avanti anche alla organizzazione del “movimento dei precari”
Ne parliamo con Brunello Arborio, animatore del Forum PrecariScuola, uno dei più attivi nel Web.

Subito dopo il sit-in si è riunita l'assemblea nazionale dei precari della scuola, in cui si è costituito il Coordinamento Precari Scuola che unifica tutte le esperienze di autorganizzazione dei precari sviluppatesi nel corso dell'ultimo anno scolastico. L'assemblea ha deciso di indire le seguenti mobilitazioni:
1) presidi presso gli uffici scolastici provinciali dalla prima settimana di settembre;
2) volantinaggi in occasione delle convocazioni dei precari per le assegnazioni del prossimo anno scolastico.
Siamo inoltre disponibili a preparare con altri soggetti in mobilitazione nella scuola una manifestazione nazionale nel mese di ottobre.

Torniamo alla manifestazione: siete soddisfatti del risultato ?
La manifestazione è stato un grande successo, visto che ha registrato la presenza di precari provenienti da tutta Italia, per citare solo alcune province erano presenti precari provenienti da Roma, Milano, Napoli, Genova, Palermo, Venezia, Bari, Catania, Ravenna, Taranto, Perugia, Terni. L'unica delusione è il modo in cui i mass media hanno parlato del sit-in: pochi hanno ricordato che la manifestazione è stata completamente autorganizzata dai precari.

A dire il vero, però, i partecipanti non erano propriamente migliaia, vi aspettavate una partecipazione maggiore ?
La partecipazione era quella che ci aspettavamo vista la data: qualcuno era ancora impegnato con gli esami di Stato, qualcun altro era già partito per le vacanze, ma il vero problema è un altro: molti colleghi sono rimasti a casa perchè ancora non si sono resi conto che il prossimo anno non lavoreranno più !

L'anno scorso la stessa manifestazione era passata quasi inosservata, questa volta siete finiti persino sui TG nazionali in prima serata. Merito vostro o dell'adesione dei sindacati e dei partiti di opposizone ?
Merito di tutti, vorrei precisare che l'anno scorso la manifestazione ebbe meno rilievo perchè fu organizzata in poco tempo visto che il governo fece il colpo di mano di approvare la Finanziaria a fine Luglio tentando di evitare le proteste.
Indubbiamente la presenza di politici e sindacalisti ha aumentato la visibilità del sit-in, ma la nostra voce e le nostre richieste sono state un po' oscurate dallo spazio riservato dai mass media ai rappresentanti istituzionali: i precari non chiedono gli ammortizzatori sociali ma un posto di lavoro stabile per contribuire a creare una scuola statale adeguata alle richieste di genitori e studenti.

Ma voi pensate davvero che bastino alcune centinaia di precari davanti a Montecitorio per ottenere assunzioni e rientro dei tagli ?
Noi abbiamo iniziato una lotta che siamo disposti a portare avanti in tutti i modi senza arrenderci, i grandi numeri arriveranno: abbiamo dalla nostra la forza della ragione e degli argomenti, visto che il governo intende infliggere un colpo mortale al funzionamento della scuola statale per favorire le scuole private. Una scelta che aumenterà il divario sociale tra ricchi e poveri oltre a danneggiare un paese che per superare la crisi ha bisogno di una scuola di qualità.

17/07/2009

Verbale assemblea nazionale precari 15 Luglio

Il pomeriggio del 15 luglio, dopo il sit in a Montecitorio, i precari si sono riuniti in assemblea.

L’assemblea è stata particolarmente partecipata, erano presenti tutte le delegazioni dei comitati promotori del sit, e altre associazioni e coordinamenti di precari che hanno fatto richiesta di unirsi a noi per le future iniziative e manifestazioni. ( Coordinamento precari Fabriano, MIDA precari non abilitati).Presente anche la componente genitori

Il tavolo della presidenza, costituito dai delegati ricevuti dalla VII Commissione Cultura, ha fatto un resoconto più dettagliato dell’incontro con l’Onorevole Valentina Aprea. ( report incontro a parte)

Una lunga e approfondita analisi è stata fatta sulla riuscita del sit. I coordinamenti tutti esprimono soddisfazione soprattutto x la copertura mediatica ma ritengono indispensabile continuare la mobilitazione coinvolgendo un numero sempre crescente di precari

Si sono succeduti gi interventi di esponenti dei vari comitati, ognuno dei quali ha fatto proposte per le future mobilitazioni e che troverete sintetizzate alla fine.

Durante l’assemblea si è discussa, ampiamente, la proposta governativa dei contratti di disponibilità giudicata in modo assolutamente negativa considerato che va nella direzione opposta alle nostre richieste.

Con votazione a maggioranza si è costituito il CPS COORDINAMENTO PRECARI SCUOLA che unifica tutte le realtà di precari autorganizzati e assolutamente autonomi.

Il CPS sostituisce la RETE DOCENTI PRECARI

Il forum della RETE diventa il forum del CPS

La necessità di costituire il nuovo coordinamento nasce , non solo dall’incremento delle adesioni, ma anche e soprattutto dalla bandiera che dal 15 luglio in poi ci contraddistingue a scanso di appartenenze.

L assembla ravvisa la necessità di ampliare e rivedere la piattaforma nel mese di settembre

L’ assemblea decide di:

- Uscire con un comunicato stampa che sintetizzi il sit in del 15

- Di continuare ad utilizzare la ML per comunicare conservando un numero di 2 referenti x ogni coordinamento ( decisione unanime con richiesta di non abusare e di evitare il botta e risposta)



L’assemblea , con l’obiettivo di una più massiccia partecipazione, indice:

- Presidi presso gli usp nella prima settimana di settembre

- Volantinaggio in occasione delle convocazioni per il prossimo anno scolastico

- azioni a sorpresa di protesta in apertura anno scolastico

- Il CPS convoca un incontro seminariale per approfondire le strategie di mobilitazione e i contenuti programmatici da tenersi a Napoli nel mese di settembre ( il luogo non è definitivo)



L’assemblea si dichiara disponibile a preparare con altri soggetti in mobilitazione nella scuola una manifestazione nazionale nel mese di ottobre


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Il Coordinamento Precari Scuola raccoglie i promotori della
manifestazione del 15 luglio e, a breve, anche altre organizzazioni
attive sul territorio.

Comitato Precari Catania: Antonio Giuseppe Condorelli
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Report incontro delegazione Coordinamento Precari Scuola con VII Commissione Cultura a Montecitorio in data 15/07/2009

In corsivo il commento della delegazione
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Report incontro delegazione Coordinamento Precari Scuola con VII Commissione Cultura a Montecitorio in data 15/07/2009

La delegazione del Coordinamento Precari Scuola - formata da otto portavoce, scelti su base della provenienza geografica, di tutti i coordinamenti di precari promotori del sit-in davanti Montecitorio del 15 luglio - ha incontrato, mentre l'iniziativa di protesta era i corso, i rappresentanti della VII Commissione Cultura, nelle persone della Presidente On. Valentina Aprea, e di quattro esponenti del PD, Coscia, LaTorre, Ghizzoni, Siragusa.

La delegazione ha portato a conoscenza della Presidente i tre punti programmatici del sit-in di protesta, indetto dal Coordinamento Precari Scuola, organismo nazionale auto-organizzato dei precari della scuola, autonomo da partiti e sindacati:

1. No ai tagli, previsti dalla Legge 133
2. No al PDL Aprea
3. Assunzione a tempo indeterminato di tutti i precari su tutti i posti vacanti e disponibili in organico di diritto e di fatto

La delegazione ha inoltre richiesto che la Presidente e i rappresentanti dell'opposizione si facciano portavoce presso il Governo della richiesta del Coordinamento Precari Scuola di aprire un Tavolo tecnico al fine di definire insieme ai rappresentanti dei precari un piano che arrivi, nel più breve tempo possibile, a realizzare il terzo punto programmatico.

La prima preoccupazione dell'On. Aprea è stata quella di lamentarsi con la delegazione dei presunti slogan lanciati durante il sit-in, offensivi verso la sua persona.
Averle fatto presente che vivere da anni in una condizione di precarietà e rischiare a breve di non lavorare più, può giustificare un certo grado di esasperazione e di rabbia non sembra aver lenito la suscettibilità dell'Onorevole.

A seguire l'Aprea ha annunciato che il progetto di legge che porta il suo nome è in corso di modifica (probabilmente nella parte riguardante la possibilità per le scuole pubbliche di trasformarsi in fondazione) ma ne ha difeso l'impianto complessivo, sostenendo che esso ha lo scopo di trasformare, per ragioni di maggiore efficienza e qualità, il sistema di reclutamento delle future generazioni di insegnanti senza tuttavia toccare i diritti acquisiti dagli insegnanti attuali. Di conseguenza l'On. Aprea ha riferito alla delegazione di “aver proposto la non cancellazione delle attuali graduatorie provinciali” e di volersi impegnare per la “stabilizzazione”
(ha parlato di stabilizzazione e non di assunzione) dei precari della scuola, sia abilitati, sia i non abilitati con vari anni di servizio. Alla nostra domanda su come questo “impegno” si possa conciliare con il piano di tagli predisposto da Gelmini/Tremonti ha risposto che quella è una questione che riguarda il Governo e non lei che è “solo una parlamentare” e che quindi non ha competenze a decidere. Viene spontaneo supporre che anche la sua proposta di “non cancellazione delle graduatorie”, in quanto proposta da “una semplice parlamentare”, rischia di non essere presa in considerazione dal governo. L'Onorevole, incalzata dalla delegazione, non ha dato per altro risposta su tempi e modi in cui intenderebbe concretizzare il suo “impegno per la stabilizzazione”, né ha dato una disponibilità personale sulla nostra richiesta di Tavolo tecnico. Il tempo concesso dall'Onorevole Valentina Aprea alla delegazione è stato molto breve e dopo pochi minuti si è accomiatata “per altri impegni urgenti”.

L'incontro è quindi continuato con le sole Onorevoli rappresentanti del PD, senza più la presenza di alcun rappresentante della maggioranza della VII Commissione Cultura. Le rappresentanti dell'opposizione hanno riferito che, in questo stesso giorno, nell'aula dei Deputati era in corso una votazione su alcune mozioni, presentate dal Partito Democratico proprio sul tema scuola e dai contenuti più favorevoli alle rivendicazioni del Coordinamento, mozioni tutte respinte dal governo, in particolare la richiesta di ripristino delle risorse finanziarie tagliate.

Le rappresentanti del PD si sono anch'esse lamentate per la leggera contestazione fatta dai precari in piazza all'ex Ministro dell'Istruzione del governo Prodi, Fioroni; esse hanno difeso l'operato del precedente governo di centro-sinistra sulla scuola e in particolare dell'ex ministro sostenendo che questi aveva in carica predisposto delle assunzioni poi fermate dal successivo governo di centro-destra e liquidando con un perentorio “sono favole” le consuete critiche, molto facili per altro da sostenere con prove documentate, al Fioroni-ministro per il suo piano di tagli al personale (anche se più modesto di quello della Gelmini) e la sua proposta, molto simile a quella avanzata oggi dall'On. Aprea, di permettere alle scuole pubbliche di trasformarsi in fondazioni.
Che inconsciamente le Onorevoli del PD rimproverino soprattutto ai precari di avere buona memoria?

Le rappresentanti hanno ribadito la piena adesione del Partito Democratico ai tre punti programmatici del sit-in (a cui il Partito ha per altro aderito) salvo sostenere, in linea con le giustificazioni dello stesso governo, che “non ci sono i soldi per le assunzioni” [On. La Torre (?)]. Hanno denunciato l'assoluta chiusura del governo a qualsiasi trattativa e “apertura” alle proposte dell'opposizione sulla scuola e che nel Parlamento non ci sia più alcuno spazio per la discussione sui provvedimenti licenziati dal governo visto che questi li blinda quasi tutti con l'arma della “fiducia”. Anche sull'ultima uscita del governo sul “contratto di disponibilità” per gli insegnanti “tagliati” non c'è, secondo le rappresentanti, in realtà ancora nessuna proposta ufficiale, nulla di scritto. Hanno lamentato anche la scarsa partecipazione/mobilitazione degli ultimi mesi dei precari della scuola.

Il tono generale dell'intervento delle rappresentanti del PD è stato un po' quello dello scarica-barile, pur se alcuni punti sono condivisibili: sul governo che non dialoga, sulla stampa controllata e che non dà spazio neanche al principale partito d'opposizione (persino il quotidiano “La Repubblica”, da sempre filo-centrosinistra, si sarebbe rifiutato di pubblicare un loro articolo sulla scuola), sulle altre opposizioni parlamentari dalla doppia faccia che in piazza appoggiano una cosa e in aula votano l'esatto contrario (riferimento a Di Pietro e l'Italia dei Valori, altro partito che ha dato la propria adesione al sit-in), sui sindacati che non fanno il loro dovere (“a chi lo dice!”) e trattano informalmente con il governo sui famigerati contratti di disponibilità; fino al più clamoroso degli scarica-barile: sui precari stessi che non si “mobiliterebbero abbastanza” per convincere/motivare/giustificare il PD verso un'azione più decisa in difesa dei loro interessi. (“voi precari dovete protestare di più, solo in quel caso noi potremo muoverci e fare qualcosa”). Può il principale partito dell'opposizione avere come unica strategia di azione sulla scuola quella di trovarsi degli alibi al proprio immobilismo?


Anche le rappresentanti del PD si sono mantenute fredde sulla nostra richiesta di Tavolo tecnico, adducendo che “non sarebbe possibile per legge”.

L'incontro tra la delegazione del Coordinamento Precari Scuola e i rappresentanti della VII Commissione Cultura si è concluso dopo circa due ore di colloquio.


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Per contatti:
precariscuola@gmail.com


Il Coordinamento Precari Scuola raccoglie i promotori della
manifestazione del 15 luglio e, a breve, anche altre organizzazioni
attive sul territorio.

Comitato Precari Catania: Antonio Giuseppe Condorelli
agcondorelli@yahoo.it
Comitato Precari Liguri: Paolo Fasce paolo@fasce.it
Comitato Precari Roma: Giovanna Mazzullo giomazzullo@gmail.com
Comitato Precari Scuola Ravenna: Edmondo Febbrari
eddiefebbrari@hotmail.com
Coordinamento Lavoratori della scuola 3 ottobre Milano:
coordinamento3ottobre@gmail.com
Coordinamento Precari Napoli: Antonella Vaccaro precarinapoli@libero.it
Coordinamento Scuola Mantova: Ilenia Argentoi.condorcet@hotmail.it
Forum Precari Scuola sez. Palermo: Maria Pia Labita labita0@gmail.com
Movimento Insegnanti Precari Roma: movimentoinsegnantiprecari@gmail.com
Rete Docenti Precari Marche: Melanie Segal melaniesegal@libero.it
Rete Docenti Precari Bari: Antonino Buonamico amicanto@yahoo.it
Rete Nazionale Precari della Scuola:
http://docentiprecari.forumattivo.com
Rete dei Precari della Scuola di Pisa: Daniele Ippolito
precariscuola.pisa@gmail.com
Rete Organizzata Docenti e ATA Precari del Veneto: Manuel Cecchinato
manuel.posadas@libero.it
Rete Precari Livorno: Marco Marmeggi stil1@hotmail.com
Rete Precari Terni: Daniela Ricci da.ricci@tiscali.it


venerdì 17 luglio 2009

Rassegna video e stampa del sit-in del 15 Luglio





giovedì 25 giugno 2009

COMUNICATO STAMPA

SIT-IN PRECARI DELLA SCUOLA DAVANTI AL PARLAMENTO 15 LUGLIO ORE 10.30

La manifestazione nazionale dei precari della scuola del 15 luglio sta ricevendo ogni giorno sempre più adesioni da parte della società civile, delle organizzazioni politiche di opposizione, di tutto il popolo della scuola.

Come organizzatori siamo soddisfatti che si colga finalmente l'importanza di far sentire la voce di chi nella scuola statale lavora e investe le proprie energie, schierandosi con chiarezza contro i progetti di dismissione, privatizzazione e aziendalizzazione voluti dalla ministra Gelmini e dalla maggioranza che sostiene questo governo.

Crediamo fermamente che la lotta per la difesa della scuola pubblica statale, contro i tagli e il progetto di legge Aprea debba avere un carattere unitario e inclusivo, ma questo non si traduce in una rinuncia rispetto ai contenuti e alle parole d’ordine con cui è stata indetta la manifestazione.

Intendiamo, quindi, richiamare l’attenzione sui punti della piattaforma su cui i comitati autorganizzati dei precari hanno convocato la manifestazione, affinché ogni adesione sia coerente con le nostre rivendicazioni.

1. Chiediamo il ritiro di tutti i tagli (circa 8 miliardi di euro) disposti con la legge 133/2008. La scuola pubblica statale italiana è stata vittima di un pesante ridimensionamento negli ultimi 15 anni, ad opera di governi di centrodestra e centrosinistra indistintamente, a vantaggio delle scuole private e confessionali. Riteniamo che sia necessaria una inversione di tendenza nelle politiche di finanziamento della scuola, e in questo quadro non accettiamo mediazioni al ribasso.

Nell’immediato risulta urgente il ripristino del “modulo” e delle compresenze nella scuola primaria; il riconoscimento del pieno diritto all’integrazione per i ragazzi diversamente abili, senza nessuna riduzione alle ore di sostegno; il rispetto della normativa sulla sicurezza; un’inversione di marcia rispetto all’aumento degli alunni per classe e alla diminuzione del tempo scuola.

2. Chiediamo l'assunzione a tempo indeterminato di tutti i precari della scuola sui posti vacanti e disponibili in organico di fatto e di diritto. Non basta richiamarsi ad equivoche e generiche “stabilizzazioni”. Non basta richiamarsi al programma – mai attuato – del governo Prodi di assunzione di 150 mila insegnanti e 30.000 ATA in tre anni, che tra l’altro avrebbero coperto poco più dei pensionamenti.

Quello che chiediamo è che tutti i precari che lavorano da anni su posti vacanti, con contratti fino al 30 giugno o al 31 agosto, abbiano un contratto a tempo indeterminato.

3. Chiediamo il ritiro del disegno di legge Aprea. Non accetteremo nessuna mediazione su un progetto che comporta la fine della libertà d’insegnamento, garantita dalla Costituzione, in funzione della chiamata diretta da parte dei dirigenti scolastici; la totale aziendalizzazione dell’istruzione, attraverso la trasformazione delle scuole in fondazioni; la gerarchizzazione della classe docente, con l’introduzione di distinte figure professionali, la cui carriera sarebbe costantemente sottoposta alla ricattabilità di dirigenti e finanziatori privati.

Su questi tre punti chiari chiamiamo alla mobilitazione tutte e tutti i precari della scuola, i cittadini e le organizzazioni della società civile che vorranno essere con noi davanti al Parlamento il 15 luglio prossimo a Roma, ed alle iniziative proposte per l'autunno dall'assemblea nazionale dei precari della scuola.

Il movimento non si ferma, la Gelmini non passerà!

Il Comitato Promotore:

Comitato Precari Catania: Antonio Giuseppe Condorelli agcondorelli@yahoo.it
Comitato Precari Liguri: Paolo Fasce paolo@fasce.it
Comitato Precari Roma: Giovanna Mazzullo giomazzullo@gmail.com
Comitato Precari Scuola Ravenna: Edmondo Febbrari eddiefebbrari@hotmail.com
Coordinamento Lavoratori della scuola 3 ottobre Milano: coordinamento3ottobre@gmail.com
Coordinamento Precari Napoli: Antonella Vaccaro precarinapoli@libero.it
Coordinamento Scuola Mantova: Ilenia Argento i.condorcet@hotmail.it
Forum Precari Scuola sez. Palermo: Maria Pia Labita labita0@gmail.com
Movimento Insegnanti Precari Roma: movimentoinsegnantiprecari@gmail.com
Rete Docenti Precari Bari: Antonino Buonamico amicanto@yahoo.it
Rete Docenti Precari Marche: Melanie Segal melaniesegal@libero.it
Rete Nazionale Precari della Scuola: http://docentiprecari.forumattivo.com/
Rete precari scuola Agrigento: Emma Giannì reteprecariscuolaag@libero.it
Rete dei precari della scuola di Pisa: Daniele Ippolito precariscuola.pisa@gmail.com
Rete Organizzata Docenti e ATA Precari del Veneto: Manuel Cecchinato manuel.posadas@libero.it
Rete Precari Livorno: Marco Marmeggi stil1@hotmail.com
Rete Precari Terni: Daniela Ricci da.ricci@tiscali.it

Volantino appello sit-in 15 Luglio

APPELLO A TUTTE LE RETI, COMITATI, ASSOCIAZIONI, SINGOLI PRECARI PER CONTINUARE LE MOBILITAZIONI E LE LOTTE FINO AL RITIRO DEI TAGLI, AL RITIRO DEL PDL APREA, ALL'ASSUNZIONE DI TUTTI I PRECARI A TEMPO INDETERMINATO SU TUTTI I POSTI VACANTI E DISPONIBILI IN ORGANICO DI DIRITTO E DI FATTO.

VISTO che questo governo tramite i suoi ministri Gelmini-Tremonti-Brunetta ha confermato tutti i suoi provvedimenti a danno della scuola pubblica statale: ha mantenuto tutti i tagli, è tornato indietro di più di 20 anni nell'impianto didattico-pedagogico con il ritorno al maestro unico e l'abolizione delle compresenze e del modulo, ha diminuito il tempo scuola, ha confermato l'aumento degli alunni per classe fino a 33 per aula, in contrasto con le norme sulla sicurezza, la prevenzione incendi e gli indici minimi di funzionalità didattica,
VISTO che questo governo si appresta a rimettere nelle mani di fondazioni private la scuola pubblica statale, trasformandola in senso aziendalistico con conseguente gerarchizzazione dei docenti;
VISTO che la scuola pubblica statale uscirà da questi provvedimenti impoverita e dequalificata a tutto vantaggio dell'istruzione privata;
VISTO che il prossimo anno saranno spazzati via circa 57.000 posti di docenti ed ata;
Il personale precario della scuola, docenti, personale tecnico e ammistrativo, collaboratori riuniti in un'assemblea nazionale unitaria il 24 maggio a Roma promuovono un sit-in nazionale davanti al Parlamento per il 15 luglio.

Per dire che VOGLIAMO ESSERE ASCOLTATI.
Per ribadire che NON SI PUO' MIGLIORARE LA SCUOLA PUBBLICA STATALE TAGLIANDO MIGLIAIA DI INSEGNANTI ALLE MATERNE, ELEMENTARI, MEDIE E SUPERIORI; TAGLIANDO IL SOSTEGNO AGLI ALUNNI DIVERSAMENTE ABILI; DIMINUENDO IL TEMPO SCUOLA; AUMENTANDO IL NUMERO DEGLI ALUNNI PER CLASSE; LASCIANDO LE SCUOLE SENZA SOLDI PER LE SUPPLENZE E PER IL NORMALE FUNZIONAMENTO DELLA DIDATTICA.
Per gridare CHE NON ACCETTEREMO IL COMPLETAMENTO DEL DISEGNO DI DISTRUZIONE DELLA SCUOLA PUBBLICA STATALE PORTATO AVANTI COL PDL APREA CHE TRASFORMA LA SCUOLA IN SENSO AZIENDALISTICO-PRIVATISTICO.

Per DIFENDERE una scuola pubblica statale libera, gratuita, pluralista e laica;
per IL DIRITTO ALLO STUDIO per tutti e tutte;
per LA LIBERTA’ D’INSEGNAMENTO;
per una SCUOLA DI QUALITA’ grazie a maggiori investimenti e a serie politiche scolastiche;
per SALVARE centinaia di migliaia di POSTI DI LAVORO;

Si invitano tutti i lavoratori della scuola, precari e non e tutti i cittadini a sostenere e a partecipare attivamente a questa iniziativa.

Il Comitato Promotore:
Comitato Precari Catania: Antonio Giuseppe Condorelli agcondorelli@yahoo.it
Comitato Precari Liguri: Paolo Fasce paolo@fasce.it
Comitato Precari Roma: Giovanna Mazzullo giomazzullo@gmail.com
Comitato Precari Scuola Ravenna: Edmondo Febbrari eddiefebbrari@hotmail.com
Coordinamento Lavoratori della scuola 3 ottobre Milano: coordinamento3ottobre@gmail.com
Coordinamento Precari Napoli: Antonella Vaccaro precarinapoli@libero.it
Coordinamento Scuola Mantova: Ilenia Argento i.condorcet@hotmail.it
Forum Precari Scuola sez. Palermo: Maria Pia Labita labita0@gmail.com
Movimento Insegnanti Precari Roma: movimentoinsegnantiprecari@gmail.com
Rete Docenti Precari Bari: Antonino Buonamico amicanto@yahoo.it
Rete Docenti Precari Marche: Melanie Segal melaniesegal@libero.it
Rete Nazionale Precari della Scuola: http://docentiprecari.forumattivo.com/
Rete precari scuola Agrigento: Emma Giannì reteprecariscuolaag@libero.it
Rete dei precari della scuola di Pisa: Daniele Ippolito precariscuola.pisa@gmail.com
Rete Organizzata Docenti e ATA Precari del Veneto: Manuel Cecchinato manuel.posadas@libero.it
Rete Precari Livorno: Marco Marmeggi stil1@hotmail.com
Rete Precari Terni: Daniela Ricci da.ricci@tiscali.it

Per adesioni: precariscuola@gmail.com

mercoledì 17 dicembre 2008

Piattaforma dei precari nata dall'assemblea nazionale del 30 novembre 2008

PIATTAFORMA RETE NAZIONALE PRECARI DELLA SCUOLA

La Rete nazionale precari della scuola rifiuta ogni tentativo di ridimensionamento della gestione statale dell’istruzione pubblica, che snatura la scuola statale nella sua funzione costituzionale del superamento delle differenze di sesso, religione, lingua, condizioni psico-fisiche e sociali.

Il sistema pubblico è il solo ad essere aperto a tutti, caratterizzato dalla libertà di insegnamento e dal pluralismo; esso è il solo modello che, se ben finanziato, può rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che impediscono l'eguaglianza dei cittadini. Questa funzione di emancipazione della scuola è stata notevolmente ridimensionata dalle politiche di tagli alle risorse destinate all’istruzione pubblica negli ultimi anni, in particolare con l’ultima manovra finanziaria della legge 133 (articolo 64). La piena attuazione dell’uguaglianza sostanziale richiede che sia assicurato a tutti i cittadini il raggiungimento degli obiettivi dello sviluppo personale e della partecipazione sociale, e ha come passaggio obbligato e ineliminabile la tutela di quanti abbiano minori possibilità culturali ed economiche.

La funzione principale che la scuola è chiamata a svolgere dalla Costituzione non è semplicemente quella di valorizzare gli alunni più meritevoli, ma di rendere possibile a tutti, compresi gli alunni più svantaggiati, la partecipazione attiva alla vita della scuola e successivamente della società. Invece, operazioni quali la reintroduzione del maestro unico, figura superata da decenni, cancellano anni di sperimentazione didattica e pedagogica basati sulla condivisione di responsabilità tra docenti e sugli approfondimenti disciplinari a favore del potenziamento, del recupero e dell’integrazione degli alunni.

“La promozione di una piena concorrenza tra istituzioni scolastiche” (PDL Aprea) che vede in competizione scuole pubbliche tra loro e scuole pubbliche con scuole private è alla base di un processo di destrutturazione del sistema dell’istruzione statale, che si sta evidenziando in maniera crescente. Il ridimensionamento del corpo docenti, l’aumento degli alunni per classe, la riduzione dell’orario d’insegnamento, l’accorpamento delle classi di concorso, la proposta di nuove forme di reclutamento (chiamate dirette dei dirigenti scolastici) e il ritorno del maestro unico, il taglio degli insegnanti di sostegno, vanno di pari passo con una politica di attribuzione delle risorse modulate in funzione della capacità di ogni scuola di attrarre il maggior numero di studenti. La funzione emancipatrice della scuola viene condizionata da una logica prevalentemente mercantile dove il preside da primus inter pares, sottoposto alla volontà collettiva degli organi collegiali, diviene come dirigente scolastico un amministratore completamente assorbito dalla spasmodica ricerca di finanziamenti esterni tendenzialmente ridotti nel numero e nell’entità.
La proposta d’introduzione delle fondazioni di diritto privato all’interno del consiglio d’amministrazione delle scuole e la conseguente riduzione della rappresentanza dei docenti non è altro che una conseguenza della riduzione dei fondi pubblici e della loro diseguale distribuzione. La paventata competizione tra scuola pubblica e privata si riduce, nei fatti, in una “privatizzazione” della scuola pubblica e dei rapporti di lavoro che in essa si esplicano.
Come insegnanti precari siamo direttamente sottoposti alla mannaia dei tagli.
Qualora mantenessimo saltuariamente il nostro posto di lavoro ci troveremmo ad operare in una scuola nella quale i nostri diritti verrebbero ancor più calpestati: l’assunzione diretta da parte dei dirigenti scolastici alimenta quelle tendenze all’arbitrio ed alla mancanza di regole nell’assunzione che già oggi, in alcuni casi appaiono latenti.
Quale libertà d’insegnamento ci potrà essere in una scuola nella quale un dirigente scolastico, rafforzato nel suo potere rispetto ad organi collegiali ridimensionati, viene pesantemente condizionato dalle direttive indicate dalle fondazioni private?

La combinazione di autoritarismo all’interno e di mercantilismo e subalternità verso le fondazioni all’esterno sviliscono la qualità della didattica, la scuola come fattore di partecipazione collettiva e di elaborazione di un sapere critico e, quindi, di uno sviluppo sociale ed intersoggettivo della persona.

La modificazione dello stato giuridico del docente, accompagnato dalla riduzione del livello della contrattazione nazionale rispetto a quella regionale e d’istituto elimineranno, di fatto, una reale rappresentanza delle RSU nelle scuole. A ciò si accompagna una stratificazione gerarchica delle varie figure di docente (iniziale, ordinario, esperto) la quale fa presagire una futura condizione di cannibalismo e di progressiva erosione di diritti e la ricattabilità continua nei confronti dell’intero corpo docente. La nostra condizione di precarietà verrà, di fatto, estesa all’insieme dei lavoratori della scuola, eliminando la condizione di pariteticità e cooperazione tra insegnanti, che è la migliore garanzia di qualità ed efficienza nel sistema dell’istruzione.

Dietro le roboanti proclamazioni di meritocrazia e lotta ai fannulloni si nasconde un modello di società fondato sulla miope esaltazione dell’individuo decontestualizzato che si traduce, nei fatti, nella svalutazione delle qualità personali e nella conseguente valorizzazione del servilismo, della continua ricerca dell’ambizione individuale e del clientelismo. L’attacco che riceviamo immediatamente come insegnanti precari si connette, quindi, organicamente con l’attacco che stanno subendo gli insegnanti di ruolo, il personale ATA, gli studenti medi ed universitari e, più in generale, l’intero comparto dell’istruzione e del complessivo mondo del lavoro. L’alleanza tra noi è posta nei fatti.

La lotta in difesa della scuola pubblica e della qualità dell’insegnamento, la capacità di emancipazione sociale che la contraddistingue sono direttamente collegate con la difesa dei diritti dei lavoratori che in essa operano, con l’estensione del principio di collegialità tra le sue componenti contro ogni logica di autoritarismo. Contrastiamo radicalmente la logica che scaturisce dall’articolo 64 della legge 133, dalla legge 169 e dal PDL Aprea e, soprattutto in virtù della nostra condizione di precari, rifiutiamo l’impianto complessivo della riforma della scuola e dell’Università.
La possibilità di ottenere dei risultati passa attraverso la nostra autorganizzazione, la costruzione di un movimento unitario di insegnanti precari all’interno del più ampio movimento in difesa dell’istruzione pubblica.

Le nostre richieste più immediate, che sottoponiamo alla discussione di tutte le componenti del precariato della scuola e dell’università, sono le seguenti:

  • Abrogazione dell’ articolo 64 e 66 della legge 133 e della legge 169
  • ABROGAZIONE DEI COMMI: 411 punto d) 413, 414 dell'art.2 della L.244/07
  • Ritiro della Proposta di legge “Aprea”
  • Aumento dei fondi destinati all’istruzione statale.
  • Ripristino della pluralità docente e attuazione integrale del tempo pieno e modulare garantito nello stesso modo in tutte le regioni e finanziato dalla fiscalità generale
  • Difesa dell’organico esistente docente e personale ATA
  • Stabilizzazione dei 142.000 posti assegnati a livello nazionale dai vari CSA provinciali attraverso la trasformazione dell’organico di fatto in ruolo
  • Stabilizzazione dell’organico di fatto del personale.
  • Diminuzione degli alunni medi per classe nel rispetto dei parametri stabiliti per legge, condizionanti l’agibilità delle aule e dei laboratori scolastici, e in considerazione della presenza di alunni disabili, così come espresso nel Parere della VII Commissione cultura, scienza e istruzione della Camera dei deputati sul Piano programmatico, approvato il 27/11/2008.
  • Aumento del rapporto tra il numero degli insegnanti di sostegno e quello degli alunni diversamente abili
  • Sblocco del turn over sostituendo tutti gli insegnanti in pensionamento.
  • “Ripulitura” delle graduatorie ad esaurimento da tutti i docenti assunti in ruolo (quindi, non più precari) al fine di capire il reale numero dei precari storici;
  • Abrogazione della modifica del Titolo V della Costituzione che trasferendo le competenze dallo Stato alle regioni, province e comuni nega il principio costituzionale secondo il quale la scuola privata e confessionale è garantita senza oneri per lo Stato (nel rispetto dell’articolo 33 della costituzione).
  • Applicazione nelle scuole private e paritarie delle condizioni contrattuali e delle modalità di reclutamento vigenti per i lavoratori delle scuole statali.
  • Rafforzamento del potere degli organi collegiali all’interno della scuola e della loro funzione decisionale.
  • Parità di diritti e doveri tra personale a tempo indeterminato e personale a tempo determinato.
  • Assegnazione di tutte le cattedre intere e frazionate tramite graduatorie ad esaurimento.
  • No al ridimensionamento dei Centri Territoriali Permanenti, che comporta una riduzione delle cattedre con la conseguente congestione delle graduatorie.

Rete nazionale precari della scuola
http://retedocentiprecari.blogspot.com/

Allegati alla piattaforma.

Vengono qui raccolte le principali proposte di articolazione della piattaforma, emerse durante il dibattito dell’assemblea del 30 novembre e sostanzialmente condivise.

• l’assunzione a tempo indeterminato dei precari della scuola, come richiesta della piattaforma. Rifiutiamo qualsiasi forma di prolungamento delle durate degli incarichi a tempo determinato, come quella di triennalizzare i contratti.
• l’equiparazione tra docenti di ruolo e docenti precari del punteggio derivante da servizio effettivamente prestato e dei diritti sul luogo di lavoro;
• la revisione dei criteri di formazione e di utilizzazione delle graduatorie di circolo e di istituto, per ottenere un ampliamento del numero di scuole disponibili, secondo due possibilità: graduatoria di circolo e di istituto unica provinciale, divisa in tre fasce; oppure, secondo il modello tuttora vigente, la scelta delle scuole potrebbe essere lasciata ai docenti (ma in numero più elevato rispetto a oggi - minimo 30) e ogni istituto, una volta esaurita la propria graduatoria di prima fascia, dovrebbe essere obbligato a utilizzare le graduatorie di prima fascia di tutti i circoli e gli istituti della provincia, per poi passare, secondo le stesse modalità, alla seconda e terza fascia.
• esaurire le graduatorie di prima fascia (docenti inseriti nella graduatoria ad esaurimento provinciale) di tutti i circoli ed istituti della provincia per poi convocare i docenti inseriti nelle graduatorie di seconda (abilitati) e terza fascia (non abilitati); dunque, tutte le istituzioni scolastiche, una volta esaurita la graduatoria interna di prima fascia dovranno attingere alle stesse dei circoli e/o istituti viciniori;
• “ripulire” le graduatorie ad esaurimento di tutti i docenti assunti in ruolo, compresi i docenti delle scuole private, al fine di capire il reale numero dei precari storici;
• vietare ai docenti già di ruolo di inserirsi nelle graduatorie ad esaurimento in altre province (alternativa per loro in mancanza di trasferimento e danno per i precari).
• rispettare il numero di 20 alunni per classe laddove vi è iscritto un alunno diversamente abile.


La Rete nazionale dei precari della scuola

venerdì 17 ottobre 2008

E' solo l'inizio!

Scuola, trecentomila in piazza

"E' solo l'inizio della protesta"

di ANDREA DI NICOLA


Il corteo di roma
ROMA - "Non pagheremo noi la vostra crisi". Il copyright è degli universitari ma lo slogan rimbalza di spezzone in spezzone nel corpaccione del grande corteo in difesa dell'istruzione pubblica che ha attraversato la città sotto una pioggia scrosciante. Un corteo di studenti medi e universitari in primo luogo, e poi di professori, maestri, lavoratori della scuola e genitori. Società civile, insomma, della quale i Cobas e il sindacalismo di base hanno intercettato l'urgenza di voler esprimere il proprio no a quella che tutti chiamano "la distruzione della scuola pubblica".
Fuori la politica ufficiale, fuori i partiti a parte qualche striscione di Rifondazione però estraneo al centro della protesta. Il corteo dei trecentmila, si capisce subito, non è nato nelle loro sedi, ma nelle scuole elementari, nelle case dei promotori dei mille comitati genitori che stanno nascendo in tutta la penisola, nelle facoltà occupate.

Che sarebbe stata una manifestazione imponente lo si era capito dalla prima mattina, nello stupore generale a partire dagli organizzatori. Alle 9,30 piazza Esedra era già piena. E la cifra comune un po' a tutti, tranne ai tanti bambini delle elementari felici per questa giornata in cui possono fare confusione con l'approvazione di maestre e genitori, è la preoccupazione. Quella delle maestre in ambasce per il posto di lavoro che girano con cartelli fatti in casa con su scritto "taglia, taglia, il bambino raglia" o che,m orgogliosamente rivendicano "sono già un maestro unico". I genitori, preoccupati anche loro, perché già si vedono con i piccoli a casa ad ora di pranzo e costretti a rivedere tutta l'organizzazione familiare si sono presentati con delle magliette verdi con su scritto "il futuro dei bambini non fa rima con Gelmini". I ragazzi dei licei la loro preoccupazione la esprimono in modo diretto: "Preokkupati per il futuro", scrivono quelli della Rete degli studenti che danno anche un consiglio alla ministra "i tagli te li fai ai capelli". I precari della scuola, veramente in tanti, che temono di aver buttato anni ed anni. Gli universitari che portano in piazza il loro incubo: la precarietà del futuro. Non a caso il loro striscione è firmato "studenti precari" e in tanti girano con un cartello scritto in inglese: "Sono uno studente italiano, adottatemi". Mentre il collettivo di Scienze ha scritto sullo striscione "Tagli, privatizzazioni, precarietà. Ecco l'università spa".

Il corteo scorre lento verso piazza San Giovanni e quando la testa raggiunge l'arrivo la coda è ancora in piazza Esedra. Questo al di là delle cifre dà il senso della grandezza della manifestazione. E da un capo all'altro le star sono sempre loro: Gelmini, Brunetta, Tremonti. Berlusconi è quasi dimenticato negli slogan e negli striscioni. Il ministro della Funzione pubblica è ritratto mentre con una flebo succhia il sangue agli impiegati pubblici e quando da un camion gli dedicano "Un giudice" di De Andrè, con allusione alla statura del ministro, è un boato.

Il clima è tranquillo e sereno, d'altra parte aspettarsi che austeri professori di greco e latino si potessero trasformare in black bloc sarebbe stato arduo. E tuttavia qualche momento di tensione c'è stato quando universitari e studenti medi hanno deciso di andare a trovare la Gelmini nella sua tana, al ministero della Pubblica Istruzione, fuori dal percorso programmato. "Siamo stati ieri da Tremonti, se no la Gelmini ci rimane male", sorride un ragazzo dietro lo striscione di Roma III. I responsabili dell'ordine pubblico capiscono che non ci sono pericoli: le facce di quei ragazzi dicono che non sono degli sfasciatutto e quindi acconsentono al fuori programma.

E così mentre a San Giovanni si comincia a tornare a casa, i più giovani prolungano la protesta. Nei confronti dei poliziotti e carabinieri nessuna provocazione solo improbabili inviti a ballare e slogan per ricordare agli uomini e alle donne in divisa che "anche voi avete dei figli, stiamo lottando anche per loro". Anche per la ministra un solo coro: fuori, fuori. "Ci accusano di non voler dialogare - dice Francesco di Scienze della Sapienza - perché non viene fuori a parlare con noi?".

La Gelmini non scenderà ma loro non si scompongono: "Andremo avanti fino a che non sarà ritirata la legge 133. Da domani occupazioni a oltranza in scuole e università. Oggi è solo l'inizio". Casualmente il "ce n'est qu'un debut" del '68.
Loro forse nemmeno lo sanno e, per quanto sono distanti dai movimenti del passato, se lo sanno se ne fregano.

(17 ottobre 2008)

martedì 7 ottobre 2008

Così parlò la Gelmini

...secondo l'azzeccata imitazione di Paola Cortellesi

venerdì 12 settembre 2008

Calendario nazionale scioperi, sit-in, manifestazioni, convegni, cortei, marce...


Ultimo aggiornamento: 4.10.2008/07.50

• 6 ott. - Milano: convegno Gilda al liceo Carducci

• 6 ott. - Roma
sit in a Montecitorio dalle 14.00- Non rubateci il futuro

10 ott. - Nazionale: Mobilitazione nazionale studentesca (UDS)

10 ott. - Venezia: Corteo dal ponte delle Libertà - concentramento sotto ai Pili ore 17,00 - a piazzale Roma (sindacati confederali + varie reti e associazioni di precari)

16 ott. - Nazionale: Roma - Manifestazione Gilda

17 ott.
- Nazionale: Sciopero Cobas + Cub + Sdl
http://www.cobas-scuola.it/varie08/sciopero17ottobre.html
http://www.cobas.it/Sito/Documenti/Comunicati/080715%20comunicato%20stampa%20unitario.pdf

17 ott. - Roma: Manifestazione nazionale Cobas ore 10,00 piazza della Repubblica

17 ott. - Venezia: Assemblea pubblica venerdì 26 ottobre alle ore 17.00, al S.a.L.E. Magazzini del Sale - Punta della Dogana (Rete per L'Autoformazione Venezia Coordinamento Studenti Medi Venezia-Mestre)

18 ott. - Roma: Assemblea Nazionale indetta dall'Assemblea Cittadina Romana

31 ott.
- Nazionale: Sciopero prèsidi (Cgil-Cisl-Snals) Adnkronos

31 ott.
- Nazionale: Sciopero intero comparto scuola Cgil-Cisl-Snals ? (da confermare)
http://www.tecnicadellascuola.it/index.php?id=23647&action=view

Tutte le proteste contro la politica del governo sulla scuola da settembre 2008


• 9 sett. Palermo - ore 12.00 Marcia da piazza Croci alla Prefettura

• 9 sett. Napoli - ore 9.00 Corteo da via Ponte della Maddalena alla Prefettura Cgil

• 10 sett. Napoli - ore 10.00 piazza Carità manifestazione "Tutti a scuola" - onlus

• 10 sett. Roma - L.S. Newton ore 10.00 viene presentato il libro di Giovanni Floris "La fabbrica degli ignoranti". Interviene M. Gelmini ...
http://tg24.sky.it/tg24/politica/2008/09/10/Fischi_al_ministro_Gelmini_indentificati_i_contestatori.html

• 10 sett. Catanzaro – davanti USR ore 9.30 manifestazione contro tagli di Strumento Musicale Uil Scuola

• 10 sett. Genova - Fiera del Mare ore 17.30: manifestazione dei precari

• 11 sett. Bologna - Assemblea generale di genitori e insegnanti ore 16.30 alla scuola Guido Reni (contro maestro unico)

• 12 sett. Rende (Cosenza): ore 16.00 Assemblea Cgil presso I.T.C. Cosentino di Rende

• 12 sett. Catania: ore 11.00 manifestazione davanti USP

• 13 sett. Bari: Fiera del Levante ore 9.00 sit-in sindacati di base + CIP-Puglia + Cgil-Cisl-Uil + Snals
http://www.flcgil.it/layout/set/print/notizie/news/2008/settembre/a_bari_parte_la_mobilitazione_unitaria_sit_in_alla_72_fiera_del_levante
http://www.barilive.it/News/news.aspx?idnews=10724

• 13 sett. Venezia: ore 11.00 "FROZEN" DI PROTESTA PER LA SCUOLA in C.po S. Geremia.
http://retedocentiprecari.blogspot.
http://www.cespbo.it/testi/2008_3/Frozen.htm

• 13 sett. Trieste: ore 10,30 in piazza Borsa raccolta firme contro maestro unico (Cesp Trieste)

• 14 sett. Fossacesia (Chieti): ore 17.30 - M. Gelmini all’inaugurazione del villaggio degli studi

• 15 sett. - Potenza: ore 10,30, SIT-IN in Via Anzio (ingresso Regione Basilicata) di Cgil-Cisl-Uil. A seguire, alle ore 11,30, le OO.SS. terranno una conferenza stampa.

• 15 sett. - Macerata: Manifestazione Cgil-Cisl-Uil-Snals davanti alla scuola via Panfilo

• 15 sett. - Benevento: Ore 16.00 davanti alla Prefettura di Benevento (nei pressi della Rocca dei Rettori) Manifestazione contro la riforma Gelmini (Cgil+PrecariScuola)

• 15 sett. - Nazionale: ritardo delle lezioni - Cobas

• 15 sett. - Nazionale: un'ora di "disubbidienza civile" Partito Socialista
http://www.partitosocialista.it/Portals/PartitoSocialista/Documents/Volantinoscuola15set2008.pdf
http://precariliguria.blog.kataweb.it/2008/09/09/scuola-nencini-partito-socialista-

• 15 sett. - Milano: Lo «scuola day» del Sole 24 Ore - 0re 8.00-18.00
http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Italia/2008/09/scuola-sole-24-ore.shtml?uuid=8559d24c-7f0d-11dd-b0fe-339c6b71624c&DocRulesView=Libero

• 15 sett. - Roma: alle 15.00, “Io speriamo che me la cavo”: Studenti a confronto con M. Gelmini.

• 16 sett. - Roma: ITIS Galilei ore 17.00 - Assemblea cittadina contro maestro unico e tagli – Cobas

17 sett. - Genova: Presidio in difesa della scuola pubblica dalle ore 15.00 alle ore 18.00 al Porti Antico (Cgil, Cisl, Uil, Snals + Comitato Precari Liguria).

17 sett. - Palermo: ore 10.00 manifestazione di tutti i precari siciliani
http://bru64.altervista.org/forum/viewtopic.php?t=4827&postdays=0&postorder=asc&start=0

17 sett. - Catania: sit-in di protesta delle famiglie dei disabili dalle ore 8.00 alle ore 10.00 nell'area antistante l'IPSS "Olivetti", in Via generale Ameglio, 1.

18 sett. - San Giuliano di Puglia (Campobasso): «Jatevenne day» per l'arrivo del presidente Berlusconi e del ministro Gelmini (Rif. Comunista)

18 sett. - Pompei (Na): Raccolta di firme per la scuola pubblica (AGE Pompei)

19 sett. - Nazionale: Sciopero gen.le precari della P.A. e Scuola - RDB/CUB

19 sett. - Firenze: Forum Quali prospettive per la scuola pubblica? ore 16,30
Isis Leonardo Da Vinci, Via del Terzolle, Firenze (Coordinamento Genitori Democratici, Rete degli Studenti)


22 sett. - Roma: assemblea aperta a tutte le associazioni, movimenti e sindacati c/o ITIS Galilei ore 17,00 (Scuole in movimento)

• 23 sett. - Bologna: ore 17 assemblea aperta alla Scuola Albertazzi in Via Berretta Rossa, 13
http://www.retescuole.net/contenuto?id=20080916005051


23 sett. - Roma: Convegno CIDI "Dove va la scuola", Sala Kirner, via Ippolito Nievo, 35 ore 15,00

MARTEDI' 16 SETTEMBRE A ROMA ASSEMBLEA CITTADINA IN DIFESA DELLA SCUOLA PUBBLICA

ASSEMBLEA CITTADINA

Contro la definitiva espulsione dei precari dalla scuola
Contro l'imposizione del maestro unico alle scuole elementari
Contro il taglio indiscriminato di posti in organico del personale docente ed ATA
In difesa del diritto allo studio

martedì 16 settembre
alle ore 17- presso l'itis Galilei
via Conte verde 75 – metro A Manzoni

Gli insegnanti precari, riunitisi in assemblea il 2 settembre, dopo aver esaminato i testi di riferimento del dl 112 (convertito nella legge n 133), il disegno di legge della ministra Gelmini (dl n.137) e il disegno di legge Aprea, con i quali si tagliano indiscriminatamente almeno 160.000 posti di lavoro, si reintroduce il maestro unico alle elementari e si vuole conferire ai dirigenti il potere di nominare i supplenti per via diretta, hanno deciso di partecipare all'assemblea cittadina indetta per martedì 16 settembre in difesa della scuola pubblica e contro la definitiva espulsione dei precari dalla scuola.

Consapevoli che il pesante attacco sferrato dal governo berlusconi contro la scuola pubblica (attacco che peggiora gli interventi già previsti dalle politiche scolastiche di Berlinguer, Moratti e Fioroni), impone oggi un intervento urgente sia contro l'eliminazione dei precari sia contro l'aumento degli alunni per classe, la riduzione delle ore di lezione, l'attacco al tempo pieno e prolungato, al sostegno e all'handicap, i precari appartenenti alle organizzazioni e associazioni di base chiamano a raccolta tutti i lavoratori della scuola, genitori e alunni per lanciare una vasta e forte mobilitazione che trovi nell'assemblea cittadina del 16 settembre un primo momento di unificazione dei propri obiettivi con quelli dei docenti di ruolo, dei genitori e degli studenti.

Assemblea scuole in movimento

martedì 9 settembre 2008

Solidarietà alla scuola elementare romana IQBAL MASIH

La RETE DOCENTI PRECARI 11 LUGLIO esprime la propria solidarietà nei confronti della scuola elementare romana IQBAL MASIH (XIV distretto scolastico), impegnata in manifestazioni di protesta contro il ritorno al maestro unico.
Tale provvedimento appare deleterio per la qualità della didattica e, determinando gravosi tagli al personale docente, incide drasticamente sull'occupazione.

RETE DOCENTI PRECARI 11 LUGLIO

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http://www.ilmessaggero.it/articolo_app.php?id=9499&sez=HOME_INITALIA&npl=&desc_sez=

Roma: in 40 istituti drappi neri contro Gelmini


ROMA (9 settembre) - In quaranta scuole della capitale, la maggior parte elementari, l'anno scolastico lunedì 15 settembre inizierà nel segno del lutto. Drappi neri all'entrata delle scuole e fasce nere al braccio delle maestre, un tangibile segno di rivolta contro la riforma Gelmini. Capofila della protesta contro la nuova riforma scolastica, che si è estesa rapidamente agli istituti di ben dieci municipi della capitale, la dirigente scolastica del 123° circolo didattico Simonetta Salacone. Una scuola dedicata a Iqbal Masiq, il bimbo pakistano simbolo della rivolta contro il lavoro minorile.

Il ritorno al maestro unico? Per Salacone è «un arretramento spaventoso, un ritorno al passato che stravolge la scuola elementare, un ritorno ad un modello autoritario in cui decade l'integrazione dei saperi». All'unanimità sia il collegio dei docenti che il consiglio d'istituto dell'Iqbal Masiq hanno approvato un'idea forte: dal primo giorno di scuola docenti e genitori occuperanno l'istituto. Le lezioni verranno garantite, ma il pomeriggio ci saranno laboratori sulla riforma Gelmini. Altre scuole stanno già avviando una raccolta di firme da mandare al ministero, per chiedere di bloccare la riforma

martedì 2 settembre 2008

Testimonianze dirette


Riceviamo per email e pubblichiamo:

Salve,
sono un precario della A060. Ho 48 anni, sono precario da 10 ed ora mi trovo in strada. Quest'anno non si lavora, non ci sono ore, tutto è stato tagliato, comprese le ore di sostegno a cui mi rivolgevo negli anni passati.
Credo che mi adatterò a fare qualsiasi cosa mi verrà proposta dalle agenzie di collocamento dando cosi addio alla scuola...
O cambiarò Paese.

Scusate lo sfogo

Fabrizio S.

Visitor Ip: 93.150.42.239

venerdì 29 agosto 2008

Servirebbe un ministro che batta i pugni sul tavolo

di Michele Serra

da Repubblica 29-08-2008

Forse tradita dall´entusiasmo, il ministro dell´Istruzione (ex pubblica) Mariastella Gelmini guida la folta lista dei ministri super-dichiaranti, annunciando ogni giorno una novità salvifica. Ieri è stato il turno del ritorno al voto, che segue il ritorno del grembiule, il ritorno alla maestra unica, il ritorno della buona condotta e un´altra messe di ritorni, tutti implicitamente o esplicitamente motivati dalla ripulsa del famoso "spirito sessantottino" che con il suo venefico lassismo avrebbe devastato la scuola italiana nel seguente quarantennio.

Volendo, si potrebbe obiettare che tutti questi ritorni hanno qualcosa di refluo e di platealmente nostalgico, dunque poco attinente al concetto di "nuovo" e "innovativo" che riluce sulle insegne della destra trionfante. Più che alla scuola gentiliana alludono a quella deamicisiana, con i buoni e i cattivi bene incolonnati sulla lavagna (sempre che arrivino i soldi per comperare il gessetto).Un po´ come se il ministro del Lavoro volesse abolire il weekend lungo, culla della fannullaggine privata e pubblica, quello dello Spettacolo rilanciare la censura, quello degli Interni le cariche a cavallo, e via via rimpiangendo quell´Italietta finto-proba, moralista e classista che il povero Sessantotto provò in effetti a seppellire, salvo poi inciampare, nel 2008, nelle sue ossa bene aguzze.

Ma fare il ministro della scuola, in questo paese e con questa scuola depressa e impoverita, è un mestiere così difficile che non regge il cuore a infierire più di tanto. La buona volontà del ministro merita la sufficienza (un "sei politico", parlando da sessantottini incanutiti), grembiule e voti e maestra unica possono perfino trovare qualche pedagogista consenziente, e pazienza se non una delle novità annunciate è esente da un forte odore di naftalina. Per contro, non c´è genitore o docente con il sale in zucca che non avverta la necessità di irrigidire qualche regola, e rattoppare qualche falla provocata dal deficit di autorevolezza degli adulti.
Quello che però vorremmo infine sapere, da un ministro che annuncia di voler rivoltare la scuola e redimerla dei suoi peccati, è se non crede che, nel pacchetto di provvedimenti che va snocciolando un giorno sì e l´altro pure, manchino almeno due intenzioni ben più strutturali della riforma delle pagelle. La prima intenzione è restituire ai docenti dignità sociale e dunque un censo adeguato, senza il quale è puramente insensato pretendere che le persone di qualità (del Nord e del Sud) puntino alla carriera scolastica. La passione e la vocazione, da sole, non bastavano nemmeno a tenere insieme la scuoletta del Regno, dove pure il maestro e il professore godevano della venerazione di un popolo ancora semianalfabeta: figuriamoci oggi, che l´intero apparato pubblicitario-televisivo (se il ministro non ne ha mai sentito parlare, chieda al suo premier) ha inculcato in grandi e piccini l´idea che i quattrini sono tutto, e tutto il resto è appena una variabile di scarso interesse. Gli analfabeti si prostravano ai maestri, gli attuali analfabeti di ritorno li disprezzano.

La seconda intenzione sarebbe ridare alla scuola pubblica la sua vecchia, indiscussa centralità ideologica (sì, ideologica) che è tutt´uno con la sua identità, sostanzialmente immutata dal Regno al fascismo alla Repubblica: quella di cardine formativo di un popolo, di uno Stato, di una comunità di cittadini. L´idea balorda e pericolosa – sovversiva, direi, perfino più del Sessantotto… – che la scuola pubblica sia solamente una delle scuole, una delle possibilità formative, non solo ha stornato risorse altrove, ma ha parzialmente svuotato di orgoglio e di certezze l´intero ambiente: esattamente come se le Forze Armate sapessero di essere parificate a eserciti privati, a pari titolo destinatari di denaro pubblico nel nome della "libertà di scelta".

In parallelo, avanzava nel Paese l´idea che "pubblico" fosse comunque sinonimo di inerzia, parassitismo e qualità inferiore: per la prima volta nella storia d´Italia. In una comunità di consumatori e non più di cittadini, di "profili professionali" da valutare e impostare fino dalla prima infanzia e non più di giovani da formare alla cultura e alla dignità personale, come potrebbe mai rimotivarsi una scuola pubblica svilita dai suoi stessi governanti, stretta tra la cultura aziendalista e quella consumista, travolta dalla rivoluzione tecnologica senza poterla affrontare ad armi pari (che fine ha fatto la promessa proto-Berlusconiana di "un computer per ogni studente"?), insicura del suo presente economico e, quel che è peggio, del suo futuro istituzionale?

Creda, ministro Gelmini, nessuno può permettersi, con i tempi che corrono, di contrapporre pregiudizi "libertari" ai suoi pregiudizi vagamente autoritari. Ma sconcerta non sentire più, da molto tempo, un orgoglio scolastico che si fondi sull'orgoglio pubblico, sulla volontà politica (tradita anche dai governi di centrosinistra) di fare della scuola di Stato, costi quel che costi, la prima anzi la primissima delle priorità politiche e finanziarie.
Gli insegnanti si sentono soprattutto sgridati, accusati di essere impreparati, sciatti, assenteisti e magari meridionali. E il loro essere malpagati, secondo lo spirito dei tempi appare più come una colpa che come un torto subito.
Avrebbero bisogno dell'esatto contrario: di un ministro che batta i pugni sul tavolo e pretenda risorse, quattrini e rispetto in pari misura. Un ministro che sia il primo dei docenti e non la loro controparte. Come può pretendere rispetto e stima dagli studenti una scuola che non ha più il rispetto e la stima dei politici che la reggono?

giovedì 28 agosto 2008

La Gelmini avvocato in Calabria


da LASTAMPA.it


Il ministro racconta dell'esame per l'esercizio della professione svolto a Reggio Calabria


di FLAVIA AMABILE



Le biografie ufficiali di Mariastella Gelmini dicono che è avvocato, specializzata in diritto amministrativo. E poi tagliano corto e iniziano a parlare della sua carriera politica. Sul mio blog un lettore ha voluto aggiungere un dettaglio non a tutti noto: il ministro dell’Istruzione ha partecipato all’esame per diventare avvocato e lo ha superato brillantemente ma a Reggio Calabria. Non a Brescia o a Milano, dove ha sempre vissuto e lavorato.

E’ difficile non far caso alla notizia in questi giorni di dure polemiche sulle scuole del sud e del nord, in cui Mariastella Gelmini prima fa un riferimento ai docenti del sud da formare poi corregge il tiro e sostiene che il problema è il divario fra le scuole evidenziato da indagini al di sopra di ogni sospetto come i test Ocse-Pisa.

Nel caso del ministro la vicenda riguarda non la scuola ma il periodo post-universitario. Sono gli anni tra il 2001-2002: in Italia si parla molto dello scandalo di Catanzaro: l’avvocatificio lo hanno ribattezzato perché ha un tasso di abilitazioni del 94%. Proprio nel 2000, un’inchiesta fa emergere che all’esame di tre anni prima su 2301 partecipanti ben 2295 (tutti meno 6) avevano copiato.

In quell’epoca Mariastella Gelmini è già da tempo in politica nelle fila di Forza Italia, ha un diploma di maturità classica e una laurea in Giurisprudenza presa a Brescia, ma ha anche 27 anni e necessità di iniziare a guadagnare. «La mia famiglia non poteva permettersi di mantenermi troppo a lungo agli studi, mio padre era un agricoltore. Dovevo iniziare a lavorare e quindi dovevo superare l’esame per ottenere l’abilitazione alla professione».

Mariastella Gelmini è di Brescia ma in città riuscire a superare l’esame non è facile. «La sensazione era che esistesse un tetto del 30% che comprendeva i figli di avvocati ed altri pochi fortunati che riuscivano ogni anno a superare l’esame. Per gli altri, nulla. C’era una logica di casta, per fortuna poi modificata perché il sistema è stato completamente rivisto. Allora, ad esempio, anche le modalità in base alle quali veniva corretto il compito erano molto opinabili. E, allora, insieme con altri 30-40 amici molto demotivati da questa situazione, abbiamo deciso di andare a fare l’esame a Reggio Calabria».

E quindi il gruppo di 30-40 aspiranti avvocati bresciani si trasferisce. Ma perché proprio Reggio Calabria? «Si faceva così: molti ragazzi andavano lì e abbiamo deciso di farlo anche noi. Ma ho una lunga consuetudine con il Sud, una parte della mia famiglia ha parenti in Cilento. Non mi sono posta il problema di dove andare».

Andare, infatti, vuol dire trasferirsi anche da un punto di vista burocratico. Mariastella Gelmini per un anno fa praticantato in uno studio di Brescia, il secondo anno è ormai residente a Reggio Calabria e cerca uno studio per terminare il periodo di praticantato richiesto dalla legge. Come ha trovato lo studio? «Insieme agli altri ragazzi. Abbiamo poi sostenuto l’esame, ed è stato assolutamente regolare».

giovedì 21 agosto 2008

Gelmini, VERGOGNATI !


Lo scandalo. La scure del governo cancella una speranza per i più deboli

Policlinico, stop alla scuola media per i bambini ammalati di tumore

Paolo Russo
Il provveditorato: tagli ministeriali
La preside: continueremo

Hanno tolto la scuola ai bambini malati di tumore. A settembre la classe di scuola media attiva da anni nel reparto di Pediatria del Policlinico non aprirà i battenti. I tagli del ministero per la Pubblica istruzione, piovuti in provincia di Bari, si sono abbattuti sugli ultimi indifesi. A causa della decurtazione di organico subita quest´anno, il provveditorato agli studi non ha assegnato neanche un insegnate né un´ora di lezione ai piccoli pazienti del reparto di pediatria oncologica. «Da anni insegniamo nozioni di italiano e matematica a bambini che a volte sono a un passo dalla morte - accusa Felicia Positò, direttrice scolastica della scuola Media Tommaso Fiore che aveva richiesto il rinnovo della sezione Policlinico - la scuola per questi alunni costituisce spesso l´unico spiraglio di futuro. Un mezzo per aggrapparsi alla vita. Eppure chi ha operato questi tagli, evidentemente, non ha reputato il nostro un servizio importante».
La sezione unificata di pediatria ha un costo più elevato rispetto ad una classe di una scuola normale. Il rapporto tra docenti e bambini ammalati non è economicamente vantaggioso: sono molti i professori, uno per ogni materia, e i piccoli sfortunati alunni a volte faticano a raggiungere le dieci unità. A volte le loro condizioni di salute impediscono la frequenza delle lezioni. E se, per qualche giorno, arriva un compagno in più non c´è molto da esultare. E´ un altro bambino ammalato costretto in ospedale. Ma i docenti non hanno mai guardato con troppa preoccupazione a questi numeri. «In questi casi la calcolatrice non dovrebbe contare - spiega, con l´amaro in bacca, la direttrice - non è da questi poveri ragazzi che lo Stato dovrebbe cercare di risparmiare».
«Purtroppo - ammette la direttrice dell´ufficio scolastico regionale - quest´anno ci sono stati assegnati quattrocento docenti in meno e abbiamo dovuto effettuare dei tagli molto dolorosi. Ci sono decine di istituti che reclamano l´invio di più professori per affrontare l´anno scolastico e siamo stati costretti ad operare questa scelta. Ma fino alla fine dei conti proveremo a restituire la sezione media al Policlinico». Il prossimo 27 agosto il dirigente dell´ufficio scolastico regionale incontrerà i provveditori provinciali per tirare le somme: «Se potremmo risparmiare altrove riapriremo immediatamente la sezione», ha promesso la Stellacci. Ma la preside della Tommaso Fiore non intende aspettare con le mani in mano: «Naturalmente speriamo che possa risolversi tutto per il meglio. In caso contrario ci attiveremo autonomamente. Se non possiamo avere nuovi docenti per questi bambini chiederò ai professori che ci sono già di fare gli straordinari per garantire la continuità di questo servizio». Ad attendere l´esito di questa vicenda sono i tanti bambini ammalati di tumore che lo scorso anno superarono (nella classe di scuola primaria del Policlinico) l´esame di scuola elementare e, con grande orgoglio dei loro insegnanti, a settembre sarebbero approdati nella scuola media. Questa lunga estate di attesa per alcuni di loro potrebbe non finire mai. «Ho conservato una lettera di un alunno leucemico che ci ringrazia per avergli ridato la scuola e la speranza - racconta la preside - sono pronta a inviarla al ministro per metterla al corrente di cosa ha realmente tagliato per risparmiare».

Fonte: La Repubblica Bari - 21/08/08

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Non chiuderà la scuola per i bambini malati
Dopo la denuncia di Repubblica il ministro Gelmini interviene per trovare i fondi

Arriva una buona notizia per i bambini ammalati di tumore ricoverati al Policlinico: dopo la denuncia di Repubblica, il provveditore agli studi di Bari Fabio Scrimitore, ha comunicato che da settembre sarà riattivata la classe di scuola media dell'ospedale alla quale non era stato assegnato nessun docente.

Il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini questa mattina si è infatti messa in contatto con il direttore generale dell'Istruzione della Regione Puglia chiedendo e ottenendo i fondi necessari al funzionamento della classe.

A causa dei tagli, i piccoli ricoverati quest'anno avrebbero potuto perdere l'opportunità di andare a scuola. Il ministero dell'Istruzione ha precisato che il taglio dei fondi rientra nelle misure stabilite dal precedente Governo.

Nel frattempo però era già partita una gara di solidarietà per scongiurare questo rischio. Un gruppo di professori in pensione aveva lanciato un appello pubblico rivolto a tutti i docenti esclusi dalle graduatorie per l'insegnamento: "Lavoriamo volontariamente per garantire la regolare riapertura della classe di scuola media". Prima che fosse resa nota la marcia indietro del provveditorato erano arrivate già decine di adesioni.

Fonte: La Repubblica Bari - 22/08/08

martedì 5 agosto 2008

Il grembiulino e le verità nascoste


Il grembiulino e le verità nascoste

05 agosto 2008 - Gianfranco Pignatelli

Ci sono immagini ed azioni politicamente eloquenti. Prendete Palazzo Chigi. Nella sede istituzionale del governo, gli addetti alla comunicazione del premier hanno pensato bene di esporre un Tiepolo taroccato e manipolato.

Dov'è lo scandalo? Non nella copia: falso più, falso meno… Forse nella contraffazione che ha velato il seno? Non di certo. Nella città della Sistina oltraggiata dal bigottismo becero dell' Inquisizione un po' di restauratio moraleggiante non fa scalpore. Più, molto più eloquenti, sono la scelta dell'opera, il suo titolo ed il pittore. E chissà se non siano tutti lapsus freudiani. Nell'ordine: quel titolo, "la Verità svelata dal Tempo"; l'effimero autore, capace di destrezze ed inganni d'ogni sorta; la sua origine, guarda un po', rigorosamente del nord-est. Ancora una volta siamo di fronte ad una mera apparenza, una verità falsa e manomessa. Indicativa, poi, la sua collocazione: la sala per le conferenze stampa. Il luogo per i monologhi di comodo e dei negati contraddittori. Delle verità taroccate e manipolate, appunto. Eccone una. Un ministro a caso - e per caso -, quello dell'istruzione, presenta un ddl con delle vecchie novità: grembiule, esami di riparazione e sette in condotta. Attenzione, però. Dietro tutto questo c'è ben altro. Intanto, tutti a chiedersi se abbia un senso un bullo bello in divisa o se un alunno prepotente potrà essere fermato da un sette in condotta. Qui il falso decoro ipocrita del pudico reggiseno alla Verità del Tiepolo fa il paio, sempre più, col grembiulino. Perché la deriva è la stessa: vacua, reazionaria, cattolica. Una pezza, una toppa, un paravento. Come se un autentico nudo d'arte o una classe di piccoli in jeans e felpe variopinte fossero, solo per questo, più indecorosi ed impresentabili di una verità manipolata ed irregimentata. Passi che abbia cercato di farsi ricordare con la più banale delle rime Gelmini-grembiulini. Ma da una giovane di belle speranze si poteva anche pretendere di più. Invece, sotto il grembiule, niente. Né risorse, né progetti, né impegni. Nessuna presa di posizione contro il decreto n.112 che ha tagliato 8 miliardi di euro (un terzo dell'intera manovra statale). Nessuna opposizione al subappalto dell'istruzione preteso dal vaticano come ricompensa per l'appoggio elettorale. Non un battito di ciglia sul linciaggio del personale operato con livore dal collega della funzione pubblica. Non una presa di posizione sulla dismissione e privatizzazione della scuola di tutti e per tutti. Nulla per impedire che la scuola statale fosse piegata alle ingordigie delle lobby. Da quella clericale, che succhia l'8 per mille e pretende pure il travaso di finanziamenti dalla scuola statale, a quella confessionale. Fino ad arrivare alla casta dei dirigenti scolastici. A loro l'art.5 del ddl "grembiulini", presentato al CdM il 1° agosto, concede, in maniera surrettizia, di scegliersi i docenti, con la facoltà esclusiva di conferire incarichi annuali sottraendoli alla trasparenza della gestione degli ex provveditorati provinciali. E, come se non bastasse, attribuisce loro la facoltà di rinnovare le nomine per due anni, in pieno dispregio delle priorità acquisite con i titoli e i servizi riconosciuti dalla normativa vigente. Un altro modo per sovrapporre alla certezza dei diritti acquisiti dagli insegnanti precari, il potere dei presidi di spadroneggiare nella scuola, imponendo favoritismo, nepotismo, clientelismo. E c'è di più. Si prevede il taglio di 90.000 addetti e 2000 scuole, quelle dei piccoli centri e per l'infanzia. Proprio quegli istituti che scongiurano la dispersione scolastica nelle zone più disagiate del Paese. Anche in questo caso – statene certi - non se ne accorgerà nessuno. Ancora una volta ci propineranno una pseudoverità, una verità velata.

Vita da precari - 1


Vita da insegnante precaria

http://www.corriere.it/solferino/severgnini/08-07-16/11.spm

Caro Beppe sono un'insegnate precaria, una di quelle storiche. Amo tanto il mio lavoro nonostante il precariato. Mi piace insegnare italiano, storia, geografia, educazione civica. Mi appassiono a ciò che spiego, leggo e studio. Ogni anno nei mesi di luglio e agosto mi ritrovo senza lavoro e con 1000 incertezze per il futuro, mio e dei miei ragazzi. Anche quest'anno è così, ma c'è qualcosa di peggio: il nuovo ministro dell'Istruzione ha pensato di tagliare i posti degli insegnanti, di non fare le inmmissioni in ruolo promesse , ma solo la metà e per la mia graduatoria la metà della metà perché ha deciso di ridurre le ore di lettere da 11 a 9! Dunque meno posti, meno ore di italiano, più alunni per classe, più handicap senza insegnante di sostegno, niente tempo prolungato. Quello che mi strabilia è che nessuno dice nulla, niente o quasi sui giornali, niente del tutto alla televisione. Si parla solo delle splendide idee del ministro che vuole far tornare a scuola tanti alunni modello con grembiulino e 10 in condotta! Ma come posso insegnare seriamente italiano, storia, geografia in una classe di 28 alunni con un handicap dichiarato e altri due effettivi in 9 ore? Mi ricordo il film “Anna dei Miracoli”... amo il mio lavoro e i miei ragazzi, ma non sono capace di fare i miracoli. Nonostante tutto spero ancora di poter tornare a scuola a settembre nella mia classe.

Ps: in un articolo su una rivista scolastica si dice che il MIUR e la Banca d'Italia hanno elaborato uno studio dove si descrivono gli insegnanti come gente che tende a passare da una scuola all'altra e non ha attaccamento alla propria sede. Gli insegnanti sono spesso assenti e il loro punteggio di laurea è basso. Se avessi una scuola a cui legarmi sarei fedelissima. Sono laureata con 110 e ho ottenuto alti punteggi nei master frequentati. Non ho mai fatto un giorno di assenza se non il 13/4/07 in cui sono mancata per sostenere l'esame del Master di Storia del Novecento presso l'Università di Tor Vergata.

Paola Tizzoni, nedo.vignati@fastwebnet.it

giovedì 31 luglio 2008

Sit-in dei docenti precari


La Rinascita della Sinistra, 31 luglio 2008 pagina 14

SIT-IN DOCENTI PRECARI

250 docenti precari, in rappresentanza dei 350.000 colleghi, hanno partecipato il 23 luglio scorso al sit-in organizzato dai Cip - Comitati insegnanti precari, e dalla "Rete docenti precari 11 luglio", in piazza Montecitorio a Roma. All'iniziativa hanno aderito associazioni di categoria ma anche sindacati, partiti e organizzazioni della società civile proprio per evidenziare il punto di non ritomo al quale è giunta la scuola pubblica italiana. La proposta di sussidiarietà sottintende la dismissione della scuola di tutti, e per tutti, il subappalto agli istituti religiosi e ai "diplomifici", la revoca della libertà d'insegnamento, licenziamenti, ulteriore precarizzazione e dequalificazione dell'istruzione, con regresso sociale e di competiri-vità nazionale. Per questo i docenti precari hanno ribadito il loro no sia al piano dei tagli, previsto dal D. L. 112, sia al futuro sistema di reclutamento dei docenti, introdotto dal ddl 953 (Aprea). Questo provvedimento, basato sulla chiamata diretta dei presidi, introdurrà clientelismo e nepotismo in sostituzione delle vigenti graduatorie, basate su titoli ed esperienze didattiche acquisite negli anni dagli attuali aventi diritto.

giovedì 24 luglio 2008

Cub Scuola: Riuscito il presidio dei precari della scuola tenutosi oggi a Roma


Oggi una consistente rappresentanza di precari e precarie della scuola ha denunciato, con un riuscito sit-in, la politica scolastica del governo e, in particolare, tagli dell'organico che colpiscono contemporaneamente il diritto dei cittadini ad una scuola pubblica di qualità e quello dei colleghi e delle colleghe precari, docenti ed ata, ad un lavoro stabile.
La Cub Scuola, nel dare una valutazione positiva della mobilitazione, sta già preparando, per la metà di settembre, una grande assemblea nazionale dei precari della scuola e del pubblico impiego.
Siamo, infatti, perfettamente consapevoli che, per battere l'attacco ai diritti sociali condotto dal governo e dal padronato, è necessaria una mobilitazione ampia da parte dei colleghi e delle colleghe più colpiti, i precari, ma che tutti i lavoratori della scuola e del settore pubblico debbano scendere in campo e che la mobilitazione debba vedere coinvolto l'assieme del movimento dei lavoratori.
Già il sindacalismo di base, unitariamente, ha indetto uno sciopero generale nazionale per la giornata del 17 ottobre. Questa scadenza sarà, per evidenti motivi, preceduta ed accompagnata da iniziative di categoria.

Per la CUB Scuola
il Coordinatore Nazionale
Cosimo Scarinzi
23/07/2008

http://www2.tecnicadellascuola.it/index.php?id=23192&action=view&c

Concluso il sit-in a Montecitorio: i precari raccolgono adesioni ed alleati


di A.G.

Ai 250 manifestanti provenienti da tutta Italia si sono uniti diversi rappresentanti politici non solo dell’estrema sinistra: presenti Antonio Di Pietro, Maria Pia Garavaglia, Mariangela Bastico e diversi membri della VII Commissione Cultura. Per il presidente Cip Maristella Curreri la massiccia presenza testimonia il punto di non ritorno cui è oggi giunta la scuola pubblica.

I precari hanno ottenuto quel che volevano: il sit-in svolto in piazza Montecitorio il 23 luglio ha infatti riscosso più adesioni del previsto e grande interesse attorno al rifiuto verso la Finanziaria predisposta dal Governo. Ai 250 precari provenienti da tutta Italia, in rappresentanza del Cip e della Rete dei precari che difendono i diritti acquisiti negli anni da oltre 300.000 lavoratori della scuola non di ruolo, si sono uniti diversi rappresentanti politici facenti parte dell’opposizione.
Non solo però di Rifondazione comunista e dei Comunisti italiani, tra i primi ad aderire al sit-in. Durante la giornata hanno dato il loro sostegno ai precari della scuola anche Antonio Di Pietro (Idv), Maria Pia Garavaglia (Pd ed attuale ministro ombra dell’Istruzione), Mariangela Bastico (Pd e vice-ministro durante l’ultimo governo Prodi) ed Alba Sasso (Sd ed ex vice-presidente della commissione Cultura alla Camera). Ma anche Pierfelice Zazzera e Giuseppe Giulietti (entrambi dell’Italia dei valori), componenti della attuale VII Commissione Cultura e Istruzione della Camera.
Il Pd, in particolare, ha deciso di far scendere in piazza, oltre che il proprio ministro ombra dell’Istruzione, pure il responsabile, sempre nel governo ombra, delle Politiche giovanili, Pina Picierno, ed una serie di deputati della Commissione Cultura alla Camera: Manuela Ghizzoni, Maria Coscia, Letizia De torre, Caterina Pes, Rosa De Pasquale e Dario Ginefra.
"Per questo governo un ragazzo in meno a scuola è un problema in meno– si legge in un comunicato unitario dei deputati del Partito democratico -, perché allevia il bilancio dello stato. I tagli alla scuola sono insopportabili perché riportano il Paese indietro negli anni, senza considerare che la scuola, l'università e la ricerca sono il punto strategico su cui fare leva per far ripartire la crescita dell'economia e della società civile. La manovra economica che il governo si appresta ad approvare, con il voto contrario delle opposizioni, è una vera e propria mattanza per la scuola: si tagliano 87 mila docenti e 43 mila dipendenti amministrativi (Ata), si mette a repentaglio l'autonomia didattica e si introduce in modo del tutto surrettizio una riforma che fa un passo in dietro rispetto alle norme introdotte dal governo Prodi che, stabilendo l'innalzamento dell'obbligo di istruzione a 16 anni, danno ai ragazzi e alle ragazze l'opportunità di acquisire livelli omogenei di competenze, mentre per noi è uno sfregio al futuro".
Tutti provvedimenti e manovre contestate apertamente dai precari, attraverso una serie di slogan e striscioni rivolti in prevalenza ai componenti del Governo ed al Ministro del Miur Gelmini: un no categorico, in particolare è stato rivolto sia al piano dei tagli di risorse complessive e di posti contenuto nel dl n. 112, che prevede la riduzione delle spese pari a quasi 8 miliardi di euro.
In piazza Montecitorio si sono poi ritrovati diversi rappresentanti sindacali: oltre agli annunciati Cobas, Gilda, Cub e Cidi, all’ultimo momento hanno aderito al sit-in alcuni rappresentanti dei confederali (Flc-Cgil, Cisl Scuola e Uil Scuola).
Per Maristella Curreli, presidente dei Cip, la giornata è servita a mandare un chiaro messaggio al governo: "il fatto che alla nostra manifestazione -ha detto il leader dei Comitati italiani precari - abbiano aderito oltre che le associazioni di categoria anche diversi sindacati, organizzazioni della scuola e partiti politici evidenzia per bene il punto di non ritorno cui è oggi giunta la scuola pubblica. Da oggi possiamo dire che è chiara a tutti l’opposizione ferrea alle strategie di questo governo da parte dei lavoratori precari e di tutti coloro che hanno a cuore le sorti della scuola pubblica: la proposta di sussidiarietà della scuola statale sottintende dismissione della scuola di tutti e per tutti".
Le proteste dei precari sono indirizzate non solo al dl n. 112, ma anche al disegno di legge presentato dall’on. Aprea sulle nuove regole di formazione e reclutamento dei docenti: "se il governo dovesse votare a favore del ddl n. 953 che permetterà la chiamata diretta dei supplenti da parte dei presidi - sostiene il rappresentante dei Cip - in solo colpo si amplieranno a dismisura le trattative privatistiche in seno alla scuola pubblica e le situazioni di nepotismo. Ed allo stesso tempo si cacceranno ingiustamente dalla scuola decine e decine di migliaia di precari ultra-specializzati e vincitori di concorso".
I precari fanno intendere, quindi, che la loro battaglia andrebbe condivisa anche da altre parti in causa, ad iniziare dagli studenti e dalle rispettive famiglie: "il blocco del turno over - conclude Curreli - provocherà non solo la mancata assunzione dei tantissimi precari che anche da più di venti anni attendono il ruolo, ma anche l’innalzamento ulteriore dell’età media dei docenti che peraltro questo Governo aveva bugiardamente fatto intendere di voler ridurre proprio perchè troppo elevata".

http://www2.tecnicadellascuola.it/index.php?id=23193&action=view
23/07/2008

mercoledì 23 luglio 2008


COMUNICATO STAMPA

Resoconto del sit-in svolto il 23 luglio 2008 in p.zza Montecitorio e dell’audizione alla Camera

250 docenti precari, in rappresentanza dei 350.000 colleghi, hanno partecipato oggi al sit-in organizzato dai C.I.P., Comitati insegnanti precari, e dalla Rete docenti precari 11 luglio, in piazza Montecitorio, a Roma. 'Il fatto che alla nostra iniziativa abbiano aderito associazioni di categoria ma anche sindacati, partiti ed organizzazioni della società civile – spiega Maristella Curreli, presidente nazionale dei Cip – evidenzia il punto di non ritorno al quale è giunta la scuola pubblica italiana. La proposta di sussidiarietà sottintende la dismissione della scuola di tutti e per tutti, il subappalto agli istituti religiosi e ai diplomifici, la revoca della libertà d’insegnamento, licenziamenti, ulteriore precarizzazione e dequalificazione dell’istruzione, con regresso sociale e di competitività nazionale'. Per questo i docenti precari hanno ribadito il loro no sia al piano dei tagli (8 miliardi di €, pari a 1/3 dell’intera manovra finanziaria e 130.000 posti), previsto dal D.L.112, sia al futuro sistema di reclutamento dei docenti, introdotto dal ddl 953 (Aprea). Questo provvedimento, basato sulla chiamata diretta dei presidi, introdurrà clientelismo e nepotismo in sostituzione delle vigenti graduatorie, basate su titoli ed esperienze didattiche acquisite negli anni dagli attuali aventi diritto.
All’iniziativa hanno partecipato tutte le associazioni di categoria già presenti all’incontro dell’11 luglio ed autrici del blog Rete docenti precari, la Cub Scuola, la Gilda degli Insegnanti, i Cobas, Cgil-Cisl-Uil, il Cidi, Rifondazione Comunista, Sinistra Democratica ed il Partito dei Comunisti Italiani. In piazza anche i rappresentanti d’opposizione della VII Commissione Cultura della Camera, Antonio Di Pietro e, per il Pd, Mariangela Bastico ed il ministro dell’istruzione del governo ombra, Maria Pia Caravaglia.
Una delegazione dei Cip e della Rete docenti precari è stata ricevuta alla Camera, in VII Commissione Cultura. La presidente, Valentina Aprea - alla presenza delle onorevoli Caterina Pes, Maria Coscia e Rosa De Pasquale – ha assicurato l’adozione di norme transitorie a salvaguardia dei diritti già acquisiti dai precari ed il mantenimento – qualunque sia il futuro sistema di reclutamento - della quota del 50% in favore degli attuali iscritti nelle graduatorie ad esaurimento. I Cip attendono provvedimenti concreti e sono disponibili al confronto e ai futuri incontri auspicati dall’on. Aprea.

Roma, 23 luglio 2008
Direttivo Nazionale C.I.P. – Comitati Insegnanti Precari


Associazione riconosciuta dal Miur con Nota Ministeriale prot. n. 31653 del 30/09/1998
CIP_Associazione Nazionale - http://www.cipnazionale.it/

martedì 22 luglio 2008

Intervento sulla scuola alla Camera dell'on. Anita Di Giuseppe

Intervento alla Camera dell'on. Anita Di Giuseppe (IDV)


I Comunisti Italiani aderiscono al sit-in


PARTITO DEI COMUNISTI ITALIANI

Direzione nazionale Dipartimento Scuola

Comunicato stampa

I Comunisti Italiani sono con gli insegnanti precari che domani manifesteranno in piazza Montecitorio in difesa e per la stabilizzazione di 150.000 posti di lavoro. Essi infatti sarebbero i primi ad essere colpiti dai tagli senza precedenti alla scuola pubblica previsti dalla Finanziaria votata dalla destra di governo: 8 miliardi di euro e 100.000 insegnanti in meno in tre anni. I Comunisti italiani ringraziano gli insegnanti precari. La loro iniziativa infatti costituisce il primo importantissimo momento di una battaglia dura e difficile per la difesa di quella scuola pubblica e statale che la destra sta cercando di colpire mortalmente: nel lavoro, nella professionalità, nella libertà di insegnamento dei suoi insegnanti; privatizzandola e regionalizzandola; privandola di risorse devolute in grande abbondanza alla scuola privata; riducendo l’obbligo di istruzione. Sarà una battaglia per la scuola della Costituzione che la destra intende sovvertire. Una battaglia mai così difficile e quindi da sostenere insieme (il modo della scuola, gli insegnanti, gli studenti, i genitori, le organizzazioni sociali e sindacali, i partiti della sinistra , tutte le forze democratiche e di progresso) e che dovrà vedere finalmente scuotersi le forze parlamentari di opposizione.

Anche Cgil, Cisl e Uil appoggiano il sit-in


FLC Cgil - CISL Scuola - UIL Scuola

Comunicato

FLC CGIL, CISL SCUOLA e UIL SCUOLA, condividono le ragioni espresse da quanti manifestano in piazza Montecitorio, rivendicando adeguate risposte alle proprie legittime aspettative. Non è ulteriormente tollerabile il disagio di una precarietà che si trascina per anni e anni: anche la stabilità del lavoro va assunta come una delle condizioni necessarie per far crescere la qualità della scuola.

Incessante è l’impegno dei sindacati scuola confederali per il superamento del precariato nella scuola e per il rafforzamento del sistema nazionale di istruzione e per un sistema di reclutamento dei docenti trasparente e imparziale, messo in discussione da proposte di legge attualmente all’esame del Parlamento.

FLC Cgil, CISL Scuola e Uil Scuola, nel ribadire la volontà di sostenere in modo fermo e determinato le ragioni della scuola pubblica, fondamentale risorsa per lo sviluppo e la crescita del Paese, sono fortemente impegnate a contrastare le politiche dei tagli indiscriminati nelle scuole, nella convinzione che non è riducendo le risorse finanziarie e di organico che si dà efficienza ed efficacia alla scuola italiana.

Roma, 22 luglio 2008

On. Zazzera e On. Giulietti aderiscono al sit-in


Dal sito dell'On. Zazzera:

"Rispondo al docente precario,

caro amico ci sarò alla manifestazione del 23 luglio prossimo in difesa della scuola e per rispondere ai tagli del governo che di fatto mettono in ginocchio la scuola pubblica.
Ci sarò insieme all'on. Giulietti che con me è componente della VII Commissione Cultura e Istruzione.
Ovviamente prego qualcuno di voi di prendere contatti con la mia segreteria personale al tel. 0667608894.

cordiali saluti



http://italiadeivalori.antoniodipietro.com/eletti/pierfelice_zazzera.php

lunedì 21 luglio 2008

L'on. Alba Sasso aderisce al sit-in


L'ex parlamentare, da sempre vicina ai problemi del precariato scolastico, e presente all'incontro del 11 luglio scorso, ha inviato alla nostra rete il seguente comunicato:

Governo strabico.

Da un lato Maria Stella Gelmini invoca la continuità didattica. Dall’altro non fa l’unica cosa che la renderebbe possibile: immettere in ruolo i docenti precari. Infine si rende sempre più confuso il quadro della formazione e del reclutamento. Si bloccano le scuole di formazione mentre incombe minaccioso il disegno di legge Aprea sulla chiamata diretta degli insegnanti da parte dei dirigenti scolastici.

E fa piacere la dichiarazione di Mariangela Bastico sulla non condivisione del Pd rispetto a questa proposta. A leggere i resoconti della settima commissione della Camera dei deputati sembrava il contrario. Sarò alla manifestazione del 23 luglio indetta dalla reteprecari contro la politica dei tagli, dell’impoverimento e della strutturazione della scuola statale.

Alba Sasso

Il Cidi aderisce al sit-in


Il Cidi aderisce al sit-in indetto dai precari della scuola il prossimo 23 luglio, in piazza Montecitorio, dalle 11 alle 17.

Per contrastare la politica dei tagli agli organici e tutelare i propri diritti tutte le associazioni, i comitati, i gruppi e le organizzazioni dei precari hanno annunciato questa forma di protesta, con la quale chiederanno il ritiro degli articoli che riguardano la scuola contenuti nel d.l. n. 112. Chiederanno anche a tutte le istituzioni di individuare forme che tutelino tutti coloro che sono inseriti nelle graduatorie ad esaurimento.

Infatti, in assenza di specifiche garanzie, le possibilità di entrare in ruolo degli attuali precari si ridurranno molto soprattutto per la progressiva riduzione di posti.

La condizione di precarietà di chi insegna ne mortifica l’impegno, ne avvilisce il desiderio di riqualificazione in servizio, priva gli alunni e le famiglie di certezze e non garantisce la continuità didattica.

Roma, 18 luglio 2008

domenica 20 luglio 2008

Bastico partecipa al Sit - In


Tecnica della scuola

Bastico: "Nessun accordo bipartisan sul ddl Aprea"

di R.P.

Con un comunicato diramato nella giornata festiva, la senatrice del PD Mariangela Bastico smentisce categoricamente che sul ddl Aprea vi sia un accordo fra maggioranza e opposizione, come invece ipotizzato da un quotidiano nazionale. L'ex vice-ministro annuncia anche la propria presenza al sit-in dei precari del 23 luglio.
“Non c’è nessun accordo bipartisan sul ddl Aprea”: è questo in sintesi il commento di Mariangela Bastico - ex viceministro dell’Istruzione durante il Governo Prodi - sulla notizia diffusa nelle ultime ore da un quotidiano nazionale che ha avanzato l’ipotesi che in Commissione Istruzione della Camera si possa raggiungere una mezza intesa fra maggioranza e opposizione sul progetto di legge relativo alla riforma degli organi collegiali e al reclutamento dei docenti.
“La notizia - scrive Mariangela Bastico in una nota pubblicata in queste ore nel suo sito WEB - non corrisponde alla realtà ed è assolutamente priva di fondamento. Il Pd non concorda sull'impianto e sui contenuti specifici del progetto di legge”.
Anzi, l’ex viceministro ricorda che l'on. Letizia De Torre (PD anche lei) ha presentato un disegno di legge sugli organi collegiali e uno sulle modalità di formazione in ingresso dei docenti molto lontani nello spirito e nel testo dal ddl Aprea.
In realtà il ddl De Torre sugli organi collegiali prevede la piena autonomia statutaria delle Istituzioni scolastiche e, almeno su questo punto, non si discosta in modo significativo dal ddl della maggioranza. Lo stesso progetto prevede poi l’istituzione di consiglio territoriale di cui dovrebbero far parte i presidenti dei consigli di circolo/istituto e i dirigenti scolastici delle scuole di riferimento.
Ogni consiglio territoriale dovrebbe riferirsi ad una trentina di istituzioni scolastiche ed essere quindi composto da una sessantina di membri.
“Sul precariato e sulle modalità di reclutamento - prosegue Bastico nel suo comunicato - il PD conferma l'indirizzo e le scelte del Governo Prodi: un piano triennale di assunzioni per 150mila docenti e 30mila ATA, l'esaurimento delle graduatorie permanenti, la ridefinizione delle modalità di formazione in ingresso dei docenti attraverso un regolamento interministeriale, il reclutamento attraverso concorsi da svolgersi a cadenza biennale e con corrispondente durata della validità delle graduatorie”.
Proprio per questo motivo, sottolinea ancora Mariangela Bastico, non è più rinviabile il completamento del programma di assunzione del personale precario allo scopo di “perseguire l'obiettivo di stabilizzazione del personale della scuola, fattore essenziale per la continuità didattica e per la qualificazione della scuola stessa”.
L’ex vice-ministro, che attualmente non fa però parte della Commissione Istruzione ma si occupa dei rapporti con le Regioni, coglie anche l’occasione per ricordare che “il PD è assolutamente contrario all'emendamento che di fatto abolisce l'obbligo d'istruzione a 16 anni e reintroduce il doppio canale della Moratti, permettendo che l'obbligo si realizzi nei corsi triennali regionali di istruzione e formazione professionale”. “Sono questi i terreni prioritari su cui il Pd condurrà una dura opposizione parlamentare” conclude la Bastico che però aggiunge: “Per ottenere concreti e positivi risultati è fondamentale che l'opposizione parlamentare sia sostenuta da un impegno politico e sociale fortemente diffuso nella scuola e nel Paese”.
Un comunicato, insomma, con cui si aprono ufficialmente le ostilità.
Aprea e Gelmini sono avvertite: a settembre il PD potrebbe sostenere apertamente la protesta delle scuole, dei sindacati e dei precari.
Un primo assaggio la Bastico la proporrà già il prossimo 23 luglio: scrivendo al Forum Precariscuola ha già annunciato che parteciperà al sit-in organizzato dai precari davanti a Montecitorio.

sabato 19 luglio 2008

ADPNA e Sisa scuola aderiscono al sit-in e alla Rete


SIT – IN del 23 luglio 2008

L’ADPNA ed il Sisa scuola, sosterranno con la loro partecipazione, la protesta dei colleghi, dimostrando la volonta' di combattere anche dei docenti non abilitati.
Al grido di: " LOTTARE SEMPRE ARRENDERSI MAI!"

L’ ADPNA ed il Sisa scuola, si dichiarano favorevoli a partecipare e sostenere le iniziative della Rete docenti precari dell' 11 luglio, al fine di unire gli sforzi e gli intenti, nel tentativo di fermare il Ministero ed il Governo contro lo smembramento della scuola pubblica italiana.

Fermo restando i diversi intenti dei gruppi, si auspica una proficua collaborazione tra gli stessi al fine di combattere tutti insieme.

Firmato ADPNA (associazione docenti precari non abilitati) e SISA (sindacato indipendente scuola e ambiente.

Per informazioni:
www.adpna.it
www.sisascuola.it

La Cub Scuola aderisce al sit-in del 23 luglio

La Cub Scuola aderisce al sit-in del 23 luglio a Roma promosso dalla Rete Docenti Precari e ritiene che la scelta forte e coraggiosa di muoversi immediatamente contro la politica scolastica del governo sia una prova di determinazione e di consapevolezza della rilevanza delle questioni in gioco.
Il taglio degli organici senza precedenti che il governo ha deciso rappresenta uno scarto rispetto alle più caute, anche se altrettanto inaccettabili, politiche di smantellamento della scuola pubblica che caratterizzavano la precedente maggioranza.
È un segno evidente del convincimento maturato da parte di confindustria, governo, corporazioni dominanti che è possibile regolare i conti con i lavoratori e le lavoratrici della scuola in fretta e con effetti traumatici.
È un’operazione ben costruita, prima la campagna contro i “fannulloni del pubblico impiego” che sbocca nella Circolare Brunetta, poi un ministro dell’istruzione non più pubblica che propone forti aumenti di retribuzione agli insegnanti, infine la quadratura del cerchio: gli aumenti, riservati però solo ad una minoranza di fedeli fidati, li pagheranno i precari della scuola prime e principali vittime del taglio degli organici.
Nei fatti, il sit-in del 23 luglio è la prima risposta ed il primo momento di mobilitazione a difesa della scuola pubblica intesa come una scuola di qualità di tutti e di tutte.
Per questo la CUB Scuola sostiene l’iniziativa e si impegna a costruire, in autunno, in un percorso unitario, tutte le forme di mobilitazione necessarie a difendere i diritti delle precarie e dei precari.
Per la CUB Scuola
Cosimo Scarinzi
18 luglio 2008

giovedì 17 luglio 2008

Anche Rifondazione Comunista aderisce al Sit-in


7 in condotta

Contro la scuola di classe, il Prc aderisce alla manifestazione dei precari della scuola il 23 luglio a Roma, davanti a Montecitorio

di Gennaro Loffredo, Responsabile Nazionale Scuola e Formazione Prc
7 in condotta a chi non ubbidisce (ed il voto pesa sulla valutazione), grembiulino per tutte/i, forme di incentivazione per le/gli insegnanti che “giurano” fedeltà alla scuola magari dopo essere state/i assunte/i dal dirigente amico. Qualche battibecco con U. Bossi sulle rispettive competenze (“non sei una insegnante” – “non sei un costituzionalista”).

Di questo si sta occupando la ministra Gelmini mentre l’Aprea riforma la scuola. Il 9 luglio scorso la commissione cultura della Camera, presieduta dalla Aprea, ha deliberato in merito alla proposta di legge - depositata dalla stessa Aprea - (AC 953) che detta le regole per l’autogoverno delle scuole. Abbiamo già scritto di questo e valutato in maniera fortemente negativa i contenuti e l’idea di fondo di scuola e di società che si prospetta in antitesi completa alla nostra.

La seduta della Commissione è stata aperta da Maria L. De Torre (Pd, già sottosegretaria all’istruzione nel passato governo Prodi) che ha illustrato un’analoga proposta di legge di cui è prima firmataria (C.1226), scaturita, asserisce sapendo di mentire, dal confronto costruttivo tra tutte le forze politiche della passata maggioranza di governo e dal confronto con la Confederazione nazionale della famiglia (qui è probabile che dica il vero!).

Alla discussione si è aggiunta Rosa De Pasquale (parlamentare de Pd) che ha preannunciato un’altra proposta di legge che mira principalmente a disciplinare il governo partecipato della scuola dell’autonomia, la formazione ed il reclutamento degli insegnanti. Il sottosegretario G. Pizza, presente in commissione, ha evidenziato la disponibilità del Governo a lavorare sul testo base della Aprea riunendo un comitato ristretto a cui dare mandato. Quelle che erano preoccupazioni (motivate) si fanno via via certezze. Come sempre accade, in piena estate si fanno passare le cose peggiori.

E’ necessario cominciare a dare a questo Governo un segnale di forte disapprovazione verso il suo operato che vuole minare le basi della democrazia nel nostro paese a cominciare dal mondo della scuola. Il dipartimento nazionale scuola e formazione del Prc, da sempre vicino ai precari della scuola, aderisce alla manifestazione di protesta indetta da tutte le organizzazioni ed associazioni che tutelano il personale non di ruolo per il 23 luglio prossimo, a Roma, davanti a Montecitorio.
Roma, 16 luglio 2008

La Gilda degli Insegnanti aderisce alla Manifestazione

...organizzata dalla Rete dei Docenti precari e solidarizza con tutti i colleghi precari della scuola.

La Gilda degli Insegnanti ribadisce che:

LE IMMISSIONI IN RUOLO SONO DEL TUTTO INADEGUATE E ANCORA TROPPI I PRECARI

Le 25mila immissioni in ruolo di docenti annunciate dal ministero dell’Istruzione sono insufficienti, sia rispetto agli impegni assunti dalla Finanziaria varata dallo scorso Governo, che prevedeva l’assunzione di 150mila precari in tre anni, sia rispetto al numero di posti effettivamente vacanti.
Ancora maggiore preoccupazione poi, destano i tagli contenuti nella Finanziaria che è ora all’esame delle Camere”.
Per arginare il dilagante fenomeno del precariato, la Gilda lancia un appello a viale Trastevere affinché si proceda in tempi rapidi alla definizione di un nuovo sistema di reclutamento che eviti la riproduzione di un precariato così vasto.
La scuola italiana ha bisogno di stabilità e certezze”.

LA SCUOLA STATALE E' A RISCHIO SMANTELLAMENTO
Tagliare altri 100mila posti nel prossimo triennio significherebbe smantellare la scuola statale. Se fossero confermate le cifre previste dalla nuova Finanziaria, si tratterebbe di un ulteriore e grave colpo al nostro sistema dell’istruzione già messo in ginocchio dai 42mila posti cancellati dal precedente Governo”
Sbaglia chi attribuisce alla scuola sprechi di denaro pubblico basta vedere, per esempio, lo stato di fatiscenza in cui versa la maggior parte degli edifici scolastici, sovraffollati, a rischio sicurezza e carenti persino di banchi, sedie e gessi, e il rapporto docenti-alunni sempre più sproporzionato. Risultato: per investimenti nell’istruzione, l’Italia si trova agli ultimi posti nella classifica dei paesi sviluppati.
Questa costante politica di tagli, mortifica e demotiva i docenti, già penalizzati da retribuzioni inferiori rispetto a quelle dei colleghi europei, e peggiora ulteriormente la qualità della scuola pubblica. Perciò, se davvero la Finanziaria prevede questi tagli, la Gilda degli Insegnanti chiede al Governo di invertire la rotta di marcia e di investire nel rilancio della scuola statale che rappresenta una delle istituzioni fondamentali della Repubblica.

Roma, 17 luglio 2008

Ufficio stampa Gilda Insegnanti

mercoledì 16 luglio 2008

Comunicato COBAS - Adesione al sit-in


COMUNICATO STAMPA
PRECARI IN STATO DI AGITAZIONE
MISURE URGENTI
CONTRO IL DEGRADO DELLA SCUOLA PUBBLICA

Con l'art. 64 del Decreto Legge n. 112 del 25 giugno scorso, contenente le disposizioni in materia di organizzazione scolastica, non è più solo messo definitivamente in gioco il posto di lavoro di migliaia di precari, ma l'esistenza stessa dell'istituzione scuola. Se nessuno sembra accorgersene i precari, che vivono peraltro la totale dismissione della scuola pubblica italiana sulla propria pelle, sono ad oggi gli unici che stanno scendendo in campo per impedirne lo scempio definitivo.
Se non fosse scritto chiaramente nel testo non ci si crederebbe, invece è proprio così ( comma 1):

“Ai fini di una migliore qualificazione dei servizi scolastici e di una piena valorizzazione professionale del personale docente” si procede:

all'aumento degli alunni per classe; alla riduzione del 17% del personale ATA e alla riduzione degli organici dei docenti; all'accorpamento delle classi di concorso dei docenti per poterli spostare ad insegnare più materie possibili (alla faccia della qualificazione dell'insegnamento); alla ridefinizione degli istituti tecnici e professionali con abbassamento del quadro orario complessivo e restrizioni per la formazione delle classi; alla reintroduzione del maestro unico nelle elementari; alla trasformazione dei Centri di istruzione per gli adulti e dei corsi serali in centri provinciali ( con ulteriore taglio di personale docente ed ATA).

Per migliorare si dequalifica e per evitare l'insurrezione dei docenti, dei genitori e degli studenti si dice che il 30% dei risparmi verrà utilizzato per incrementare le risorse del Fondo dell'istituzione scolastica per la valorizzazione e lo sviluppo della carriera dei docenti ( continua cioè la cannibalizzazione della categoria: ti miglioro il docente se elimino posti e precari, e se quei pochi che rimangono vengono messi in competizione tra di loro per 'arraffare' la miseria a disposizione).

A conti fatti si tratta di un taglio di circa 150.000 precari ( compresi quello già previsto dal governo Prodi), a fronte di un esercito di quasi 250.000 persone che da anni ed anni lavorano nella scuola, assunti all’inizio dell’anno scolastico e licenziati dopo scrutini ed esami e di un risparmio di oltre 9.000 milioni di euro in un settore che dovrebbe invece riceverne altrettanti in più ( per tutti e non solo per i più meritevoli, che non si capisce peraltro chi siano). Il testo prevede, insomma, un piano di razionalizzazione che si presenta come un intervento definitivo e senza ritorno rispetto al quale l'unica soluzione possibile è lo stato di agitazione permanente dei precari ,che riesca a coinvolgere anche il personale tutto, gli studenti e i genitori, per impedire la definitiva fuoriuscita dei precari dalla scuola, ma soprattutto il peggioramento complessivo della stessa qualità della scuola pubblica. Per questo motivo i Cobas promuovono lo stato di agitazione che prevede:

- adesione al sit-in del 23 luglio a Roma promosso dalla Rete Docenti Precari
- volantinaggi nelle scuole polo per fine agosto;
- assemblee di precari in ogni provincia dal 1° settembre ;
- Convegno Nazionale CESP per fine settembre cui invitiamo sin da ora i rappresentanti di quelle
reti alternative di precari che si stanno attivando per la ripresa di una mobilitazione contro il taglio dei posti e per la difesa della scuola pubblica .

Per l’Esecutivo Nazionale

Roma, 16 luglio 2008

Anna Grazia Stammati

http://www.cobas-scuola.it/varie08/precariAgitazione.html

martedì 15 luglio 2008

CONTRO GOVERNO SIT-IN PRECARI IL 23 LUGLIO A MONTECITORIO


SCUOLA/ CONTRO GOVERNO SIT-IN PRECARI IL 23 LUGLIO A MONTECITORIO



Insolita manifestazione estiva: l'obiettivo è bloccare dl 112



Roma, 15 lug. (Apcom) -


I precari della scuola hanno programmato un sit-in in piazza Montecitorio per mercoledì 23 luglio: al centro della protesta vi saranno i tagli dei posti, di aule, personale, classi, tempo scuola, docenti di sostegno e risorse complessive. La decisione è giunta a distanza di pochi giorni dall'incontro a Roma dei delegati di tutte le associazioni che tutelano il personale non di ruolo.
In quell'occasione tutte le organizzazioni dei precari erano convenute sulla necessità di scendere il prima possibile in piazza per contrastare con forza, prima dell'approvazione delle restrizioni contenute nel dl n. 112, la politica dei tagli agli organici e tutelare i diritti di docenti vincitori di concorso in servizio da anni ma ancora precari.
Il sit-in si svolgerà a ridosso dell'obelisco in piazza Montecitorio dalle 11,00 alle 17,00: gli organizzatori speravano in una manifestazione di più lunga durata, ma la questura romana ha concesso solo sei ore. I docenti hanno però già fatto sapere che basteranno per mandare un chiaro messaggio di dissenso per la politica intrapresa dal governo nei confronti della scuola nelle ultime settimane.
Anche se la protesta si svolgerà in piena estate, un periodo insolito per le manifestazioni della scuola, si prevede infatti un'adesione importante: durante l'incontro romano del Galilei dell'11 luglio (organizzato dai Cip e dove sono giunti delegati da tutta Italia) tutte le organizzazioni e i gruppi di docenti hanno preannunciato che aderiranno compatti.
Il malcontento del resto ha raggiunto livelli alti: oltre ai preannunciati tagli di 90.000 cattedre in tre anni, tra i precari serpeggia il timore per gli sviluppi della riforma del sistema di reclutamento, attualmente in discussione presso le commissioni Cultura di Camera e Senato: se il ddl, presentato dall'on. Valentina Aprea (Fi) dovesse infatti andare in porto non ci sarebbe più molto spazio per i circa 300.000 precari vincitori di concorso attualmente in lista d'attesa.
"Questo Governo - spiega Maristella Curreli, presidente dei Cip - dimentica che la scuola pubblica deve essere di tutti e per tutti, che l'istruzione non è merce da vendere e acquistare ma è investimento e non spesa, promozione civile e non addottrinamento". A proposito del ddl sul nuovo reclutamento, che prevederebbe anche la chiamata diretta dei presidi, il leader dei 'Comitati italiani precari' è convinto che sottrarrebbe la "libertà di pensiero espropriando i diritti legittimi maturati nel tempo dai docenti precarizzati da decenni di malgoverno dell'istruzione".

Lettera a L'Espresso


Ho appena inviato una lettera a "L'Espresso". Speriamo che la pubblichino!

Il Governo, con il Decreto Legge 112 e il DDL attualmente in discussione nelle Commissioni-Cultura di Camera e Senato, sta manifestando l’intenzione di destabilizzare, se non addirittura di smantellare, la scuola statale. Nei provvedimenti allo studio sono previsti, infatti, tagli molto pesanti all’organico, che mineranno gravemente la qualità dell\'insegnamento, colpendo soprattutto il personale precario, che da anni dà il suo fondamentale contributo per il funzionamento della scuola. Il Governo sta cercando, inoltre, di mettere a rischio i diritti acquisiti dagli insegnanti iscritti nelle graduatorie, volendo di fatto attribuire maggiori poteri ai Dirigenti scolastici attraverso la “chiamata diretta” degli insegnanti, che dovrebbe essere garanzia per una maggiore valorizzazione del “merito”, ma che di fatto rischierebbe di favorire il clientelismo e il nepotismo. Pertanto i docenti che hanno a cuore le sorti della scuola italiana, in primis le associazioni di insegnanti precari, hanno deciso di dare vita ad una serie di iniziative di mobilitazione, la prima delle quali sarà un sit-in di protesta il 23 luglio dalle ore 11.00 alle ore 17.00 a Piazza Montecitorio. I docenti chiedono: il sostegno della società civile tutta, delle associazioni di categoria, delle associazioni dei genitori, dei mass – media, delle Istituzioni, dei Sindacati affinché siano vicine alla lotta dei lavoratori della scuola a salvaguardia della qualità dell’istruzione statale e del futuro dei nostri giovani, la fine dei tagli alle risorse destinate alla scuola statale e destinazione ad essa di maggiori fondi, la cessazione dei finanziamenti indiretti alla scuola privata e reindirizzamento degli stessi alla scuola statale, almeno fino alla fine dell\'emergenza educativa in atto, una maggiore attenzione alla continuità didattica, una maggiore dignità ai lavoratori della scuola attraverso adeguamenti salariali, la recessione da ogni tentativo o tentazione di privatizzazione della Scuola di tutti, misure contro il precariato e non contro i precari attraverso l\'istituzione di un organico funzionale e immissione in ruolo su tutti i posti disponibili, stessi diritti economici e di carriera dei docenti di ruolo al personale precario.

Prof.ssa Mara Alei

Articolo Tecnica della Scuola


Precari di parola: sit-in il 23 luglio a Montecitorio



di A.G.


A soli cinque giorni dall’incontro a Roma dei delegati di tutte le organizzazioni ed associazioni che tutelano il personale non di ruolo è arrivato il primo atto di protesta ufficiale contro la politica del Governo: la manifestazione si svolgerà a Roma vicino l’obelisco di piazza Montecitorio dalle 11,00 alle 17,00. Ci saranno tutte le organizzazioni dei precari.
Avevano promesso un’esteta calda e sono stati di parola: i precari della scuola scenderanno nella piazza simbolo del Governo, a Montecitorio, il prossimo 23 luglio. A soli cinque giorni dall’incontro a Roma dei delegati di tutte le organizzazioni ed associazioni che tutelano il personale non di ruolo è così arrivato il primo atto di protesta ufficiale in difesa della scuola pubblica statale, percontrastare la politica dei tagli agli organici del governo e tutelare i diritti di docenti pluriabilitati ed ipertitolati ma ancora precari.
Il sit-in si svolgerà a Roma vicino l’obelisco di piazza Montecitorio dalle 11,00 alle 17,00: i precari avevano chiesto una spazio orario maggiore, ma la questura romana ha concesso solo sei ore di manifestazione. E così si sono dovuti accontentare. Ma assicurano che saranno comunque sufficienti per farsi sentire: tutte le associazioni, i comitati, le organizzazioni e i gruppi di docenti presenti all’incontro romano del Galilei dell’11 luglio hanno preannunciato che risponderanno compatti. E c’è da credergli, considerato il momento particolarmente delicato per la categoria.
Oltre che il ritiro degli articoli che riguardano la scuola contenuti nel dl n. 112, i precari chiederanno a gran voce dei provvedimenti da parte delle istituzioni che tutelino tutti coloro che sono inseriti nelle graduatorie ad esaurimento: una norma che mantenga in pratica in “vita” le attuali liste dei precari – dove sono inseriti circa 300.000 vincitori di concorso e abilitati Ssis – fino al loro totale svuotamento.
Se venisse infatti approvato il nuovo reclutamento presentato dall’on. Valentina Aprea, attualmente in discussione presso le commissioni Cultura di Camera e Senato, così come è strutturato oggi le possibilità di prendere il ruolo per gli attuali precari diventerebbero infatti sempre più ridotte: alla progressiva riduzione di posti vacanti disponibili si andrebbe ad aggiungere la concorrenza dei nuovi abilitati. Una infelice lotta tra generazioni diverse. Di cittadini che negli anni hanno avuto una sola “colpa”: volere fare gli insegnanti.
15/07/2008

domenica 13 luglio 2008

I video dell'incontro del 11 luglio

Primo video (gialov):




Secondo video (Precari Liguri):



Terzo video (MIDA):


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Resoconto ufficiale della riunione del 11 luglio

RESOCONTO UFFICIALE
Incontro 11 Luglio 2008


Incontro delle Organizzazioni degli insegnanti precari indetto dal CIP (Comitati Insegnanti Precari) presso l’ITIS Galilei di Roma.

Erano presenti oltre centoventi delegati di Associazioni e Gruppi provenienti da tutta Italia.
Il moderatore dell’incontro, Francesco Casale del Direttivo Cip, ha aperto i lavori dichiarando lo scopo della riunione: rimettere in moto la macchina delle associazioni del mondo dei lavoratori precari della scuola, fare il punto della situazione e prendere iniziative comuni proponendo la nascita di una rete di associazioni.
Il primo intervento è stato quello di Maristella Curreli, Presidente Nazionale del CIP, che ha presentato il Comitato organizzatore, ha dichiarato che l’istruzione in ogni paese civile deve essere non una merce da vendere ma un investimento, ha prodotto una breve disquisizione storica sulle normative dannose per il personale precario che hanno visto l’esigenza in Italia della nascita di comitati spontanei e di come l’emergenza di oggi richieda una unità della categoria. Ha sottolineato il linciaggio mediatico al quale è sottoposto il mondo della scuola, anche da alcuni rappresentanti del governo, e di come in nessun altro ambito lavorativo l’esperienza non venga considerata importante, come invece avviene puntualmente nel comparto scuola. Riferendosi alle azioni della precedente legislatura, ha dimostrato come la tecnica del cacciavite si sia rivelata debole tanto da permettere così il ritorno della legge Moratti sotto le spoglie del DDL Aprea. Ha quindi esposto il senso dell’incontro: ricompattare le forze dei movimenti presenti sul territorio nazionale.

Sono intervenuti i seguenti delegati e rappresentanti delle Associazioni presenti: Paolo Malerba e Paolo Fasce (Comitato Precari Liguria), Brunello Arborio (Forum Precari Scuola), Andrea Raciti (Rete Precari SSIS), Francesco Cori (SSISMA), Daniela Campoli e Danila Scermino (MIDA), Stefano Rosini (Orgoglio precario), Francesco Corsini (ISP Toscana), Rosario Chiandia (Precarimobili), Vittorio Manzolillo (CIPNA), Manuel Cecchinato (Gruppo Precari Venezia) e SSIS-BAR.
In seguito sono intervenuti Alba Sasso, deputata della Sinistra democratica, sempre attenta e in prima linea riguardo le tematiche del mondo della scuola e del personale precario in particolare, e il senatore Piergiorgio Bergonzi, responsabile scuola dei Comunisti italiani. L’incontro ha visto gli interventi di Barbara Battista (CUB), Stefano Micheletti (Cobas) e la presenza della Gilda. E’ stata notata l’assenza dei sindacati (Confederali, SNALS e dell’UGL), a dimostrazione della scarsa sensibilità per i precari e per la progressiva dequalificazione della scuola pubblica statale. Il rappresentante del CIPNA ha inoltre dichiarato nel suo intervento la confluenza dei sui Comitati nel CIP nazionale.
Alla conclusione dei singoli interventi, si è aperta la discussione con le testimonianze dei precari presenti e con le proposte avanzate dalle Associazioni sulle iniziative comuni da intraprendere.
Dall’assemblea unitaria è chiaramente emersa la volontà di intraprendere sin da subito una serie di azioni condivise volte ad arginare la politica di destabilizzazione e smantellamento della scuola pubblica e statale e a contrastare i pesanti ed irragionevoli tagli programmati nei confronti del personale precario della scuola. I precari, uniti, hanno confermato la netta opposizione a qualsiasi progetto di legge o normativa che leda i diritti acquisiti e pertanto hanno annunciato lo stato di agitazione e la costituzione di un fronte comune per gestire l’emergenza e rispondere con tempestività, e nelle proporzioni di volta in volta necessarie e man mano che assumeranno rilievo, alla portata delle iniziative che si delineano contro il riconoscimento del fondamentale ruolo svolto dal personale precario della scuola. Inoltre l’assemblea nella riunione svoltasi oggi a Roma ha espresso una forte volontà di mobilitazione unitaria finalizzata alla tutela dei diritti acquisiti dagli insegnanti iscritti nelle graduatorie ad esaurimento, manifestando una intransigente contrarietà verso l’attribuzione di maggiori poteri ai Dirigenti scolastici per il reclutamento “a trattativa privata". Si è pertanto deciso che nel corso dell’estate i delegati di tutte le associazioni presenti continueranno la fase di progettazione ed azione incontrandosi sia di persona in prossime riunioni unitarie sia in rete promuovendo l’immediata creazione di un sito per un collegamento diretto ed istantaneo delle varie associazioni, programmando una urgente richiesta di incontri istituzionali, tecnici con gli esponenti del governo e con gruppi parlamentari, definendo una piattaforma di iniziative di protesta da svolgersi in concomitanza dell’inizio del nuovo anno scolastico, infine organizzando subito una prima azione visibile con un sit-in davanti a Montecitorio nella terza settimana del corrente mese, un iniziale appello forte perché si dibatta e si modifichi il testo del DDL nel corso della sua contemporanea discussione alle Camere.

Il taglio delle cattedre e lo stop al turn over bloccherà l’immissione in ruolo di migliaia di docenti. Per sempre



Il taglio delle cattedre e lo stop al turn over bloccherà l’immissione in ruolo di migliaia di docenti. Per sempre

Unità: E nella scuola il governo «crea» i precari permanenti

di Marina Boscaino/ Roma

IL PIANO TRIENNALE del governo Prodi prevedeva l’immissione in ruolo di 150 mila precari. Il decreto Tremonti - una vera e propria possibile involuzione
della scuola italiana, con un taglio di circa 100 mila docenti - va ovviamente ad incidere in maniera pesante anche su quelle previsioni; nei prossimi anni per una decina di docenti che vanno in pensione, si potrebbe verificare un’unica assunzione. Venerdì a Roma i C.I.P. - Comitati Insegnanti Precari, associazione nazionale - hanno organizzato assieme ad altre associazioni un incontro nazionale che ha posto al centro non solo la questione del precariato, ma anche la necessità di unire le forze per orientarle contro il progressivo disimpegno strategico ed economico proposto dalla maggioranza. "Precario" è un termine generico: nell’attuale anno scolastico a questo titolo -tra docenti e Ata- sono state reclutate 150.000 persone. A questi va aggiunto la schiera senza nome di docenti che ogni anno vengono chiamati per brevi periodi. Considerando il decreto economico, le 25 mila immissioni in ruolo, per cui si attende ormai solo l’atto formale, potrebbero essere le ultime, se il Governo durasse in carica 5 anni e si verificassero le condizioni di attuabilità dei tagli stabiliti. Le circa 100mila cattedre destinate a sparire in tre anni saranno in gran parte compensate dai pensionamenti. Infatti dal 2009 alcuni variabili previste -incremento del rapporto alunni-docente, modifica dell’organico della scuola primaria con il ritorno al maestro unico (ipotesi su cui la Gelmini continua a nicchiare), riduzione dell’orario settimanale nei tecnici e nei professionali, per non parlare dell’ipotizzata (e caldeggiata soprattutto da Aprea) riduzione delle discipline e delle ore relative)- causeranno un allontanamento dalla scuola pari al numero dei pensionati. Le graduatorie ministeriali saranno pertanto immobilizzate fino alla sostituzione con le nuove liste di reclutamento, mentre quelle ad esaurimento saranno usate solo per le supplenze. È probabile che agli abilitati vecchi e nuovi dal 2012 venga destinato un albo regionale, da cui le singole scuole potrebbero chiamare i docenti, con probabile assorbimento delle graduatorie preesistenti. Come rispondere a questo attacco non solo al ricambio generazionale all’interno della scuola, ma all’esigibilità dei diritti di quanti - moltissimi - hanno permesso alla scuola di funzionare, accettando situazioni di continua mobilità, sospensione degli stipendi, precariato lavorativo ed esistenziale, considerando incertezza e lentezza delle nomine? La preoccupazione è stata testimoniata dalla grande partecipazione all’incontro dei Cip. Oltre che delle disposizioni contenute nel decreto 112, si è discusso di autogoverno delle istituzioni scolastiche e stato giuridico dei docenti, di tagli alla scuola statale e finanziamenti alla privata, di graduatorie, soprattutto in vista delle novità cui si accennava. L’assemblea ha espresso una forte volontà di mobilitazione comune nella rivendicazione dei diritti acquisiti, nonché contro la proposta del centro destra di attribuire ulteriori poteri ai dirigenti scolastici nel reclutamento dei docenti. La volontà di azione comune dei pracari della scuola ribadita da Curreli, presidente del CIP, si va ad aggiungere alla promessa di un autunno caldo ribadita qualche giorno fa da Panini, segretario nazionale della Flcgil. A sottolineare l’emergenza istruzione minacciata dalla manovra di Tremonti.


venerdì 11 luglio 2008

I precari non ci stanno: contro i tagli preannunciano un fine d’estate caldo


I precari non ci stanno: contro i tagli preannunciano un fine d’estate caldo

di A.G.

La decisione giunta al termine dell'incontro delle associazioni precari dell’11 luglio a Roma: forte convergenza sulla necessità di adottare una serie di azioni a breve termine contro la politica del Governo. In ballo non solo i posti di lavoro, ma anche la qualità della scuola pubblica statale.

Ha riscosso il successo che speravano gli organizzatori, i Comitati insegnanti precari, l’incontro delle associazioni, comitati, organizzazioni e gruppi di docenti in prevalenza precari, svolto l’11 luglio a Roma: il confronto è servito ad unire le forze a salvaguardia della scuola pubblica statale e per contrastare la politica dei tagli agli organici avviata dal governo. All’ampia risposta di delegati provenienti da quasi tutte le regioni d'Italia (anche dalla lontana Sicilia, ma anche dal Veneto, dal Piemonte e dalla Liguria) ha fatto seguito una forte convergenza sulla necessità di adottare una serie di azioni a partire dalla fine dell'estate. All’incontro erano presenti anche alcuni politici, tra cui Alba Sasso (Sinistra democratica) e Piergiorgio Bergonzi (Comunisti italiani), che hanno dato il loro pieno appoggio alle proposte.
Le conclusioni della giornata sono state affidate a Maristella Curreli, la quale ha ribadito come prima ancora del lavoro dei precari, che rischiano di trovarsi disoccupati a causa della prevista eliminazione di 90.000 cattedre, la politica del Governo minacci fortemente la qualità della scuola pubblica statale.
"Se i tagli agli organici dovessero verificarsi nei termini annunciati con il dl n. 112 - ha detto il presidente del Cip – non si produrrebbe solo l’azzeramento dei diritti sacrosanti di centinaia di migliaia di docenti meritevoli vincitori di concorsi pluriabilitati e qualificati con master e specializzazioni varie. Ma si andrebbe inevitabilmente anche incontro al taglio di aule, personale, classi, tempo scuola, docenti di sostegno e risorse. Questo Governo dimentica evidentemente che la scuola pubblica deve essere di tutti e per tutti, che l'istruzione non è merce da vendere e acquistare ma è investimento e non spesa, promozione civile e non addottrinamento".
E gli insegnanti precari abilitati - che dopo le ultime abilitazioni fornite dalle scuole universitarie hanno raggiunto quota 300.000 - non se la sentono ovviamente nemmeno di cambiare lavoro per fare spazio ad quello che definiscono un "cannibalismo professionale che prevederebbe - spiega Curreli - meno insegnanti più retribuiti e l'incentivazione scriteriata degli straordinari".
Gli insegnanti in attesa del ruolo sono così determinati che non intendono aspettare l’autunno: non avrebbe senso visto che il nuovo Governo ha messo, dopo pochi giorni dal suo insediamento, subito le “carte in tavola”. Nelle prossime settimane seguiranno quindi altri incontri tra i delegati: l’obiettivo è definire a breve termine, entro la fine dell’estate, il piano da adottare. Stavolta è probabile che non si procederà a delle classiche forme di sciopero, anche perché nel mese di settembre molti docenti precari – quelli soprattutto più indietro nelle graduatorie - sono ancora in servizio. Più realistico che si svolgano allora dei sit-in o delle manifestazioni che producano particolare risonanza mediatica.
Curreli però non chiude nemmeno del tutto la porta del dialogo con le istituzioni. "Vogliamo farci sentire – spiega il presidente dei Cip – questa è l’unica cosa certa. E per questo ci siamo presi un po’ di tempo, proprio per decidere quali azioni intraprendere. In ogni caso la fine dell’estate per la scuola si prospetta molto calda. Siamo in tanti e sempre più uniti”.
Durante l’incontro il Cipna ha annunciato che nei prossimi giorni si unirà ai Cip: “significa – ha commentato sempre Curreli - che il nostro modo di intendere la scuola è lo stesso di altre associazioni e che unite abbiamo sicuramente maggiori possibilità di raggiungere gli obiettivi prefissati”.
Obiettivi che, è stato ribadito durante l’incontro all’istituto Galilei, non possono prescindere dal mantenimento in vita, fino al loro totale “svuotamento”, delle graduatorie ad esaurimento. Le associazioni hanno per la prima volta espresso anche una parziale apertura per le nuove procedure abilitative presentate dall’on. Valentina Aprea ed attualmente in discussione presso le commissioni Cultura di Camera e Senat: a patto, però, che si realizzino solo in quelle realtà territoriali e per tutte quelle discipline prive di docenti di ruolo e precari abilitati.
Consensi sono stati espressi anche a favore di eventuali licenziamenti dei docenti "fannulloni" (annunciati nei giorni scorsi dal ministro Funzione pubblica, Renato Brunetta) per dare spazio ai meritevoli ed ai "campioni in produttività". Il problema, semmai, è chi valuterà i meriti. "Le fittizie agenzie esterne di consulenza – si chiedono i precari - o gli atenei lottizzati dalla politica? I censori di partito o gli ispettori passacarte del ministero? Gli studenti o i loro genitori? Chi? E come?".
Un netto rifiuto, invece, è stato espresso per la parte del progetto di legge, sempre dell’Aprea, che vorrebbe introdurre concorsi e supplenze dei docenti gestite attraverso la chiamata diretta dei dirigenti scolastici. "Sarebbe una manovra – ha concluso Curreri – che porterebbe dritti verso clientelismo e il nepotismo, sottraendo libertà di pensiero ed espropriando i diritti legittimi (esperienza e titoli) maturati nel tempo dai docenti precarizzati da decenni di malgoverno dell’istruzione".

http://www.tecnicadellascuola.it/index.php?id=23042&action=view
11/07/2008
”Noi abbiamo combattuto per quelli che c’erano, per quelli che non c’erano e anche per chi era contro”

Arrigo Boldrini (medaglia d’oro per la Resistenza)